accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 gennaio 2019, n. 1489 – Nelle associazioni non riconosciute la responsabilità personale e solidale prevista dall’art. 38, comma 2, c.c. per colui che agisce in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta non è collegata alla mera titolarità della rappresentanza dell’associazione, bensì all’attività negoziale effettivamente svolta per conto di essa ed inoltre qualora non risulta la permanenza nella carica per tutto l’anno allora risulta estranea alla relativa gestione

per i debiti d'imposta, i quali non sorgono su base negoziale, ma "ex lege" al verificarsi del relativo presupposto, è chiamato a rispondere solidalmente, tanto per le sanzioni pecuniarie quanto per il tributo non corrisposto, il soggetto che, in forza del ruolo rivestito, abbia diretto la complessiva gestione associativa nel periodo considerato, fermo restando che il richiamo all'effettività dell'ingerenza vale a circoscrivere la responsabilità personale del soggetto investito di cariche sociali alle sole obbligazioni sorte nel periodo di relativa investitura

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1365 – Inapplicabilità degli studi di settore al periodo di non normale svolgimento dell’attività per ristrutturazione dell’immobile

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1365 Tributi - Accertamento - Studi di settore - Inapplicabilità - Periodo di non normale svolgimento dell’attività - Ristrutturazione dell’immobile - Evento unitario - Sentenza favorevole riguardante altra annualità - Giudicato esterno - Efficacia Rilevato che Con sentenza n. 38/42/11, depositata il 02/03/2011, la Commissione tributaria [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1331 – In tema di imposizione diretta sulle plusvalenze da cessioni di immobili e di aziende ovvero da costituzione ed il trasferimento di diritti reali sugli stessi l’esistenza di un maggior corrispettivo non è presumibile soltanto sulla base del valore, anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro

in tema di imposizione diretta sulle plusvalenze da cessioni di immobili e di aziende ovvero da costituzione ed il trasferimento di diritti reali sugli stessi si interpretano nel senso che, in proposito, l'esistenza di un maggior corrispettivo non è presumibile soltanto sulla base del valore, anche se dichiarato, accertato o definito ai fini dell'imposta di registro di cui al d.P.R. 131/1986, ovvero delle imposte ipotecaria e catastale di cui al d.lgs. n. 347/1990.

Cessione credito d’imposta – Articolo 43-bis del DPR 602/73 – Risposta 17 gennaio 2019, n. 1 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 17 gennaio 2019, n. 1 Cessione credito d’imposta - Articolo 43-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 Con la richiesta di consulenza giuridica specificata in oggetto, concernente l’interpretazione del DPR n. 602 del 1973, è stato esposto il seguente Quesito ALFA (di seguito istante) ha [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 gennaio 2019, n. 872 – Nell’accertamento sintetico art. 38 DPR n. 600/1973 tra le prove contrarie è consentito al contribuente dimostrare che manca una disponibilità patrimoniale in quanto il contratto stipulato, in ragione della sua natura simulata, ha una causa gratuita, anziché quella onerosa apparente

Tra le prove contrarie è ammessa, per quanto qui direttamente rileva, anche quella che il versamento degli importi contestati non è avvenuto e che, quindi, non sussiste una reale disponibilità economica, essendo questa meramente apparente, per avere l'atto in questione natura simulata: questa Corte ha già affermato, al riguardo, in fattispecie di spese per acquisto di immobili, che è consentito al contribuente dimostrare che manca una disponibilità patrimoniale in quanto il contratto stipulato, in ragione della sua natura simulata, ha una causa gratuita, anziché quella onerosa apparente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 gennaio 2019, n. 770 – L’utilizzo degli studi di settore per l’accertamento induttivo del reddito è previsto dalla legge ed è stato ritenuto sempre legittimo dalla giurisprudenza è onere dell’Amministrazione – ove il contribuente nella fase amministrativa abbia eccepito l’inattendibilità dei parametri presuntivi – replicare alle difese della parte privata motivando specificamente l’eventuale decisione di mantenere inalterata la pretesa contributiva

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 15 gennaio 2019, n. 770 Tributi - Accertamento - Studi di settore - Contraddittorio - Contestazioni del contribuente di inattendibilità dei parametri - Motivazione specifica dell’Ufficio di mantenere inalterata la pretesa contributiva Fatti di causa 1. La Commissione tributaria regionale per la Lombardia in Milano ha confermato la sentenza di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 gennaio 2019, n. 769 – La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati

la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell'accertamento, con il contribuente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 gennaio 2019, n. 716 – Il condono c.d. “tombale”, ottenuto ai sensi dell’art. 9 della l. n. 289 del 2002 avuto riguardo all’IVA, non rileva ai fini della determinazione delle imposte ulteriori, delle quali non preclude l’autonomo accertamento

Il condono c.d. "tombale", ottenuto ai sensi dell'art. 9 della l. n. 289 del 2002 avuto riguardo all'IVA, non rileva ai fini della determinazione delle imposte ulteriori (Irpeg, Irap), delle quali non preclude l'autonomo accertamento; l'istituto non sottende, infatti, finalità accertative, per un verso, essendo diretto alla individuazione di valori reddituali meramente virtuali, cui commisurare il pagamento delle singole imposte (elidendone il debito complessivo ed evitando le conseguenze sanzionatone ad esso correlate), per altro verso, essendo suscettibile di incidere solo sull'imponibile in base al quale è quantificata l'imposta lorda, oggetto di definizione automatica ai sensi del primo periodo del comma 9 della summenzionata norma

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