TRIBUTI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 ottobre 2019, n. 24544 – L’impresa individuale può essere identificata o con il nome della ditta o con il suo titolare

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 02 ottobre 2019, n. 24544 Tributi - Imposta pubblicitaria per frecce direzionali - Soggetto passivo - Atto di accertamento intestato alla ditta dell’impresa individuale - Validità - Certezza della persona fisica destinataria Fatti di causa 1. - G.F. ha opposto l'avviso di accertamento n. 47/2013 notificato dall’I. s.r.l. di Roma [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 ottobre 2019, n. 24536 – In tema di imposta sui redditi d’impresa, l’inerenza all’attività dei costi sostenuti deve essere apprezzata attraverso un giudizio qualitativo, scevro dai riferimenti ai concetti di utilità o vantaggio, afferenti ad un giudizio quantitativo, e deve essere distinta anche dalla nozione di congruità del costo, anche se l’antieconomicità e l’incongruità della spesa possono essere indici rivelatori del difetto di inerenza

in tema di imposta sui redditi d'impresa, l'inerenza all'attività dei costi sostenuti deve essere apprezzata attraverso un giudizio qualitativo, scevro dai riferimenti ai concetti di utilità o vantaggio, afferenti ad un giudizio quantitativo, e deve essere distinta anche dalla nozione di congruità del costo, anche se l'antieconomicità e l'incongruità della spesa possono essere indici rivelatori del difetto di inerenza

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 ottobre 2019, n. 24530 – In tema di definizione agevolata delle liti fiscali pendenti, è ammesso ricorso immediato per cassazione contro il provvedimento di diniego della relativa domanda ove riferita a controversie pendenti in fase di legittimità

In tema di definizione agevolata delle liti fiscali pendenti, è ammesso ricorso immediato per cassazione contro il provvedimento di diniego della relativa domanda ove riferita a controversie pendenti in fase di legittimità

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 ottobre 2019, n. 24699 – In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata esclusivamente per i tributi “armonizzati” di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, pena l’invalidità dell’atto

in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’Amministrazione finanziaria è gravata esclusivamente per i tributi "armonizzati" di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, pena l'invalidità dell'atto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 ottobre 2019, n. 24687 – In caso di falsità dei certificati di origine delle merci importate ed inserite in un deposito IVA, la perdita dell’esenzione daziaria conseguente all’accertamento di detta falsità non implica necessariamente anche quella dell’IVA all’importazione, qualora tale imposta venga assolta secondo il modulo dell’inversione contabile all’atto dell’estrazione delle merci dal deposito IVA

in caso di falsità dei certificati di origine delle merci importate ed inserite in un deposito IVA, la perdita dell'esenzione daziaria conseguente all'accertamento di detta falsità non implica necessariamente anche quella dell'IVA all'importazione, qualora tale imposta venga assolta secondo il modulo dell'inversione contabile all'atto dell'estrazione delle merci dal deposito IVA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 ottobre 2019, n. 24583 – Ai fini del raddoppio dei termini di accertamento, ciò che rileva è la verifica, da parte degli operatori, della ricorrenza di fatti che comportino l’insorgenza dell’obbligo di redigere l’informativa di reato di cui all’art. 331 cod. proc. civ., in presenza di condotte che possano integrare i reati di cui alla legge n. 74 del 2000

Ai fini del raddoppio dei termini di accertamento, ciò che rileva è la verifica, da parte degli operatori, della ricorrenza di fatti che comportino l'insorgenza dell'obbligo di redigere l'informativa di reato di cui all'art. 331 cod. proc. civ., in presenza di condotte che possano integrare i reati di cui alla legge n. 74 del 2000

Commissione Tributaria Provinciale di Milano sezione XVI sentenza n. 1625 depositata il 9 aprile 2019 – Il fornitore che, prima di emettere fattura senza applicazione dell’imposta nei confronti dell’esportatore abituale che gli ha rilasciato la lettera d’intento, abbia chiesto la dichiarazione Iva dalla quale emerge lo “status” del cliente non può essere ritenuto responsabile della frode

Il fornitore che, prima di emettere fattura senza applicazione dell'imposta nei confronti dell’esportatore abituale che gli ha rilasciato la lettera d'intento, abbia chiesto la dichiarazione Iva dalla quale emerge lo "status" del cliente non può essere ritenuto responsabile della frode

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