Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7414 – Legittimità del contratto a termine stipulati per necessità di espletamento del servizio in concomitanza di assenze per ferie per il periodo giugno-settembre stipulati nel 2000

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7414 Lavoro - Contratto a termine - Nullità - Necessità di espletamento del servizio con riferimento al periodo estivo Rilevato che 1. La Corte d’appello di Roma, in sede di rinvio, con sentenza n. 9910 del 23.1.2015, ha respinto la domanda di declaratoria della nullità del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 marzo 2020, n. 7242 – La presenza di lavoratori in un sito di lavoro non può, in mancanza di specifica e rigorosa prova sul punto, configurarsi come atto di mera liberalità o cortesia, dovendosi, invece, ritenere, per una presunzione di favor dell’attività lavorativa e per la repressione delle assunzioni illegali, come attività retribuita di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 13 marzo 2020, n. 7242 Rapporto di lavoro - Assunzione - Forma scritta - Onere probatorio Rilevato che La Corte di Appello di Caltanissetta, con sentenza depositata in data 24.1.2013, ha respinto il gravame interposto dalla S.r.l. B., nei confronti dell'Ispettorato Provinciale del Lavoro di Enna, avverso la pronunzia del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 marzo 2020, n. 7001 – La quota dell’indennità di buonuscita correlata ai versamenti volontari effettuati dal dipendente va ricompresa nell’imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sull’indennità di buonuscita, che è erogata al dipendente dello Stato cessato dal servizio

La quota dell'indennità di buonuscita correlata ai versamenti volontari effettuati dal dipendente va ricompresa nell'imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sull'indennità di buonuscita, che è erogata al dipendente dello Stato cessato dal servizio

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 marzo 2020, n. 6956 – In tema di riscossione di contributi e di premi assicurativi, il giudice dell’opposizione alla cartella esattoriale che ritenga illegittima l’iscrizione a ruolo non può limitarsi a dichiarare tale illegittimità, ma deve esaminare nel merito la fondatezza della domanda di pagamento dell’istituto previdenziale

In tema di riscossione di contributi e di premi assicurativi, il giudice dell'opposizione alla cartella esattoriale che ritenga illegittima l’iscrizione a ruolo non può limitarsi a dichiarare tale illegittimità, ma deve esaminare nel merito la fondatezza della domanda di pagamento dell'istituto previdenziale

Corte di Cassazione ordinanza n. 7337 depositata il 17 marzo 2020 – In tema di Iva, l’Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell’ambito di una frode carosello, ha l’onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta

In tema di Iva, l'Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta

Corte di Cassazione, sezione penale, ordinanza n. 7337 depositata il 25 febbraio 2020 – In tema di applicazione della pena su richiesta delle parti la possibilità di ricorrere per cassazione deducendo l’erronea qualificazione giuridica del fatto è limitata ai soli casi di qualificazione palesemente eccentrica rispetto al contenuto del capo di imputazione, con conseguente inammissibilità della denuncia di errori valutativi in diritto che non risultino evidenti dal testo del provvedimento impugnato

In tema di applicazione della pena su richiesta delle parti la possibilità di ricorrere per cassazione deducendo l'erronea qualificazione giuridica del fatto è limitata ai soli casi di qualificazione palesemente eccentrica rispetto al contenuto del capo di imputazione, con conseguente inammissibilità della denuncia di errori valutativi in diritto che non risultino evidenti dal testo del provvedimento impugnato

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