lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 novembre 2020, n. 25625 – La clausola 5 dell’accordo quadro dev’essere interpretata nel senso che essa non osta a una normativa nazionale che, da un lato, non sanziona il ricorso abusivo, da parte di un datore di lavoro rientrante nel settore pubblico, a una successione di contratti a tempo determinato mediante il versamento, al lavoratore interessato, di un’indennità volta a compensare la mancata trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato bensì, dall’altro, prevede la concessione di un’indennità compresa tra 2,5 e 12 mensilità dell’ultima retribuzione di detto lavoratore

La clausola 5 dell'accordo quadro dev'essere interpretata nel senso che essa non osta a una normativa nazionale che, da un lato, non sanziona il ricorso abusivo, da parte di un datore di lavoro rientrante nel settore pubblico, a una successione di contratti a tempo determinato mediante il versamento, al lavoratore interessato, di un'indennità volta a compensare la mancata trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato bensì, dall'altro, prevede la concessione di un'indennità compresa tra 2,5 e 12 mensilità dell'ultima retribuzione di detto lavoratore

INPS – Circolare 13 novembre 2020, n. 129 – Emergenza epidemiologica da COVID-19: disposizioni concernenti la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali ai sensi del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149. Istruzioni contabili.

INPS - Circolare 13 novembre 2020, n. 129 Emergenza epidemiologica da COVID-19: disposizioni concernenti la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali ai sensi del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.La presente circolare sostituisce la circolare n. 128/2020 del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 ottobre 2020, n. 22075 – Nel prevedere l’applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento nell’ipotesi di “condanna” del dipendente, il contratto collettivo si interpreta nel senso che è sufficiente che sia stata pronunciata, nei confronti del lavoratore, sentenza di patteggiamento ex art. 444 cod. proc. pen., dovendosi ritenere che le parti contrattuali abbiano voluto con tale previsione dare rilievo anche al caso in cui l’imputato non abbia negato la propria responsabilità ed abbia esonerato l’accusa dall’onere della relativa prova in cambio una riduzione di pena

Nel prevedere l'applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento nell'ipotesi di "condanna" del dipendente, il contratto collettivo si interpreta nel senso che è sufficiente che sia stata pronunciata, nei confronti del lavoratore, sentenza di patteggiamento ex art. 444 cod. proc. pen., dovendosi ritenere che le parti contrattuali abbiano voluto con tale previsione dare rilievo anche al caso in cui l'imputato non abbia negato la propria responsabilità ed abbia esonerato l'accusa dall'onere della relativa prova in cambio una riduzione di pena

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 novembre 2020, n. 25631 – In tema di società cooperative la deliberazione, nell’ambito di un piano di crisi aziendale, di una riduzione temporanea dei trattamenti economici integrativi dei soci lavoratore e di forme di apporto economico da parte di questi, ex art. 6, comma 1, lett d) ed e) della l. n. 142 del 2001 in deroga al principio generale del divieto di incidenza “in pejus” del trattamento economico minimo previsto dalla contrattazione collettiva, di cui all’art. 3 della predetta legge, è condizionata alla necessaria temporaneità dello stato di crisi e, quindi all’essenziale applicazione di un termine finale ad esso

In tema di società cooperative la deliberazione, nell'ambito di un piano di crisi aziendale, di una riduzione temporanea dei trattamenti economici integrativi dei soci lavoratore e di forme di apporto economico da parte di questi, ex art. 6, comma 1, lett d) ed e) della l. n. 142 del 2001 in deroga al principio generale del divieto di incidenza "in pejus" del trattamento economico minimo previsto dalla contrattazione collettiva, di cui all'art. 3 della predetta legge, è condizionata alla necessaria temporaneità dello stato di crisi e, quindi all'essenziale applicazione di un termine finale ad esso

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 novembre 2020, n. 24774 – Conferito il ramo di azienda – Pagamento di somme a titolo di differenze retributive – Risarcimento del danno per la perdita parziale del trattamento pensionistico calcolato sull’imponibile retributivo effettivamente dovuto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 05 novembre 2020, n. 24774 Conferito il ramo di azienda - Pagamento di somme a titolo di differenze retributive - Risarcimento del danno per la perdita parziale del trattamento pensionistico calcolato sull'imponibile retributivo effettivamente dovuto - Successiva sottrazione di mansioni Rilevato che 1. con la domanda di cui al ricorso [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 novembre 2020, n. 24602 – Il giudice civile non può considerare ininfluente la sentenza di assoluzione conclusiva del suindicato procedimento penale divenuta cosa giudicata, così come non può non vagliare le prove ritualmente raccolte in quel processo ai fini della valutazione della condotta>> della lavoratrice

Il giudice civile non può considerare ininfluente la sentenza di assoluzione conclusiva del suindicato procedimento penale divenuta cosa giudicata, così come non può non vagliare le prove ritualmente raccolte in quel processo ai fini della valutazione della condotta>> della lavoratrice

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 novembre 2020, n. 24610 – La qualificazione giuridica del rapporto di lavoro è censurabile in sede di legittimità soltanto limitatamente alla scelta dei parametri normativi di individuazione della natura subordinata o autonoma del rapporto, mentre l’accertamento degli elementi, che rivelino l’effettiva presenza del parametro stesso nel caso concreto attraverso la valutazione delle risultanze processuali e che sono idonei a ricondurre le prestazioni ad uno dei modelli, costituisce apprezzamento di fatto che, se immune da vizi giuridici e adeguatamente motivato, resta insindacabile in Cassazione

La qualificazione giuridica del rapporto di lavoro è censurabile in sede di legittimità soltanto limitatamente alla scelta dei parametri normativi di individuazione della natura subordinata o autonoma del rapporto, mentre l'accertamento degli elementi, che rivelino l'effettiva presenza del parametro stesso nel caso concreto attraverso la valutazione delle risultanze processuali e che sono idonei a ricondurre le prestazioni ad uno dei modelli, costituisce apprezzamento di fatto che, se immune da vizi giuridici e adeguatamente motivato, resta insindacabile in Cassazione

Disposizioni concernenti la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali ai sensi del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 – INPS – Circolare 12 novembre 2020, n. 128

INPS - Circolare 12 novembre 2020, n. 128 Emergenza epidemiologica da COVID-19: disposizioni concernenti la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali ai sensi del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, e del decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 SOMMARIO: Con la presente circolare si forniscono indicazioni in ordine all’ambito di applicazione del dettato [...]

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