TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 dicembre 2018, n. 32472 – Recupero a tassazione in relazione alle indennità una tantum erogate agli agenti di vendita

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 dicembre 2018, n. 32472 Tributi - Accertamento - Redditi d’impresa - Dichiarazioni fiscali - Riscossione - Indennità decennale Fatti di causa L'odierna ricorrente, F. Spa, in data 15.06.2009 riceveva notifica dell'Avviso di accertamento n. RCK03T100432, con il quale l'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale II di Roma, relativamente all'anno d'imposta [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 dicembre 2018, n. 32808 – Si al ricorso allo strumento della istanza di rimborso ex art. 38 cit. inoltrata pur dopo il condono. Consentita la variazione della dichiarazione, deve tuttavia trattarsi di errori od omissioni, la cui correzione abbia temporalmente preceduto l’adesione al condono ex art. 8 cit.

le dichiarazioni integrative, e più in generale le dichiarazioni volte a manifestare la volontà di volersi avvalere di una determinata definizione agevolata, non hanno natura di mere dichiarazioni di scienza o di giudizio, come tali modificabili, integrando invece atti volontari, frutto di scelta ed autodeterminazione da parte del contribuente, i cui effetti non sono rimessi alla volontà di quest'ultimo, ma sono previsti dalla legge, come conseguenza dell'osservanza di specifiche disposizioni che regolano ciascuna dichiarazione, la quale, una volta presentata, è irrevocabile e non può essere modificata dall'ufficio né contestata dal contribuente, se non per errore materiale. Quest'ultimo peraltro deve essere manifesto e riconoscibile e consistere nella discordanza tra l'intendimento dell'autore e la sua materiale esteriorizzazione e non può consistere in un ripensamento successivo alla dichiarazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 dicembre 2018, n. 32791 – Le norme fissate dal cd Statuto del contribuente non hanno, tuttavia, rango superiore alla legge ordinaria e, conseguentemente, non possono fungere da parametro di costituzionalità, né consentire la disapplicazione della norma tributaria in asserito contrasto con le stesse

Ricorre il vizio di omessa motivazione della sentenza, denunziabile in sede dì legittimità ai sensi dell'art. 360, comma primo, n. 5, c.p.c., quando il giudice di merito ometta di indicare, gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento ovvero indica tali elementi senza una approfondita disamina logica e giuridica, rendendo in tal modo impossibile ogni controllo sull'esattezza e sulla logicità del suo ragionamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 dicembre 2018, n. 32823 – Il patto di famiglia di cui agli artt. 768 bis segg. cod.civ. è assoggettato all’imposta sulle donazioni per quanto concerne sia il trasferimento dell’azienda o della partecipazione dal disponente al discendente

il patto di famiglia di cui agli artt. 768 bis segg. cod.civ. è assoggettato all'imposta sulle donazioni per quanto concerne sia il trasferimento dell'azienda o della partecipazione dal disponente al discendente (fatto salvo il ricorso delle condizioni di esenzione di cui all'art. 3, co. 4 ter, d.lgs. 346/90), sia la corresponsione di somma compensativa della quota di legittima dall'assegnatario dell'azienda o della partecipazione ai legittimari non assegnatari; - quest'ultima corresponsione è assoggettata ad imposta in base all'aliquota ed alla franchigia relative non al rapporto tra disponente ed assegnatario, e nemmeno a quello tra disponente e legittimario, bensì a quello tra assegnatario e legittimario

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 dicembre 2018, n. 32952 – La bolletta doganale attestante il diritto dell’esportatore al cosiddetto prefinanziamento è titolo di credito rappresentativo di una somma di denaro certa, liquida ed esigibile nei confronti dell’amministrazione ancora prima di avere effettuato l’esportazione e, quindi, a prescindere da essa

La bolletta doganale attestante, nel caso specifico di esportazione di merci ammesse alle "restituzioni", il diritto dell'esportatore al cosiddetto prefinanziamento (a differenza di altri documenti cartolari, pur ugualmente denominati, attestanti il mero ed eventuale diritto alla restituzione) è titolo di credito (artt. 1992 ss.) rappresentativo di una somma di denaro certa, liquida ed esigibile nei confronti dell'amministrazione ancora prima di avere effettuato l'esportazione e, quindi, a prescindere da essa. Ne consegue che, in ipotesi di girata di bollette doganali a terzi (banca), il giratario dopo averle incassate, in quanto estraneo al rapporto causale, non è responsabile verso l'amministrazione per il rimborso del prefinanziamento e della relativa maggiorazione, in luogo del (o insieme col) girante inadempiente all'obbligo di esportare le merci e perciò decaduto dal diritto alle "restituzioni"

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 dicembre 2018, n. 32991 – Divieto di nuove eccezioni in appello – In tema di contenzioso tributario, ove la controversia abbia ad oggetto l’impugnazione del rigetto dell’istanza di rimborso di un tributo, il contribuente è attore in senso non solo formale ma anche sostanziale, con la duplice conseguenza che grava su di lui l’onere di allegare e provare i fatti

In tema di contenzioso tributario, ove la controversia abbia ad oggetto l’impugnazione del rigetto dell'istanza di rimborso di un tributo, il contribuente è attore in senso non solo formale ma anche sostanziale, con la duplice conseguenza che grava su di lui l'onere di allegare e provare i fatti a cui la legge ricollega il trattamento impositivo rivendicato e che le argomentazioni con cui l'Ufficio nega la sussistenza di detti fatti, o la qualificazione ad essi attribuita, costituiscono mere difese, non soggette ad alcuna preclusione processuale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 dicembre 2018, n. 32974 – Nell’accertamento di tipo bancario l’esistenza di stretti vincoli familiari tra il contribuente accertato ed il terzo titolare del conto, per assurgere a prova presuntiva qualificata delle riferibilità, in tutto o in parte, al contribuente accertato delle movimentazioni del conto corrente intestato al familiare, deve essere accompagnata dalla indicazioni di altri elementi

Nell'accertamento di tipo bancario l'esistenza di stretti vincoli familiari (nella specie rapporto di coniugio) tra il contribuente accertato ed il terzo titolare del conto, per assurgere a prova presuntiva qualificata delle riferibilità, in tutto o in parte, al contribuente accertato delle movimentazioni del conto corrente intestato al familiare, deve essere accompagnata dalla indicazioni di altri elementi, il cui onere di allegazione è a carico dell'Ufficio, idonei a dimostrare, in via logico-presuntiva, che la situazione reddituale del coniuge terzo intestatario del conto è incompatibile o comunque non può giustificare le movimentazioni riscontrate sul conto che, per tale ragione, può fondatamente ritenersi nella disponibilità effettuale del contribuente accertato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 dicembre 2018, n. 32964- Trasferimenti di immobili nei confronti dei soggetti che attuano il recupero esclusione del beneficio qialora il piano particolareggiato risulti scaduto al momento della registrazione del trasferimento

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 20 dicembre 2018, n. 32964 Tributi - Imposte di registro, ipotecaria e catastale - Agevolazioni - Articolo 5 della Legge n. 168 del 1982 - Trasferimenti di immobili nei confronti dei soggetti che attuano il recupero - Imposte in misura fissa - Piano particolareggiato scaduto al momento della registrazione del [...]

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