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CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2015, n. C-382/13 – L’art. 13, § 2, lett. a), del regolamento (Cee) n. 1408/71 sull’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari è assoggettato alla normativa dello Stato di occupazione tanto per i giorni in cui egli svolge un’attività subordinata, quanto per quelli in cui non la svolge

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 aprile 2015, n. C-382/13 LAVORO - PREVIDENZA SOCIALE DEI LAVORATORI MIGRANTI - LAVORO OCCASIONALE IN UNO STATO MEMBRO DIVERSO DALLO STATO DI RESIDENZA - LEGISLAZIONE APPLICABILE - RIFIUTO DI CONCEDERE ASSEGNI FAMILIARI E RIDUZIONE DELLA PENSIONE DI VECCHIAIA DA PARTE DELLO STATO DI RESIDENZA 1 La domanda di pronuncia [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 30 aprile 2015, n. C-80/14 – La nozione di “stabilimento” contenuta nell’art. 1, §. 1, comma 1, lett. a), ii), della direttiva 98/59/Ce, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri in materia di licenziamenti collettivi, deve essere interpretata on osta a una normativa nazionale che preveda un obbligo di informazione e di consultazione dei lavoratori in caso di licenziamento, nel corso di un periodo di 90 giorni, di almeno 20 lavoratori di un particolare stabilimento di un’impresa, e non quando il numero complessivo di licenziamenti in tutti gli stabilimenti o in taluni stabilimenti di un’impresa nel corso del medesimo periodo raggiunge o supera la soglia di 20 lavoratori

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 30 aprile 2015, n. C-80/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - POLITICA SOCIALE - LICENZIAMENTI COLLETTIVI - NOZIONE DI “STABILIMENTO” - MODALITA' DI CALCOLO DEL NUMERO DI LAVORATORI LICENZIATI La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 1, paragrafo 1, primo comma, lettera a), della direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 9 luglio 2015, n. C-229/14 – L’articolo 1, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998 prevede in materia di licenziamenti collettivi, deve essere interpretato nel senso che osta ad una normativa o ad una prassi nazionale che non includa, nel calcolo del numero dei lavoratori occupati previsto dalla disposizione stessa, un membro della direzione di una società di capitali

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 9 luglio 2015, n. C-229/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - LICENZIAMENTI COLLETTIVI - NOZIONE DI “LAVORATORE” - MEMBRO DELLA DIREZIONE DI UNA SOCIETA' DI CAPITALI – PERSONA SVOLGENTE ATTIVITA' LAVORATIVA NELL’AMBITO DI UN PROGRAMMA DI FORMAZIONE E DI REINSERIMENTO PROFESSIONALE  La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 1, paragrafo 1, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 9 luglio 2015, n. C-177/14 – La nozione di “lavoratore a tempo determinato” ex clausola 3, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla direttiva 1999/70/Ce (accordo quadro CeS, UNICE e CeeP) deve essere interpretata nel senso che si applica a un lavoratore quale la ricorrente nel procedimento principale

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 9 luglio 2015, n. C-177/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCORDO QUADRO CES, UNICE E CEEP SUL LAVORO A TEMPO DETERMINATO - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE - PERSONALE “EVENTUAL” - RIFIUTO DI ACCORDARE UNA MAGGIORAZIONE CORRISPONDENTE ALLO SCATTO TRIENNALE DI ANZIANITA' - RAGIONI OGGETTIVE La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 16 luglio 2015, n. C-222/14 – Le disposizioni delle Direttive n. 96/34/CE e n. 2006/54/CE devono essere interpretate nel senso che ostano a una normativa nazionale che neghi il diritto al congedo parentale a un dipendente pubblico quando la moglie non lavori o non eserciti alcuna professione, a meno che la stessa, a causa di grave malattia o disabilità, venga considerata non in grado di provvedere all’educazione di un bambino

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 16 luglio 2015, n. C-222/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCORDO QUADRO SUL CONGEDO PARENTALE - CLAUSOLA 2, PUNTO 1 - DIRITTO INDIVIDUALE AL CONGEDO PARENTALE PER LA NASCITA DI UN BAMBINO - NORMATIVA NAZIONALE CHE PRIVA DEL DIRITTO A UN TALE CONGEDO IL DIPENDENTE PUBBLICO LA CUI [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 10 settembre 2015, n. C-266/14 – La CGCE ha ritenuto che l’art. 2 della dir. 2003/88/Ce sull’organizzazione dell’orario di lavoro, debba essere interpretato nel senso che costituisce «orario di lavoro» il tempo che lavoratori itineranti, ossia lavoratori che non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale, impiegano per spostarsi dal loro domicilio al primo cliente indicato dal loro datore di lavoro e dall’ultimo cliente indicato dal loro datore di lavoro al loro domicilio

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 10 settembre 2015, n. C-266/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO - LAVORATORI CHE NON HANNO UN LUOGO DI LAVORO FISSO O ABITUALE - TEMPO DI SPOSTAMENTO TRA IL DOMICILIO DEI LAVORATORI ED I LUOGHI IN CUI SI TROVANO IL PRIMO E L’ULTIMO CLIENTE  La domanda di [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 novembre 2015, n. C-422 – La direttiva 98/59 deve essere interpretata nel senso che il fatto che un datore di lavoro proceda, unilateralmente e a svantaggio del lavoratore, ad una modifica sostanziale degli elementi essenziali del contratto di lavoro per ragioni non inerenti alla persona del lavoratore stesso rientra nella nozione di «licenziamento» di cui all’articolo 1, paragrafo 1, primo comma, lettera a), della medesima direttiva

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 11 novembre 2015, n. C-422 LAVORO - POLITICA SOCIALE - LICENZIAMENTI COLLETTIVI  - NOZIONE DI “LAVORATORI ABITUALMENTE IMPIEGATI” NELLO STABILIMENTO INTERESSATO - NOZIONI DI “LICENZIAMENTO” E DI “CESSAZIONI DI CONTRATTI DI LAVORO ASSIMILABILI A UN LICENZIAMENTO” - MODALITA' DI CALCOLO DEL NUMERO DI LAVORATORI LICENZIATI 1  La domanda di pronuncia pregiudiziale verte [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 novembre 2015, n. C-219 – La clausola 4, punto 2, dell’accordo quadro e l’articolo 7 della direttiva 2003/88 devono essere interpretati nel senso che il calcolo delle ferie annuali retribuite spettanti al lavoratore dev’essere effettuato secondo gli stessi principi, indipendentemente dal fatto che si tratti di determinare l’indennità sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute dovuta nel caso in cui si ponga fine al rapporto di lavoro oppure di determinare il saldo delle ferie annuali retribuite in caso di mantenimento del rapporto di lavoro

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 11 novembre 2015, n. C-219 LAVORO - POLITICA SOCIALE - ACCORDO QUADRO SUL LAVORO A TEMPO PARZIALE - ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO - DIRITTO ALLE FERIE ANNUALI RETRIBUITE - CALCOLO DELLE FERIE SPETTANTI IN CASO DI AUMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO - INTERPRETAZIONE DEL PRINCIPIO "PRO RATA TEMPORIS” 1. La [...]

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