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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il divieto di reformatio in peius applicabile anche nel processo tributario

Il principio del divieto di reformatio in peius — storicamente fondato nel processo penale (art. 597 c.p.p.) e recepito nel contesto civile — è ormai indiscutibilmente esteso anche al processo tributario. Questo principio tutela il diritto di difesa dell’impugnante, evitando che- in assenza di appello incidentale – la decisione di secondo grado aggravi la posizione processuale del contribuente rispetto al giudicato interno già formato. La Corte di Cassazione – Sezione Tributaria, con ordinanza n. 13325 depositata il 19 maggio 2025, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui  "il divieto di reformatio in peius opera anche nel processo tributario (Cass. 12275/2018) per cui, una volta stabilito il quantum devolutum in assenza di impugnazione della parte parzialmente vittoriosa (appello o ricorso incidentale), se la decisione di secondo grado è più sfavorevole all’impugnante e più favorevole alla controparte [...]

Avviso di accertamento: percentuali di ricarico come presunzioni semplici e oneri motivazionali

L’art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, prevede che – in caso di contabilità inattendibile – l’Amministrazione finanziaria possa determinare in via induttiva il reddito del contribuente, anche basandosi su presunzioni semplici (come le percentuali di ricarico) purché gravi, precise e concordanti, ai sensi dell’art. 2729 c.c. . L’orientamento consolidato afferma che le percentuali di ricarico rilevate in un anno possono essere utilizzate anche per altri esercizi, fermo restando l’onere del contribuente di dimostrare eventuali cambiamenti nel mercato o nella sua attività. L’uso di modeste percentuali – ad esempio, un ricarico del 39 % laddove nel settore siano comuni margini tra il 90 % e il 100 % – può costituire indizio di antieconomicità gestionale. L’Amministrazione può anche utilizzare dati settoriali o campioni omogenei di merci, purché adeguati e rappresentativi. Per i giudici di legittimità, con [...]

La deducibilità forfettaria dei costi nell’accertamento analitico-induttivo

Nel panorama dell’accertamento tributario italiano, l’ordinanza n. 19574 della Corte di Cassazione (sezione tributaria), depositata il 15 luglio 2025, costituisce  un  punto di svolta nel dibattito sull’equilibrio tra potere accertativo dell’Amministrazione finanziaria e tutela delle garanzie del contribuente. La decisione affronta in maniera puntuale la questione, di lungo corso e fortemente divisiva in giurisprudenza, della deducibilità dei costi in sede di accertamento analitico-induttivo, alla luce dei principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 10/2023. Il nodo centrale della controversia è il seguente: può il contribuente, sottoposto ad accertamento analitico-induttivo, dedurre costi presunti sulla base di percentuali forfettarie, anche in assenza di documentazione specifica? O, detto altrimenti, è possibile per il contribuente esercitare un diritto alla prova presuntiva “in via difensiva”, analogo a quello riconosciuto nel più radicale accertamento induttivo puro? L’ordinanza in commento si pronuncia [...]

Il giudizio di rinvio nel processo tributario: natura “chiusa” del giudizio, limiti difensivi e vincoli decisori

Nel sistema processuale tributario, il giudizio di rinvio costituisce, come nel sistema giudiziario civile, una fase particolarmente delicata e, al contempo, rigidamente strutturata. Esso inizia a seguito dell'annulla la sentenza impugnata, da parte della Suprema Corte nell’esercizio del suo potere rescindente, rinviando la causa al giudice di merito affinché si conformi al principio di diritto enunciato. La sua peculiarità è data dal fatto che, pur collocandosi formalmente all’interno del giudizio di merito, esso presenta tratti propri del giudizio di legittimità, nella misura in cui non consente un ampliamento del thema decidendum o del thema probandum rispetto a quanto già definito nei precedenti gradi. Su tale configurazione si è recentemente pronunciata la Sezione Tributaria della Corte di cassazione con l’Ordinanza n. 21058 depositata il 24 luglio 2025, riaffermando  la natura “chiusa” del giudizio di rinvio. I principi [...]

