TRIBUTI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 luglio 2019, n. 18368 – In tema di ICI l’edificabilità di un’area, per l’applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal comune, indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della regione e dall’adozione di strumenti urbanistici attuativi

In tema di ICI l'edificabilità di un'area, per l'applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione dello stesso da parte della regione e dall'adozione di strumenti urbanistici attuativi, tenuto altresì conto che il detto art. 2, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992, prevedendo che un terreno sia considerato edificatorio anche ove esistano possibilità effettive di costruzione, delinea, ai fini fiscali, una nozione di area edificabile ampia ed ispirata alla mera potenzialità edificatoria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 luglio 2019, n. 18633 – Ai sensi dell’articolo 2 d.lgs. 504/92 ai fini ICI è escluso l’assoggettamento ad imposta dei terreni anche per la parte eccedente la fascia di rispetto e dichiarata edificabile dal vigente strumento urbanistico comunale

Ai sensi dell'articolo 2 d.lgs. 504/92 ai fini ICI è escluso l'assoggettamento ad imposta dei terreni anche per la parte eccedente la fascia di rispetto e dichiarata edificabile dal vigente strumento urbanistico comunale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 luglio 2019, n. 18362 – In tema di tributi doganali, come precisato dalla giurisprudenza comunitaria, lo stato soggettivo di buona fede dell’importatore richiesto dall’art. 220, n. 2, lett. b), del Regolamento CEE n. 2913 del 1992 (Codice doganale comunitario) ai fini dell’esenzione della contabilizzazione ‘a posteriori’ dei dazi, può essere invocato solo se l’errore dell’autorità sia di natura tale da non poter essere ragionevolmente rilevato da un debitore di buona fede

In tema di tributi doganali, come precisato dalla giurisprudenza comunitaria, lo stato soggettivo di buona fede dell'importatore richiesto dall'art. 220, n. 2, lett. b), del Regolamento CEE n. 2913 del 1992 (Codice doganale comunitario) ai fini dell'esenzione della contabilizzazione ‘a posteriori’ dei dazi, può essere invocato solo se l'errore dell'autorità sia di natura tale da non poter essere ragionevolmente rilevato da un debitore di buona fede

Ulteriori chiarimenti relativi alla corretta emissione delle note di variazione nei casi di operazioni ex articolo 38-quater del DPR 633/72 – Risoluzione 10 luglio 2019, n. 65/E dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 10 luglio 2019, n. 65/E Articolo 4-bis del decreto-legge 22 ottobre 2016 n. 193 - Ulteriori chiarimenti relativi alla corretta emissione delle note di variazione A seguito delle indicazioni fornite con la risoluzione n. 58/E dell’11 giugno 2019 sono giunte alla scrivente diverse richieste di ulteriore chiarimento in ordine alle [...]

AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 10 luglio 2019, n. 66/E – Modelli F24 e F24 Enti pubblici (F24EP) – soppressione causali contributo “DINS”, “DMV”, “DMAC”, “RARC” e “EMDM”

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 10 luglio 2019, n. 66/E Modelli F24 e F24 Enti pubblici (F24EP) - soppressione causali contributo "DINS", "DMV", "DMAC", "RARC" e "EMDM" Con la nota prot. n. 0094633 del 2 luglio 2019, l’INPS ha chiesto la soppressione delle causali contributo di seguito indicate, utilizzate tramite i modelli F24 e F24EP: [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 10 luglio 2019, n. C-273/18 – Per negare il diritto di detrarre l’imposta sul valore aggiunto (IVA) versata a monte, la circostanza che un acquisto di beni sia avvenuto al termine di una catena di operazioni di vendita successive tra varie persone e che il soggetto passivo sia entrato in possesso dei beni in oggetto nel deposito di una persona facente parte di tale catena, diversa dalla persona che compare quale fornitore sulla fattura, non è di per sé sufficiente per constatare l’esistenza di una pratica abusiva da parte del soggetto passivo o delle altre persone coinvolte nella suddetta catena, essendo l’autorità tributaria competente tenuta a dimostrare l’esistenza di un indebito vantaggio fiscale di cui abbiano goduto tale soggetto passivo o tali altre persone

per negare il diritto di detrarre l’imposta sul valore aggiunto (IVA) versata a monte, la circostanza che un acquisto di beni sia avvenuto al termine di una catena di operazioni di vendita successive tra varie persone e che il soggetto passivo sia entrato in possesso dei beni in oggetto nel deposito di una persona facente parte di tale catena, diversa dalla persona che compare quale fornitore sulla fattura, non è di per sé sufficiente per constatare l’esistenza di una pratica abusiva da parte del soggetto passivo o delle altre persone coinvolte nella suddetta catena, essendo l’autorità tributaria competente tenuta a dimostrare l’esistenza di un indebito vantaggio fiscale di cui abbiano goduto tale soggetto passivo o tali altre persone

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 luglio 2019, n. 18520 – In tema d’imposta di registro, il decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti del debitore dal garante che abbia stipulato una polizza fideiussoria e che sia stato escusso dal creditore è soggetto all’imposta con aliquota proporzionale al valore della condanna

In tema d'imposta di registro, il decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti del debitore dal garante che abbia stipulato una polizza fideiussoria e che sia stato escusso dal creditore è soggetto all'imposta con aliquota proporzionale al valore della condanna

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