
Contributo di bonifica dovuto solo in relazione al beneficio ritratto
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 11115 depositata il 28 aprile 2025, intervenendo in tema di contributo di bonifica, ha ribadito il principio secondo cui "in tema di contributi di bonifica ex art. 10 del r.d. 13 febbraio 1933, n. 215, il contribuente, anche qualora non abbia impugnato innanzi al giudice amministrativo gli atti generali presupposti (cioè, il perimetro di contribuenza, il piano di contribuzione ed il bilancio annuale di previsione del consorzio), riguardanti l'individuazione dei potenziali contribuenti e la misura dei relativi obblighi, può contestare, nel giudizio avente ad oggetto la cartella di pagamento dinanzi al giudice tributario, la legittimità della pretesa impositiva dell'ente, assumendo che gli immobili di sua proprietà non traggono alcun beneficio diretto e specifico dall'opera del consorzio. In tal caso, però, quando vi sia un piano di [...]
Impugnabile la conciliazione sottoscritta presso la sede dell’azienda anche se è presente il rappresentante sindacale
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 9286 depositata l' 8 aprile 2025, intervenendo in tema di validità delle conciliazioni sindacali, ha ribadito il principio di diritto secondo cui " in tema di conciliazione in sede sindacale, ai fini dell'inoppugnabilità delle rinunce e delle transazioni aventi ad oggetto diritti del prestatore di lavoro previsti da disposizioni inderogabili di legge o di contratti collettivi, è necessario che l'accordo sia stato raggiunto con un'assistenza sindacale effettiva, tale da porre il lavoratore in condizione di sapere a quale diritto rinunci e in quale misura; (Cass, n 25796/2023)" La vicenda ha riguardato un dipendente licenziato e che aveva sottoscritto il verbale di conciliazione nella stessa data del licenziamento, sottoscritto dal ricorrente e dalla società datrice di lavoro, in presenza di rappresentante sindacale UGL di Bari (cui il lavoratore [...]
Il datore che non adempia al fondamentale obbligo di fornire adeguata formazione ai lavoratori, sarà chiamato a rispondere dell’infortunio occorso al lavoratore nel caso in cui l’omessa formazione possa dirsi causalmente legata alla verificazione dell’evento
Il datore che non adempia al fondamentale obbligo di fornire adeguata formazione ai lavoratori, sarà chiamato a rispondere dell'infortunio occorso al lavoratore nel caso in cui l'omessa formazione possa dirsi causalmente legata alla verificazione dell'evento
Cedolare secca è applicabile anche ai contratti di locazione conclusi con conduttori esercenti attività professionale per le esigenze abitative dei suoi dipendenti
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 12079 depositata il 7 maggio 2025, intervenendo in tema di applicazione del regime della c.d. cedolare secca, ha statuito il principio di diritto secondo cui "in tema di redditi da locazione, il locatore può optare per il regime della c.d. cedolare secca anche nell’ipotesi in cui il conduttore concluda il contratto di locazione ad uso abitativo nell’esercizio della sua attività professionale, ed in particolare per le esigenze abitative dei suoi dipendenti, atteso che l’esclusione di cui all’art. 3, comma 6, d.lgs. n. 23/2011 si riferisce esclusivamente alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate dal locatore nell’esercizio di una attività d’impresa o di arti e professioni" La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle entrate aveva inviato due avvisi di accertamento per [...]
Sopravvenienze attive derivante da sentenze: vanno imputate nell’esercizio in cui è emessa la sentenza
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 11917 depositata il 6 maggio 2025, interviene in tema di imputazione temporale delle sopravvenienze attive e delle componenti positive di reddito derivanti all’esito di una controversia giudiziaria, ha statuito il principio di diritto secondo cui "In tema di imposte sui redditi, le sopravvenienze attive che derivano dal riconoscimento di un credito – o dal disconoscimento di un debito preesistente – in sede giudiziale devono essere dichiarate nell’anno di imposta in cui la sentenza che afferma il credito o disconosce il debito è stata depositata, che costituisce il momento nel quale la posta attiva diviene certa nella sua esistenza e obiettivamente determinabile, ai sensi dell’art. 109 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e sempreché l’efficacia esecutiva della sentenza di condanna non sia stata nel frattempo sospesa" La [...]
Non è preclusa in modo assoluto al singolo condomino il diritto di opporre, in sede di esecuzione, la propria estraneità al debito accertato nei confronti dell’ente condominiale
Non è preclusa in modo assoluto al singolo condomino il diritto di opporre, in sede di esecuzione, la propria estraneità al debito accertato nei confronti dell’ente condominiale
Processo tributario: la prova della notifica a mezzo PEC avviene solo con il deposito delle ricevute di accettazione e consegna in formato “.eml” o “.msg”
La prova della notifica a mezzo PEC è data solo dal file ".eml" o ".msg". Infatti solo da tale file è possibile accertare che la notifica ha avuto a oggetto proprio l'atto avente "quel" contenuto che risulta dalla copia pdf depositata, e non invece un altro. In ordine alla notifica a mezzo posta elettronica certificata la Corte di Cassazione, sezione III, con l'ordinanza n. 16189 depositata l' 8 giugno 2023 ha chiarito quanto segue: - "ai sensi degli artt. 3-bis, comma 3, e 9 della legge n. 53 del 1994 (...), la prova della notifica a mezzo PEC deve essere offerta esclusivamente con modalità telematica, ovverosia mediante deposito in PCT dell'atto notificato, delle ricevute di accettazione e consegna in formato ".eml" o ".msg" e dell'inserimento dei dati identificativi delle suddette ricevute nel file "DatiAtto.xml""; - "solo qualora non si [...]
Per le prestazioni di servizio regolate mediante rilascio di effetti cambiari, l’obbligo di emissione della fattura sorge in corrispondenza dell’esigibilità della cambiale
L'articolo 6, comma 3 , del D.P.R. n. 633/1972 stabilisce che "Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo. Quelle indicate nell'articolo 3, terzo comma, primo periodo, si considerano effettuate al momento in cui sono rese, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese" Sul tema la Suprema Corte ha ribadito che "in caso di prestazioni di servizi regolate mediante rilascio di effetti cambiari, l’obbligo di emissione della fattura sorge in corrispondenza dell’esigibilità della cambiale. Dallo stesso momento sorge l’obbligo di regolarizzazione da parte del committente, mediante autofatturazione, della mancata emissione della fattura da parte del fornitore (Cass. ordinanza n. 3756/2019)." In ordine al pagamento mediante emissione di cambiali la giurisprudenza ha stabilito che " in tema di IVA il rilascio di pagherò cambiari [...]