Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 gennaio 2020, n. 25 – Il riscatto è idoneo unicamente ad incidere sull’anzianità contributiva dell’assicurato, cioè a rendere utilizzabili, ai fini dell’anzianità contributiva e dell’accesso al diritto a pensione, periodi di esercizio dell’attività professionale occasionale, come tali e fino al 31 dicembre 2002, non coperti da contribuzione.

il riscatto è idoneo unicamente ad incidere sull'anzianità contributiva dell'assicurato, cioè a rendere utilizzabili, ai fini dell'anzianità contributiva e dell'accesso al diritto a pensione, periodi di esercizio dell'attività professionale occasionale, come tali e fino al 31 dicembre 2002, non coperti da contribuzione.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 gennaio 2020, n. 2033 – Natura occasionale dell’indennità, quale «erogazione una tantum», avente funzione risarcitoria o compensativa dei disagi connessi al trasferimento del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 29 gennaio 2020, n. 2033 Natura non occasionale della diaria di trasferimento - CCNL Multiservizi - Accertamento - Erogazione una tantum Rilevato che la Corte di appello di Bologna, con sentenza nr. 1491 del 2017, ha rigettato il gravame di F.V. avverso la decisione di primo grado che, in accoglimento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 gennaio 2020, n. 2004 – Comportamenti datoriali scorretti e danno biologico e morale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 29 gennaio 2020, n. 2004 Inquadramento - Mansioni - Comportamenti datoriali scorretti - Danno biologico e morale Rilevato che Con ricorso al Tribunale di Cagliari L.T., dipendente della S.S.C. s.r.l. presso l'ipermercato di Q. S. E., ha convenuto in giudizio la società, lamentando di avere subito una serie di comportamenti [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 gennaio 2020, n. 1955 – L’art. 5 commi 1 e 2 della legge 448/2001 non può trovare applicazione anche per la tassazione di plusvalenze imputabili a reddito di lavoro dipendente, scaturite dalle azioni offerte alla generalità dei dipendenti e separatamente disciplinata dall’art. 48 (ora 51) TUIR

L'art. 5 commi 1 e 2 della legge 448/2001 non può trovare applicazione anche per la tassazione di plusvalenze imputabili a reddito di lavoro dipendente, scaturite dalle azioni offerte alla generalità dei dipendenti e separatamente disciplinata dall'art. 48 (ora 51) TUIR

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2020, n. 1912 – Nelle ipotesi di reiterazione di contratti a termine in relazione ai posti individuati per le supplenze su “organico di fatto” e per le supplenze temporanee non è in sé configurabile alcun abuso ai sensi dell’Accordo Quadro allegato alla Direttiva

Nelle ipotesi di reiterazione di contratti a termine in relazione ai posti individuati per le supplenze su "organico di fatto" e per le supplenze temporanee non è in sé configurabile alcun abuso ai sensi dell'Accordo Quadro allegato alla Direttiva, fermo restando il diritto del lavoratore di allegare e provare il ricorso improprio o distorto a siffatta tipologia di supplenze, prospettando non già la sola reiterazione ma le sintomatiche condizioni concrete della medesima, situazione che il ricorrente non risulta avere prospettato nel giudizio di merito

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2020, n. 1889 – In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, incombono sul datore di lavoro gli oneri di allegazione e di prova dell’esistenza del giustificato motivo oggettivo, che include anche l’impossibilità del c.d. repêchage

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, incombono sul datore di lavoro gli oneri di allegazione e di prova dell'esistenza del giustificato motivo oggettivo, che include anche l'impossibilità del c.d. repêchage

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1826 – In assenza di un titolo giudiziale definitivo, che accerti con valore di giudicato l’esistenza del credito e produca la rideterminazione in dieci anni della durata del termine prescrizionale ex art. 2953 c.c., continua a trovare applicazione, anche nei confronti del soggetto titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione prevista dall’art. 3 della legge n. 335 del 1995 e non ricorrono pertanto i presupposti per l’applicazione della regola generale sussidiaria di cui all’art. 2946 c.c..

In assenza di un titolo giudiziale definitivo, che accerti con valore di giudicato l'esistenza del credito e produca la rideterminazione in dieci anni della durata del termine prescrizionale ex art. 2953 c.c., continua a trovare applicazione, anche nei confronti del soggetto titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione prevista dall'art. 3 della legge n. 335 del 1995 e non ricorrono pertanto i presupposti per l'applicazione della regola generale sussidiaria di cui all'art. 2946 c.c..

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 gennaio 2020, n. 1685 – In materia di richiesta di restituzione dell’indennità di disoccupazione agricola, laddove sia disconosciuta la sussistenza di un rapporto subordinato in agricoltura, grava sul lavoratore l’onere di provare la sussistenza del rapporto ex art. 2094 c.c., tuttavia tale onere è subordinato alla precisazione, nel provvedimento amministrativo di recupero del credito, degli estremi del pagamento, corredati dalla sintetica indicazione delle ragioni che non legittimerebbero la corresponsione delle somme erogate

In materia di richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione agricola, laddove sia disconosciuta la sussistenza di un rapporto subordinato in agricoltura, grava sul lavoratore l'onere di provare la sussistenza del rapporto ex art. 2094 c.c., tuttavia tale onere è subordinato alla precisazione, nel provvedimento amministrativo di recupero del credito, degli estremi del pagamento, corredati dalla sintetica indicazione delle ragioni che non legittimerebbero la corresponsione delle somme erogate

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