Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

La conciliazione giudiziale non è equiparabile ad una sentenza passata in giudicato, bensì a quelli di un titolo contrattuale esecutivo, con la conseguenza che esso resta soggetto alle ordinarie sanzioni di nullità

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20913 depositata il 30 settembre 2020 intervenendo in tema di validità delle conciliazioni giudiziali ha riaffermato che "la transazione contenuta nella conciliazione giudiziale che ha posto fine alla lite a suo tempo promossa dal ricorrente, è sottratta, in quanto perfezionatasi in giudizio, al regime della impugnabilità di cui [...]

Corte di Cassazione ordinanza n. 20913 depositata il 30 settembre 2020 – Gli effetti attribuiti al verbale di conciliazione giudiziale non possono, del resto, equipararsi a quelli di una sentenza passata in giudicato, bensì a quelli di un titolo contrattuale esecutivo, con la conseguenza che esso resta soggetto alle ordinarie sanzioni di nullità. Inoltre la disciplina legale del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni non consente inquadramenti automatici del personale

Gli effetti attribuiti al verbale di conciliazione giudiziale non possono, del resto, equipararsi a quelli di una sentenza passata in giudicato, bensì a quelli di un titolo contrattuale esecutivo, con la conseguenza che esso resta soggetto alle ordinarie sanzioni di nullità. Inoltre la disciplina legale del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni non consente inquadramenti automatici del personale

Corte di Cassazione ordinanza n. 22036 depositata il 13 ottobre 2020  – Competa all’Amm.ne Finanziaria che contesti l’insussistenza soggettiva dell’operazione non soltanto l’onere della prova circa la non corrispondenza tra i soggetti effettivi della transazione e quelli risultanti dalla fatturazione della catena delle cessioni

Competa all'Amm.ne Finanziaria che contesti l'insussistenza soggettiva dell'operazione non soltanto l'onere della prova circa la non corrispondenza tra i soggetti effettivi della transazione e quelli risultanti dalla fatturazione della catena delle cessioni

Corte di Cassazione ordinanza n. 21977 depositata il 12 ottobre 2020 – In tema di imposte sui redditi, l’obbligo di motivazione degli atti tributari è soddisfatto dall’avviso di accertamento dei redditi del socio che rinvii “per relationem” a quello riguardante i redditi della società, ancorché solo a quest’ultima notificato

In tema di imposte sui redditi, l'obbligo di motivazione degli atti tributari è soddisfatto dall'avviso di accertamento dei redditi del socio che rinvii "per relationem" a quello riguardante i redditi della società, ancorché solo a quest'ultima notificato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 14 ottobre 2020, n. C-677/19 – Il principio di effettività, in combinato disposto con il principio di leale cooperazione, deve essere interpretato nel senso che non osta a che una normativa di uno Stato membro fissi, a pena di decadenza, un termine per presentare le domande di rimborso di tributi dichiarati incompatibili con il diritto dell’Unione che ha una durata di circa un anno e che decorre dall’entrata in vigore di tale normativa volta a rimediare alla violazione di detto diritto

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 14 ottobre 2020, n. C-677/19 Rinvio pregiudiziale - Principi del diritto dell’Unione - Principio di leale cooperazione - Principi di equivalenza e di effettività - Restituzione dei tributi riscossi da uno Stato membro in violazione del diritto dell’Unione - Termine previsto per presentare le domande di rimborso di tali [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 settembre 2020, n. 20823 – In materia tributaria, alla stregua dell’elaborazione giurisprudenziale comunitaria e nazionale, costituisce pratica abusiva l’operazione economica che, attraverso l’impiego “improprio” e “distorto” dello strumento negoziale, abbia quale scopo predominante e assorbente (seppur non esclusivo) l’elusione della norma tributaria, mentre la mera astratta configurabilità di un vantaggio fiscale non è sufficiente ad integrare la fattispecie abusiva

In materia tributaria, alla stregua dell'elaborazione giurisprudenziale comunitaria e nazionale, costituisce pratica abusiva l'operazione economica che, attraverso l'impiego "improprio" e "distorto" dello strumento negoziale, abbia quale scopo predominante e assorbente (seppur non esclusivo) l'elusione della norma tributaria, mentre la mera astratta configurabilità di un vantaggio fiscale non è sufficiente ad integrare la fattispecie abusiva

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 28489 depositata il 14 ottobre 2020 – Per la configurabilità del reato di omesso versamento IVA occorrono due presupposti: che l’ammontare dell’imposta evasa ecceda la soglia di punibilità prevista dalla norma e che l’omissione abbia ad oggetto l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale regolarmente presentata

Per la configurabilità del reato di omesso versamento IVA occorrono due presupposti: che l'ammontare dell'imposta evasa ecceda la soglia di punibilità prevista dalla norma e che l'omissione abbia ad oggetto l'imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale regolarmente presentata

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 ottobre 2020, n. 22174 – Credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate condizioni e requisiti per complessi immobiliari che devono costituire un un complesso unitario polifunzionale

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 ottobre 2020, n. 22174 Tributi - Credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate - Art. 8 della Legge n. 388 del 2000 - Investimenti agevolabili - Immobili - Condizioni Fatti della causa 1. L'Agenzia delle Entrate notificava alla srl S.&P. provvedimento di recupero di agevolazioni ex art. 8 della [...]

Torna in cima