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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 ottobre 2019, n. 25690 – Risarcimento dei danni ulteriori derivati dal ritardo nella reintegra e mobbing verticale

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 ottobre 2019, n. 25690 Licenziamento - Mobbing verticale - Accertamento - Risarcimento dei danni ulteriori derivati dal ritardo nella reintegra Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Catania, con sentenza n. 735 pubblicata il 24.7.14, in parziale accoglimento dell'appello proposto da R.S. s.p.a. (già S.S. s.p.a.) e in [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 ottobre 2019, n. 25689 – La responsabilità dell’imprenditore ex art. 2087 cod.civ., pur non essendo di carattere oggettivo, deve ritenersi volta a sanzionare l’omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l’integrità psicofisica e la salute del lavoratore nel luogo di lavoro, tenuto conto del concreto tipo di lavorazione e del connesso rischio

La responsabilità dell'imprenditore ex art. 2087 cod.civ., pur non essendo di carattere oggettivo, deve ritenersi volta a sanzionare l'omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l’integrità psicofisica e la salute del lavoratore nel luogo di lavoro, tenuto conto del concreto tipo di lavorazione e del connesso rischio

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 ottobre 2019, n. 25688 – L’indennità economica si sostituisce esclusivamente alle normali conseguenze risarcitorie che derivano dall’accertamento della natura subordinata del rapporto, assicurando al lavoratore un indennizzo che copre, in via forfetaria, non diversamente dall’art. 32 della medesima legge n. 183 del 2010, i danni derivanti dalla ingiustificata estromissione, fermo, tuttavia, il diritto del prestatore al ripristino della funzionalità del rapporto di lavoro ovvero alla «conversione», in esecuzione della sentenza

L'indennità economica si sostituisce esclusivamente alle normali conseguenze risarcitorie che derivano dall'accertamento della natura subordinata del rapporto, assicurando al lavoratore un indennizzo che copre, in via forfetaria, non diversamente dall'art. 32 della medesima legge n. 183 del 2010, i danni derivanti dalla ingiustificata estromissione, fermo, tuttavia, il diritto del prestatore al ripristino della funzionalità del rapporto di lavoro ovvero alla «conversione», in esecuzione della sentenza

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25582 – Accertamento della natura subordinata del rapporto dei contratti di collaborazione autonoma e continuativa per l’aAttività di telemarketing operator

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25582 Lavoro - Contratti di collaborazione autonoma e continuativa - Attività di telemarketing operator - Accertamento della natura subordinata del rapporto Fatti di causa 1. P.V., assunto dalla A. S.p.A., nel periodo 10 settembre 2002 / 30 giugno 2007, con distinti contratti di collaborazione autonoma e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 ottobre 2019, n. 24877 – Il rifiuto del datore di lavoro di effettuare tali versamenti, qualora sia ingiustificato, configura un inadempimento che, oltre a rilevare sul piano civilistico, costituisce anche condotta antisindacale, in quanto pregiudica sia i diritti individuali dei lavoratori di scegliere liberamente il sindacato al quale aderire, sia il diritto del sindacato stesso di acquisire dagli aderenti i mezzi di finanziamento necessari allo svolgimento della propria attività

Il rifiuto del datore di lavoro di effettuare tali versamenti, qualora sia ingiustificato, configura un inadempimento che, oltre a rilevare sul piano civilistico, costituisce anche condotta antisindacale, in quanto pregiudica sia i diritti individuali dei lavoratori di scegliere liberamente il sindacato al quale aderire, sia il diritto del sindacato stesso di acquisire dagli aderenti i mezzi di finanziamento necessari allo svolgimento della propria attività

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 8 maggio 2019, n. C-486/18 – Quando un lavoratore assunto a tempo indeterminato e in regime di tempo pieno è licenziato nel momento in cui beneficia di un congedo parentale a tempo parziale, detto lavoratore riceva una indennità di licenziamento e una indennità per congedo di riqualificazione determinate, quantomeno in parte, sulla base della retribuzione ridotta che questi percepisce al momento del licenziamento

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 8 maggio 2019, n. C-486/18 Lavoro - Rapporto di lavoro - Accordo quadro sul congedo parentale - Lavoratore assunto a tempo indeterminato e in regime di tempo pieno in situazione di congedo parentale a tempo parziale - Licenziamento Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 157 [...]

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