lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 novembre 2020, n. 26417 – Il lavoratore illegittimamente ceduto ha diritto di ricevere le retribuzioni da parte del cedente che, senza giustificato motivo, non ottemperi all’ordine di reintegra e, nell’ipotesi di cessione di ramo d’azienda dichiarata illegittima le erogazioni patrimoniali eventualmente commisurate alle mancate retribuzioni, cui è obbligato il datore di lavoro cedente che non proceda al ripristino del rapporto lavorativo, vanno qualificate come risarcitorie

Il lavoratore illegittimamente ceduto ha diritto di ricevere le retribuzioni da parte del cedente che, senza giustificato motivo, non ottemperi all'ordine di reintegra e, nell'ipotesi di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima le erogazioni patrimoniali eventualmente commisurate alle mancate retribuzioni, cui è obbligato il datore di lavoro cedente che non proceda al ripristino del rapporto lavorativo, vanno qualificate come risarcitorie

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 novembre 2020, n. 26274 – La qualificazione giuridica del rapporto di lavoro effettuata dal giudice di merito è censurabile in sede di legittimità soltanto limitatamente alla scelta dei parametri normativi di individuazione della natura subordinata od autonoma del rapporto

La qualificazione giuridica del rapporto di lavoro effettuata dal giudice di merito è censurabile in sede di legittimità soltanto limitatamente alla scelta dei parametri normativi di individuazione della natura subordinata od autonoma del rapporto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 novembre 2020, n. 26267 – In tema di sgravi contributivi, che costituiscono una situazione di eccezione in senso riduttivo dell’obbligo contributivo, spetta al datore di lavoro, che pretenda di usufruire di quelli previsti per il caso di trasferta dei dipendenti o di rimborso per spese di viaggio, dimostrare il possesso dei requisiti legittimanti l’esonero

In tema di sgravi contributivi, che costituiscono una situazione di eccezione in senso riduttivo dell'obbligo contributivo, spetta al datore di lavoro, che pretenda di usufruire di quelli previsti per il caso di trasferta dei dipendenti o di rimborso per spese di viaggio, dimostrare il possesso dei requisiti legittimanti l'esonero

INPS – Messaggio 18 novembre 2020, n. 4335 – Richiesta dell’anticipo del 40% dei trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria, in deroga e dell’assegno ordinario dei Fondi di solidarietà bilaterali con causale COVID-19 – Chiarimenti operativi e novità procedurali

INPS - Messaggio 18 novembre 2020, n. 4335 Richiesta dell’anticipo del 40% dei trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria, in deroga e dell’assegno ordinario dei Fondi di solidarietà bilaterali con causale COVID-19 - Chiarimenti operativi e novità procedurali Premessa L’articolo 22-quater, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 18 novembre 2020, n. C-463/19 – Gli articoli 14 e 28 della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006 non ostano alla disposizione di un contratto collettivo nazionale che riserva alle lavoratrici che si prendono cura in prima persona del proprio figlio il diritto ad un congedo dopo la scadenza del congedo legale di maternità, a condizione che tale congedo supplementare sia diretto a tutelare le lavoratrici con riguardo tanto alle conseguenze della gravidanza quanto alla loro condizione di maternità

Gli articoli 14 e 28 della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006 non ostano alla disposizione di un contratto collettivo nazionale che riserva alle lavoratrici che si prendono cura in prima persona del proprio figlio il diritto ad un congedo dopo la scadenza del congedo legale di maternità, a condizione che tale congedo supplementare sia diretto a tutelare le lavoratrici con riguardo tanto alle conseguenze della gravidanza quanto alla loro condizione di maternità

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 novembre 2020, n. 24770 – Licenziamento con esonero dal preavviso – Indennità supplementare ex art. 19 CCNL Dirigenti industria, e declaratoria del diritto dell’incidenza dei benefits in godimento sul TFR e sull’indennità sostitutiva del preavviso

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 novembre 2020, n. 24770 Licenziamento con esonero dal preavviso - Indennità supplementare ex art. 19 CCNL Dirigenti industria, e declaratoria del diritto dell’incidenza dei benefits in godimento sul TFR e sull'indennità sostitutiva del preavviso - Compenso della prestazione lavorativa non connesso al disagio Svolgimento del processo Con ricorso depositato [...]

Codici contratto all’interno del flusso Uniemens – Aggiornamento codici da dicembre 2020 – INPS – Messaggio 17 novembre 2020, n. 4314

INPS - Messaggio 17 novembre 2020, n. 4314 Codici contratto all’interno del flusso Uniemens - Aggiornamento codici da dicembre 2020 Con il presente messaggio vengono istituiti, con decorrenza dal periodo di paga dicembre 2020, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> della sezione <PosContributiva> del flusso di denuncia Uniemens: - 549, relativo al "CCNL metalmeccanico artigianato [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 novembre 2020, n. C-300/19 – Al fine di valutare se un licenziamento individuale contestato faccia parte di un licenziamento collettivo, il periodo di riferimento previsto da tale disposizione per determinare l’esistenza di un licenziamento collettivo deve essere calcolato prendendo in considerazione tutti i periodi di 30 o di 90 giorni consecutivi nel corso dei quali tale licenziamento individuale è intervenuto, e durante i quali si è verificato il maggior numero di licenziamenti effettuati dal datore di lavoro per uno o più motivi non inerenti alla persona del lavoratore, ai sensi della stessa disposizione

Al fine di valutare se un licenziamento individuale contestato faccia parte di un licenziamento collettivo, il periodo di riferimento previsto da tale disposizione per determinare l’esistenza di un licenziamento collettivo deve essere calcolato prendendo in considerazione tutti i periodi di 30 o di 90 giorni consecutivi nel corso dei quali tale licenziamento individuale è intervenuto, e durante i quali si è verificato il maggior numero di licenziamenti effettuati dal datore di lavoro per uno o più motivi non inerenti alla persona del lavoratore, ai sensi della stessa disposizione

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