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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Obblighi di monitoraggio fiscale (art. 4 D.L. 28 giugno 1990 n. 167) e IVAFE (art. 19 D.L. 6 dicembre 2011 n. 201): i chiarimenti nella recente risposta n. 11 del 2025

Con la Risposta a interpello n. 11 del 28 luglio 2025, l’Agenzia delle Entrate è tornata a esaminare il tema degli obblighi di monitoraggio fiscale e di IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero), fornendo chiarimenti importanti sulla corretta qualificazione delle attività estere, sul soggetto tenuto all’adempimento dichiarativo e sugli obblighi di pagamento dell’imposta patrimoniale. Il monitoraggio fiscale e di imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) ha conosciuto importanti chiarimenti, sia normativi che di prassi. In particolare, l’Interpello n. 693/2021 e la recente Risposta n. 11/2025 dell’Agenzia delle Entrate offrono spunti interpretativi rilevanti in tema di obblighi dichiarativi da parte dei soggetti residenti, con riferimento a fondi esteri non negoziati e alla detenzione indiretta tramite trust o fiduciaria. In particolare, l’Agenzia ha confermato che rientrano nel perimetro dell’art. 4 del D.L. 28 giugno 1990, [...]

Non basta lo scostamento dai parametri o studi di settore: verso un obbligo motivazionale rafforzato per l’Amministrazione finanziaria

La recente ordinanza n. 20738 depositata il 22 luglio 2025 della Corte Suprema, sezione tributaria, sottolinea un principio ormai consolidato: la motivazione dell’avviso di accertamento non può limitarsi al mero rilievo dello scostamento dai parametri o dagli studi di settore, ma deve esplicitare le ragioni per cui sono state superate o non ritenute attendibili le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio. In particolare, l’Ufficio tributario è tenuto a integrare la motivazione con una chiara spiegazione delle ragioni per cui non ritiene fondate le giustificazioni presentate, altrimenti l’atto è affetto da vizio motivazionale. Precedenti giurisprudenziali significativi • Ordinanza Cass. n. 28743/2022 (4 ottobre 2022) La Corte ha affermato che, quando il contribuente produce elementi concreti in sede di contraddittorio che giustificano gli scostamenti dagli “studio di settore”, l’Ufficio deve esplicitare nelle motivazioni i motivi per cui [...]

Riflessioni sulle notificazioni nei casi di irreperibilità del destinatario degli atti o avvisi in ambito tributario

1. Contesto normativo e giurisprudenziale In ambito tributario in presenza di irreperibilità del destinatario di un atto tributario l'articolo 60 del D.P.R. n. 600 del 1973, lett. e), disciplina la notificazione e richiama espressamente l'art. 140 c.p.c. La normativa che disciplina la notificazione prevede, quindi, un apposita procedura da seguire in ipotesi di irreperibilità c.d. relativa (momento­rea assenza), mentre è prevista una modalità semplificata solo per l’irreperibilità assoluta, cioè quando il contribuente vive in luogo sconosciuto o abbia abbandonato definitivamente la sede del domicilio fiscale. Per la Suprema Corte, nell'ordinanza n. 19520 depositata il 15 luglio 2025 ha ribadito che "In tema di notificazione degli atti impositivi, prima di effettuare la notifica secondo le modalità previste dall'art. 60, comma 1, lett. e), del D.P.R. n. 600 del 1973 in luogo di quella ex art. 140 [...]

Licenziamento illegittimo: l’aliunde perceptum non si detrae dal risarcimento minimo

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 22686 depositata il 22 luglio 2025, intervenendo in tema di aliunde perceptum (redditi che un lavoratore ha percepito nel periodo successivo al licenziamento), ha affermato il principio secondo cui "nell'ambito del contratto a tutele crescenti di cui al decreto legislativo 23/15, in caso di licenziamento dichiarato illegittimo ai sensi del co. 1 dell’art. 2 del medesimo decreto, con condanna del datore al risarcimento dei danni a norma del co. 2 dello stesso articolo, al lavoratore compete la misura minima risarcitoria delle cinque mensilità anche nel caso in cui abbia trovato alternativa occupazionale prima del decorso di cinque mesi, restando irrilevante l’aliunde perceptum (detraibile in generale dall’indennità risarcitoria complessiva) maturato nel detto periodo." Il caso concreto La vicenda esaminata dalla Suprema Corte ha riguardato un lavoratore licenziato [...]

La deduzione degli ammortamenti nei contratti di affitto d’azienda: disciplina civilistica, rilevanza fiscale e onere della prova

La disciplina fiscale consente che le parti del contratto di affitto di azienda possano derogare convenzionalmente alla disciplina civilistica di cui all’art. 2561 c.c. e nel caso in cui l’affittuario non assuma convenzionalmente l’obbligo di mantenimento in efficienza del compendio aziendale il diritto di deduzione degli ammortamenti non viene traslata sul reddito dell’affittuario

La normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro prefigura la possibilità di avere nell’ambito di una medesima impresa una pluralità di datori di lavoro. Per cui è possibile la contestuale presenza di un datore di lavoro al vertice dell’intera organizzazione e di uno o più datori di lavoro che potrebbero definirsi ‘sottordinati’

La normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro prefigura la possibilità di avere nell'ambito di una medesima impresa una pluralità di datori di lavoro. Per cui è possibile la contestuale presenza di un datore di lavoro al vertice dell'intera organizzazione e di uno o più datori di lavoro che potrebbero definirsi 'sottordinati'

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