Il Principio di Omnicomprensività nel reddito da lavoro autonomo: novità e problemi Interpretativi a seguito del D.Lgs. 192/2024

L'articolo 5 del  D.Lgs. 192/2024 ha riformulato la normativa sul trattamento fiscale del lavoro autonomo, ridefinendo in modo sostanziale i criteri di determinazione del reddito. Uno dei capisaldi della riforma è l’adozione del cosiddetto principio di omnicomprensività, che amplia notevolmente il perimetro di ciò che rientra nella base imponibile del reddito professionale. Dal compenso alla totalità dei proventi Tradizionalmente, il reddito da lavoro autonomo era definito, dalla precedente versione dell'articolo 51 cit., in modo piuttosto lineare: veniva inteso come il compenso in denaro o natura percepito per la prestazione professionale svolta. Oggi, invece, con il nuovo assetto normativo, il reddito è costituito da tutte le somme percepite a qualunque titolo nello svolgimento dell’attività, indipendentemente dalla loro qualificazione formale. Una novità rilevante che, pur non essendo completamente inedita nell’ambito dell’imposizione diretta (si pensi all’art. 51 del TUIR [...]

Il reato di infedeltà patrimoniale si estende anche a chi compie atti di disposizione patrimoniale non nell’interesse proprio, ma nell’interesse di un terzo

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 28133 depositata il 31 luglio 2025, intervenendo in tema del reato di infedeltà patrimoniale, ha contribuito ad un importante evoluzione  della giurisprudenza italiana in ordine all'infedeltà patrimoniale, disciplinata dall'articolo 2634 del codice civile. Con questa decisione, la Corte ha precisato che la punibilità per infedeltà patrimoniale si estende anche a chi compie atti di disposizione patrimoniale non nell'interesse proprio, ma nell'interesse di un terzo. Il caso sottoposto alla Corte Il procedimento riguardava E.A., procuratore speciale e direttore generale della società Fondo S. sce a.r.l., controllata dalla società nazionale di mutuo soccorso C.P. E.A. era stato accusato di aver stipulato due atti di transazione in conflitto di interessi: uno con L.R., direttore generale del Fondo S. dal 2014 al dicembre 2019, e l'altro con F.M., co-direttore [...]

Intermediazione illecita di manodopera e appalto “fasullo”

La Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – con l'ordinanza n. 16153 depositata il 16 giugno 2025, intervenendo in tema di interposizione illecita di manodopera e licenziamento, ha riaffermato il principio secondo cui "si configura intermediazione illecita ogni qual volta l'appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo al medesimo, quale datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto (quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione), senza tuttavia una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo (Cass. 7898 del 2011 e negli stessi termini fra le più recenti Cass. n. 23215 del 2022; n. 15557 del 2019; n. 27213 del 2018; n. 27105 del 2018; n. 10057 del 2016; n. 7820 del 2013)." Per cui a parere di chi scrive, come da costante [...]

Il controllo di legittimità sul ragionamento presuntivo nell’accertamento tributario

L'ordinanza n. 21058, depositata il 24 luglio 2025 dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, interviene su una questione giuridica di rilevanza sistemica: la possibilità di sindacare, in sede di legittimità, la tenuta logico-giuridica del ragionamento presuntivo posto a fondamento dell’accertamento tributario. I giudici di legittimità chiariscono che la presunzione semplice, prevista dall’art. 2729 c.c., è soggetta a parametri di validità (gravità, precisione e concordanza) la cui applicazione, ove travisata, può essere oggetto di censura ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., per falsa applicazione di norma di diritto. 1. Riforma processuale e presunzioni: un punto di equilibrio A seguito della riforma del processo tributario (l. n. 130/2022, art. 6 – D.Lgs. n. 546/1992, art. 7, comma 5‑bis) ha regolato l'onere della prova in capo all’amministrazione finanziaria, prevedendo che il giudice debba annullare l’atto impositivo se le violazioni non siano [...]

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