lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 febbraio 2019, n. 4815 – Condotta vessatoria del legale rappresentante della società e risarcimento del danno non patrimoniale

il danno recato alla reputazione, da inquadrare nell'ambito della categoria del danno non patrimoniale di cui all'art. 2059 c.c., debba essere inteso in termini unitari, senza distinguere tra "reputazione personale" e "reputazione professionale", non concepibili alla stregua di beni diversi e pertanto non suscettibili di distinte domande risarcitorie, trovando la tutela di tale diritto - a prescindere dall'entità e dall'intensità dell'aggressione o dal differente sviluppo del percorso lesivo - il proprio fondamento nell'art. 2 Cost. e, in particolare, nel rilievo che esso attribuisce alla dignità della persona in quanto tale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 febbraio 2019, n. 4625 – Praticantato giornalistico – Sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato – Mancato rilascio del certificato di compiuta pratica

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 15 febbraio 2019, n. 4625 Praticantato giornalistico - Sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato - Mancato rilascio del certificato di compiuta pratica - Omessa contribuzione previdenziale e assicurativa Fatti di causa Con decreto dell'8 settembre 2016, il Tribunale di Roma rigettava l'opposizione proposta, ai sensi dell'art. 98 l. fall., [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 febbraio 2019, n. 4670 – Licenziamento per indebita utilizzazione dei permessi ex legge n. 104/1992 – Leciti i i controlli, demandati dal datore di lavoro ad agenzie investigative, laddove non riguardino l’adempimento della prestazione lavorativa, ma siano finalizzati a verificare comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo

i controlli, demandati dal datore di lavoro ad agenzie investigative, riguardanti l’attività lavorativa del prestatore svolta anche al di fuori dei locali aziendali, non sono preclusi ai sensi degli artt. 2 e 3 st. lav., laddove non riguardino l'adempimento della prestazione lavorativa, ma siano finalizzati a verificare comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo (v. Cass. 12 settembre 2018, n. 22196; Cass. 11 giugno 2018, n. 15094; Cass. 22 maggio 2017, n. 12810); né a ciò ostano sia il principio di buona fede sia il divieto di cui all'art. 4 dello Statuto dei lavoratori, ben potendo il datore di lavoro decidere autonomamente come e quando compiere il controllo, anche occulto, ed essendo il prestatore d'opera tenuto ad operare diligentemente per tutto il corso del rapporto di lavoro

MINISTERO INTERNO – Decreto ministeriale 22 dicembre 2018, n. 151 – Regolamento di attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impegnano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare

MINISTERO INTERNO - Decreto ministeriale 22 dicembre 2018, n. 151 Regolamento di attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impegnano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Art. 1 Criteri per la determinazione e l'aggiornamento del costo medio del [...]

ORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 febbraio 2019, n. 4432 – Termine di prescrizione per il recupero benefici contributivi

il presupposto per l'applicazione dell'art. 87 (ora 107 TUEF), n. 1, del Trattato, in base al quale l'aiuto deve essere tale da incidere sugli scambi tra Stati membri, secondo la giurisprudenza della CGUE, ricorre indipendentemente dalla natura locale o regionale dei servizi forniti o dall'importanza del settore di attività interessato (Corte di giustizia CE, 24 luglio 2003, causa C-280/00, punto 82; CGUE, 29 aprile 2004, causa C-372/97; CGUE 3 marzo 2005, C-172/03; CGUE, 21 luglio 2005, causa C- 71/04).

INPS – Messaggio 13 febbraio 2019, n. 592 – Codici contratto all’interno del flusso UniEmens. Modifiche dal periodo di paga marzo 2019

INPS - Messaggio 13 febbraio 2019, n. 592 Codici contratto all’interno del flusso UniEmens. Modifiche dal periodo di paga marzo 2019 Con il presente messaggio vengono istituiti, con decorrenza dal periodo di paga MARZO 2019, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> di <DenunciaIndividuale> del flusso di denuncia Uniemens: 334, avente il significato di "CCNL per [...]

INPS – Messaggio 13 febbraio 2019, n. 591 – Proroga ed ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti e proroga del congedo facoltativo di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenuti nell’anno solare 2019

INPS - Messaggio 13 febbraio 2019, n. 591 Proroga ed ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti e proroga del congedo facoltativo di cui all'articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenuti nell'anno solare 2019 L'articolo 1, comma 278, lett. a), [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 febbraio 2019, n. 4082 – In tema di ricorso per cassazione costituisce fatto (o punto) decisivo ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ. quello la cui differente considerazione è idonea a comportare, con certezza, una decisione diversa

In tema di plurime obbligazioni pecuniarie relative al medesimo rapporto contrattuale di durata, la domanda del lavoratore che, dopo aver ottenuto la condanna del datore di lavoro passata in giudicato al pagamento delle differenze retributive dovute per un rapporto qualificato come apprendistato, chieda successivamente la retrodatazione del medesimo rapporto e la simulazione dell'apprendistato, al fine di ottenere il riconoscimento di ulteriori somme, non costituisce abusivo frazionamento del credito, in considerazione dell'apprezzabile interesse a conseguire subito quanto facilmente accertabile, anche in via monitoria, con salvezza delle ulteriori ragioni creditorie all’esito del complesso giudizio di simulazione, non coperta dal precedente giudicato, essendo diverse le circostanze di fatto poste dal lavoratore a base delle due pretese

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