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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

La nozione tributaristica di impresa commerciale non coincide con quella civilistica, in quanto non può escludersi la qualità di imprenditore anche in colui il quale compia un unico affare, anche se la mera locazione di immobili a terzi non equivale necessariamente ad una vera e propria attività commerciale produttiva di reddito d’impresa

La nozione tributaristica di impresa commerciale non coincide con quella civilistica, in quanto non può escludersi la qualità di imprenditore anche in colui il quale compia un unico affare, anche se la mera locazione di immobili a terzi non equivale necessariamente ad una vera e propria attività commerciale produttiva di reddito d’impresa

Per la qualificazione dei c.d. appalti leggeri non è sufficiente il numero dei dipendenti e la elevata professionalità degli stessi ed in mancanza degli elementi di genuinità si configura una somministrazione illecita o una codatorialità

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 18945 depositata il 10 luglio 2025, intervenendo in tema di appalti ad alta intensità di manodopera, ha affermato il principio di diritto secondo cui "Affinché, quindi, possa configurarsi un genuino appalto di opere o servizi ai sensi dell’art. 29, comma 1, del d.lgs. n. 276 del 2003, è necessario verificare, specie nell’ipotesi di appalti ad alta intensità di manodopera (c.d. labour intensive), che all’appaltatore sia stata affidata la realizzazione di un risultato in sé autonomo, da conseguire attraverso una effettiva e autonoma organizzazione del lavoro, con reale assoggettamento al potere direttivo e di controllo sui propri dipendenti, impiego di propri mezzi e assunzione da parte sua del rischio d’impresa." La vicenda ha riguardato alcuni lavoratori che chiedevano la ricostituzione del rapporto in capo al committente [...]

Effetti differiti, ai soli fini tributari e contributivi, della cancellazione della società dal registro delle imprese

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n.19491 depositata il 15 luglio 2025, intervenendo in tema degli effetti della cancellazione della società dal registro delle imprese, ha ribadito il principio secondo cui "In base all'art. 28, comma 4, cit. l'effetto estintivo della società (di persone o di capitali), qualora derivi da una cancellazione dal registro disposta su richiesta, come nel presente caso, è differito per cinque anni, decorrenti dalla richiesta di cancellazione, con differimento limitato al settore tributario e contributivo ("ai soli fini"), nel senso che l'estinzione intervenuta durante tale periodo non fa venir meno la "validità" e l'"efficacia" sia degli atti di liquidazione, di accertamento, di riscossione relativi a tributi e contributi, sanzioni e interessi, sia degli atti processuali afferenti a giudizi concernenti detti tributi e contributi, sanzioni e interessi, dovendo evidenziarsi che [...]

Tassazione delle plusvalenze sugli immobili oggetto di interventi agevolati con il c.d. “superbonus”

La Commissione di studio CNDCEC “Fiscalità immobiliare e della transizione ecologica” e FNC hanno pubblicato il documento "La tassazione delle plusvalenze su immobili oggetto di interventi agevolati con il c.d. “superbonus”: aspetti controversi".  Il documento esamina le plusvalenze su cessioni di immobili oggetto di interventi agevolati con il Superbonus conclusi da non più di 10 anni come previsto dalla legge n. 213/2023 art. 1, commi 64-66. La legge di bilancio (legge n. 213/2023 art. 1, commi 64-66) ha inserito nell'articolo 67, comma 1, del TUIR la nuova lettera b-bis) che prevede la tassazione delle  “plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili, in relazione ai quali il cedente o gli altri aventi diritto abbiano eseguito gli interventi agevolati” fruendo del c.d. “Superbonus” di cui all’art. 119 del d.l. n. 34/2020, “che si siano [...]

Illegittimo il licenziamento del dipendente che fruisce dei benefici della legge n. 104/1992 che rifiuti una diversa ricollocazione con diverso orario di lavoro, incompatibile con le esigenze di assistenza del disabile quando il datore non provi l’impossibilità di ricollocarlo

Illegittimo il licenziamento del dipendente che fruisce dei benefici della legge n. 104/1992 che rifiuti una diversa ricollocazione con diverso orario di lavoro, incompatibile con le esigenze di assistenza del disabile quando il datore non provi l'impossibilità di ricollocarlo

IVA diritto alla detrazione anche in ipotesi di omessa dichiarazione annuale

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 19009 depositata l' 11 luglio 2025, intervenendo in tema di utilizzo del credito IVA e del diritto alla detrazione in caso di omessa dichiarazione, ha ribadito il principio secondo cui "nel giudizio di impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato, non può essere negato il diritto alla detrazione se sia dimostrato in concreto, ovvero non sia controverso, che si tratti di acquisti compiuti da un soggetto passivo d'imposta, assoggettati ad IVA e finalizzati ad operazioni imponibili, elementi che non emergono dalla motivazione impugnata a fronte delle deduzioni dell'Agenzia delle entrate, da cui emerge che il credito IVA era oggetto di contestazione, né che vi è stata prova, in sede procedimentale o processuale, della natura, consistenza e certezza del credito IVA originatosi [...]

I crediti della società estinta non si estinguono ma si trasferiscono ai soci

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con la sentenza n. 19750 depositata il 16 luglio 2025, intervenendo in tema di crediti non incassati dalla società che nelle more si è estinta a seguito della cancellazione dal registro delle imprese, ha stabilito, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, il principio di diritto secondo cui "L'estinzione della società, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non comporta anche l'estinzione dei crediti della stessa, i quali costituiscono oggetto di trasferimento in favore dei soci, salvo che il creditore abbia inequivocamente manifestato, anche attraverso un comportamento concludente, la volontà di rimettere il debito, comunicandola al debitore, e sempre che quest'ultimo non abbia dichiarato, in un congruo termine, di non volerne profittare: a tal fine, non risulta tuttavia sufficiente la mancata iscrizione del credito nel bilancio di liquidazione, la quale non giustifica [...]

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