TRIBUTI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6124 – L’onere della prova delle componenti negative di reddito incomba sul contribuente costituisce affermazione perfettamente aderente al persistente orientamento di legittimità

il vizio denunciabile è limitato all'omesso esame di un fatto storico - da intendere quale specifico accadimento in senso storico-naturalistico (Cass. Sez. 5, Ordinanza n. 24035 del 03/10/2018), principale o secondario, rilevante ai fini del decidere e oggetto di discussione tra le parti, nel cui paradigma non è inquadrabile la censura concernente l'omessa valutazione di deduzioni difensive. Pertanto, l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo, qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 febbraio 2019, n. 3431 – L’esenzione ICI opera solo se l’immobile è direttamente ed immediatamente destinato allo svolgimento dei compiti istituzionali dell’ente locale, cosa che non si verifica quando il bene venga utilizzato per attività di carattere privato

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 06 febbraio 2019, n. 3431 Tributi - ICI - Immobili dell’ente Comune destinati ad edilizia popolare pubblica - Omesso pagamento - Sanzioni amministrative - Esimente per oggettiva incertezza normativa - Oscillazioni nella giurisprudenza di merito - Esclusione Premesso che 1) con la sentenza n. 3863, dell'11 luglio 2104, la Commissione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 marzo 2019, n. 6128 – In tema di avvisi di rettifica emanati in esito a revisioni di accertamenti doganali, è inapplicabile l’art. 12, 7° comma, l. 20 luglio 2000 n. 212

Il diritto di ogni persona di essere ascoltata prima dell'adozione di qualsiasi decisione che possa incidere in modo negativo sui suoi interessi deve essere interpretato nel senso che i diritti della difesa del destinatario di un avviso di rettifica dell'accertamento, adottato dall'autorità doganale in mancanza di una previa audizione dell'interessato, non sono violati se la normativa nazionale che consente all'interessato di contestare tale atto nell'ambito di un ricorso amministrativo si limita a prevedere la possibilità di chiedere la sospensione dell'esecuzione di tale atto fino alla sua eventuale riforma rinviando all'articolo 244 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario, come modificato dal regolamento (CE) n. 2700/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, senza che la proposizione di un ricorso amministrativo sospenda automaticamente l'esecuzione dell'atto impugnato, dal momento che l'applicazione dell'articolo 244, secondo comma, di detto regolamento da parte dell'autorità doganale non limita la concessione della sospensione dell'esecuzione qualora vi siano motivi di dubitare della conformità della decisione impugnata con la normativa doganale o vi sia da temere un danno irreparabile per l'interessato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6120 – IRAP – Il solo accertamento della disponibilità di una segretaria, assunta quale lavoratore dipendente, non è sufficiente a far ritenere integrata la realizzazione, da parte del professionista, di un’autonoma organizzazione professionale

il presupposto dell'autonoma organizzazione', richiesto dall'art. 2 del d.lgs. n. 446 del 1997, non ricorre quando il contribuente responsabile dell'organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all'esercizio dell'attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l'impiego di un dipendente con mansioni esecutive

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6116 – IRAP – La mera circostanza dell’impiego, da parte del professionista, di personale dipendente che esplichi mansioni di segreteria, non costituisce indice significativo della ricorrenza del presupposto impositivo dell’I.R.A.P., se non eccede il numero di un collaboratore

con riguardo al presupposto dell'IRAP, il requisito dell'autonoma organizzazione - previsto dall'art. 2 del d.lgs. 15 settembre 1997, n. 446 -, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure sì avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 marzo 2019, n. 6136 – IRAP – Qualora fra “gli elementi suscettibili di combinarsi con il lavoro dell’interessato, potenziandone le possibilità necessarie”, accanto ai beni strumentali vi sono i mezzi “personali” di cui egli può avvalersi per lo svolgimento dell’attività, perché questi davvero rechino ad essa un apporto significativo occorre che le mansioni svolte dal collaboratore non occasionale concorrano o si combinino con quel che è il proprium della specifica professionalità espressa nella “attività diretta alla scambio di beni a di servizi”

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 marzo 2019, n. 6136 Tributi - IRAP - Accertamento - Professionisti - Autonoma organizzazione - Presupposti Rilevato che R.R. esercente la professione di medico pediatra convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale in data 19 marzo 2008 chiedeva il rimborso della somma di € 21.234,66 complessivamente versata per gli anni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 marzo 2019, n. 6087 – L’assoggettamento al diritto speciale, previsto per il territorio extradoganale di Livigno dall’art. 2, secondo comma, l. n. 762 del 1973, di prodotti di origine unionale, ancorché transitati attraverso la Svizzera, costituisce violazione al principio di libera circolazione delle merci di cui agli artt. 28 e 30 TUEF

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 marzo 2019, n. 6087 Tributi - Accertamento - Importazioni - Diritti speciali - Omesso pagamento - Riscossione Fatti di causa G. M. Snc impugnava tre atti di accertamento e liquidazione emessi dal Comune di Livigno per l'omesso pagamento dei diritti speciali di cui all'art. 2, secondo comma, della l. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6219 – Ai fini, del rimborso dell’eccedenza d’imposta IVA, è sufficiente che il contribuente manifesti la propria volontà di esercitare il relativo diritto mediante l’esposizione del credito di imposta nella dichiarazione annuale che, da tale momento, è anche esigibile, in quanto l’eventuale presentazione del modello “VR” ha la sola funzione di sollecitare l’attività di verifica dell’Amministrazione

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6219 Imposte indirette - IVA - Credito - Rimborso - Diniego - Ricorso per Cassazione - Contenzioso tributario Fatti e ragioni della decisione La B. srl ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, contro l'Agenzia delle entrate, impugnando la sentenza resa dalla CTR Lombardia [...]

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