lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 maggio 2021, n. 14199 – Licenziamento disciplinare per falsa attestazione della presenza in servizio, la condotta di rilievo disciplinare se, da un lato, non richiede un’attività materiale di alterazione o manomissione del sistema di rilevamento delle presenze in servizio, dall’altro deve essere oggettivamente idonea ad indurre in errore il datore di lavoro, sicché anche l’allontanamento dall’ufficio, non accompagnato dalla necessaria timbratura, integra una modalità fraudolenta, diretta a rappresentare una situazione apparente diversa da quella reale

Licenziamento disciplinare per falsa attestazione della presenza in servizio, la condotta di rilievo disciplinare se, da un lato, non richiede un'attività materiale di alterazione o manomissione del sistema di rilevamento delle presenze in servizio, dall'altro deve essere oggettivamente idonea ad indurre in errore il datore di lavoro, sicché anche l'allontanamento dall'ufficio, non accompagnato dalla necessaria timbratura, integra una modalità fraudolenta, diretta a rappresentare una situazione apparente diversa da quella reale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2021, n. 14815 – Nel lavoro pubblico privatizzato, nelle ipotesi di abusiva successione di contratti a termine, la avvenuta immissione in ruolo del lavoratore già impiegato a tempo determinato ha efficacia riparatoria dell’illecito nelle sole ipotesi di stretta correlazione tra l’abuso commesso dalla amministrazione e la stabilizzazione ottenuta dal dipendente

Nel lavoro pubblico privatizzato, nelle ipotesi di abusiva successione di contratti a termine, la avvenuta immissione in ruolo del lavoratore già impiegato a tempo determinato ha efficacia riparatoria dell'illecito nelle sole ipotesi di stretta correlazione tra l'abuso commesso dalla amministrazione e la stabilizzazione ottenuta dal dipendente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14819 – In caso di passaggio di personale conseguente al trasferimento di attività concorrono a formare la base di calcolo ai fini della quantificazione dell’assegno personale le voci retributive corrisposte in misura fissa e continuativa, non già gli emolumenti variabili o provvisori

In caso di passaggio di personale conseguente al trasferimento di attività concorrono a formare la base di calcolo ai fini della quantificazione dell'assegno personale le voci retributive corrisposte in misura fissa e continuativa, non già gli emolumenti variabili o provvisori

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14808 – Omessa comunicazione all’INPS della sospensione concordata del lavoro determina l’insorgenza dell’obbligazione contributiva

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14808 Edilizia - Omesso versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi - Cartelle di pagamento - Sospensione concordata del lavoro - Omessa comunicazione - Illecito amministrativo Considerato in fatto 1. La Corte d'appello di Bologna, in riforma della sentenza del Tribunale di Forlì, ha accolto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 maggio 2021, n. 14688 – Cessazione del rapporto di lavoro senza preavviso – Sopravvenuta inidoneità assoluta al servizio – Riliquidazione dell’indennità di premio di servizio

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 26 maggio 2021, n. 14688 Lavoro - Dirigente amministrativo - Cessazione del rapporto di lavoro senza preavviso - Sopravvenuta inidoneità assoluta al servizio - Riliquidazione dell'indennità di premio di servizio Rilevato che la Corte d'appello di Bari, accogliendo l'appello dell'INPS (successore dell'INPDAP) ed in riforma della sentenza di primo grado, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 maggio 2021, n. 14062 – In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le indennità spettanti sono assoggettate alla prescrizione quinquennale ex art. 2948 n. 5 cod. civ. e non all’ordinario termine decennale, a prescindere dalla natura, retributiva o previdenziale, dell’indennità medesima, ovvero dal tipo di rapporto, subordinato o parasubordinato, in essere, in ragione dell’esigenza di evitare le difficoltà probatorie derivanti dall’eccessiva sopravvivenza dei diritti sorti nel momento della chiusura del rapporto

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le indennità spettanti sono assoggettate alla prescrizione quinquennale ex art. 2948 n. 5 cod. civ. e non all'ordinario termine decennale, a prescindere dalla natura, retributiva o previdenziale, dell'indennità medesima, ovvero dal tipo di rapporto, subordinato o parasubordinato, in essere, in ragione dell'esigenza di evitare le difficoltà probatorie derivanti dall'eccessiva sopravvivenza dei diritti sorti nel momento della chiusura del rapporto

TRIBUNALE DI VENEZIA – Ordinanza 17 maggio 2021 – Il licenziamento comminato durante il divieto per COVID-19 va dichiarato nullo, in quanto disposto in contrasto a norma imperativa comportante specifico divieto, sicché ex art. 18, co. 1, L. 300/70 (…) va condannata a reintegrare il ricorrente nelle proprie mansioni ed a corrispondergli un risarcimento del danno quantificato in un’indennità pari alle retribuzione perdute

Il licenziamento comminato durante il divieto per COVID-19 va dichiarato nullo, in quanto disposto in contrasto a norma imperativa comportante specifico divieto, sicché ex art. 18, co. 1, L. 300/70 (...) va condannata a reintegrare il ricorrente nelle proprie mansioni ed a corrispondergli un risarcimento del danno quantificato in un'indennità pari alle retribuzione perdute

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 maggio 2021, n. 14069 – Deroga all’orario normale di lavoro di 40 ore settimanali ai sensi degli artt. 1, 97 e 380 CCNL aziende del turismo

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 maggio 2021, n. 14069 Pubblici esercizi - Omissione contributiva - Avviso di addebito - Opposizione - Deroga all'orario normale di lavoro di 40 ore settimanali Rilevato in fatto Che, con sentenza depositata il 16.6.2015, la Corte d'appello di Firenze, in riforma della pronuncia di primo grado, ha rigettato l'opposizione [...]

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