
Legittimo il patto di non concorrenza che prevede un corrispettivo che sia elemento distinto dalla retribuzione e l’oggetto sia determinato o almeno determinabile
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con le ordinanza n. 9256 e 9258 depositata lì 8 aprile 2025, intervenendo in tema di patto di non concorrenza, ha ribadito il principio secondo cui "(Cass. Cass. n. 16489/2009, Rv. 610157 - 01; Cass. Sez. L, Ordinanza n. 5540 del 2021) (...) il patto di non concorrenza costituisce una fattispecie negoziale autonoma, dotata di una causa distinta, configurando un contratto a titolo oneroso ed a prestazioni corrispettive, in virtù del quale il datore di lavoro si obbliga a corrispondere una somma di danaro o altra utilità al lavoratore e questi si obbliga, per il tempo successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, a non svolgere attività concorrenziale con quella del datore (Cass. n. 2221 del 1988). Il patto di non concorrenza, dunque, anche se è stipulato contestualmente al [...]
L’amministratore è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi ed il cui immotivato rifiuto risulta essere contrario al canone della buona fede
L'amministratore è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi ed il cui immotivato rifiuto risulta essere contrario al canone della buona fede
Con riguardo all’accertamento della subordinazione la sentenza di merito va annullata se la decisione di merito non ammette la prova testimoniale sulla natura subordinata del rapporto di lavoro
Con riguardo all’accertamento della subordinazione la sentenza di merito va annullata se la decisione di merito non ammette la prova testimoniale sulla natura subordinata del rapporto di lavoro
Nell’ipotesi di effettiva continuazione dell’attività autonoma o imprenditoriale esercitata, l’obbligo restitutorio della liquidazione anticipata della NAPSI va ridotto alla misura corrispondente alla durata del periodo di lavoro subordinato svolto dal soggetto percettore
Nell'ipotesi di effettiva continuazione dell’attività autonoma o imprenditoriale esercitata, l’obbligo restitutorio della liquidazione anticipata della NAPSI va ridotto alla misura corrispondente alla durata del periodo di lavoro subordinato svolto dal soggetto percettore
Il cessionario non è legittimato a richiedere al fisco il rimborso dell’IVA di rivalsa che assume indebitamente assolta
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 8687 depositata il 2 aprile 2025, intervenendo in tema di rimborso dell'IVA nei casi di indebitamente versato, ha ribadito il principio secondo cui "Il cessionario non è legittimato a richiedere al fisco il rimborso dell'IVA di rivalsa che assume indebitamente assolta, salvo che la stessa si rifletta sulla liquidazione finale dell'imposta, determinando un'eccedenza rimborsabile" (Cass. 12 luglio 2023, n. 19837)." La vicenda ha riguardato una società di capitale, erogatrice servizi in qualità di concessionaria per la gestione dei giochi autorizzati in Italia, attività esente ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. n. 633 del 1972. La società contribuente presentava istanza di rimborso finalizzata a vedersi riconosciuto il diritto alla ripetizione dell'importo IVA pari ad Euro 46.170,66, sostenendo di averlo indebitamente versato essendo stati erroneamente inclusi nella [...]
I controlli del datore di lavoro, anche a mezzo di agenzia investigativa, sono legittimi ove siano finalizzati a verificare comportamenti del lavoratore che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 8710 depositata il 2 aprile 2025, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare e controlli del datore di lavoro, ha ribadito il principio secondo cui "i controlli del datore di lavoro, anche a mezzo di agenzia investigativa, sono legittimi ove siano finalizzati a verificare comportamenti del lavoratore che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti od integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo, non potendo, invece, avere ad oggetto l'adempimento (o inadempimento) della prestazione lavorativa, in ragione del divieto di cui agli artt. 2 e 3 della legge n. 300 del 1970 (ex aliis, Cass. n. 6174 del 2019, Cass n. 8373 del 2018; Cass. nn. 10636 e 26682 del 2017; Cass. n. 9167 del 2023; Cass. nn. 27610 e 30079 del 2024)." La vicenda [...]
Processo tributario: onere della prova a mezzo di presunzioni
Il comma 5 bis dell'articolo 7 del codice del processo tributario (D.Lgs. n. 546/1992) statuisce "L’amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate con l’atto impugnato. Il giudice fonda la decisione sugli elementi di prova che emergono nel giudizio e annulla l’atto impositivo se la prova della sua fondatezza manca o è contraddittoria o se è comunque insufficiente a dimostrare, in modo circostanziato e puntuale, comunque in coerenza con la normativa tributaria sostanziale, le ragioni oggettive su cui si fondano la pretesa impositiva e l’irrogazione delle sanzioni. Spetta comunque al contribuente fornire le ragioni della richiesta di rimborso, quando non sia conseguente al pagamento di somme oggetto di accertamenti impugnati" Per la Suprema Corte il comma 5 bis dell'art. 7 cit. si limita a «ribadire in maniera circostanziata, l’onere probatorio gravante in giudizio sull’amministrazione finanziaria in [...]
Sanzioni tributarie: responsabilità del terzo ed esclusione per gli amministratori, i dipendenti ed i rappresentanti di società, associazioni od enti con personalità giuridica
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 7951 depositata il 25 marzo 2025, intervenendo in tema di sanzioni tributarie e principio attenuato della responsabilità personale e solidaristica, ha ribadito il principio secondo cui "l'applicazione dell'art. 7, D.L. n. 269/2003 presuppone che la persona fisica, autrice della violazione, abbia agito nell'interesse e a beneficio della società rappresentata o amministrata, dotata di personalità giuridica, poiché solo la ricorrenza di tale condizione giustifica il fatto che la sanzione pecuniaria, in deroga al principio personalistico, non colpisca l'autore materiale della violazione ma sia posta in via esclusiva a carico del diverso soggetto giuridico (società dotata di personalità giuridica) quale effettivo beneficiario delle violazioni tributarie commesse dal proprio rappresentante o amministratore; viceversa, qualora risulti che il rappresentante o l'amministratore della società con personalità giuridica abbiano agito nel [...]