cassazione sez. tributi

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 2604 depositata il 29 gennaio 2024 – Il potere di disapplicazione delle sanzioni per violazioni di norme tributarie è esercitabile d’ufficio dal giudice tributario, qualora accerti che le stesse sono state commesse in presenza ed in connessione con una situazione di oggettiva incertezza nell’interpretazione normativa, e non postula una domanda di parte, la quale, se avanzata, ha natura di mera sollecitazione

Il potere di disapplicazione delle sanzioni per violazioni di norme tributarie è esercitabile d’ufficio dal giudice tributario, qualora accerti che le stesse sono state commesse in presenza ed in connessione con una situazione di oggettiva incertezza nell'interpretazione normativa, e non postula una domanda di parte, la quale, se avanzata, ha natura di mera sollecitazione

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 8784 depositata il 3 aprile 2024 – L’istanza di estinzione per adesione alla definizione agevolata dei carichi pendenti (c.d. rottamazione quater) rivela che è sostanzialmente venuto meno l’interesse ex art. 100 c.p.c. in capo alla parte ricorrente, che aderendo alla definizione agevolata ha assunto comunque l’impegno a rinunziare ai giudizi pendenti (v. art. 1 comma 236 cit.), e ciò giustifica la pronuncia di inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ad agire

L’istanza di estinzione per adesione alla definizione agevolata dei carichi pendenti (c.d. rottamazione quater) rivela che è sostanzialmente venuto meno l’interesse ex art. 100 c.p.c. in capo alla parte ricorrente, che aderendo alla definizione agevolata ha assunto comunque l’impegno a rinunziare ai giudizi pendenti (v. art. 1 comma 236 cit.), e ciò giustifica la pronuncia di inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ad agire

Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 12395 depositata il 7 maggio 2024 – In tema di redditi da locazione, il locatore può optare per la cedolare secca anche nell’ipotesi in cui il conduttore concluda il contratto di locazione ad uso abitativo nell’esercizio della sua attività professionale, atteso che l’esclusione di cui all’art. 3, sesto comma, lgs. n. 23 del 2011 si riferisce esclusivamente alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate dal locatore nell’esercizio di una attività d’impresa o di arti e professioni

In tema di redditi da locazione, il locatore può optare per la cedolare secca anche nell’ipotesi in cui il conduttore concluda il contratto di locazione ad uso abitativo nell’esercizio della sua attività professionale, atteso che l’esclusione di cui all’art. 3, sesto comma, lgs. n. 23 del 2011 si riferisce esclusivamente alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate dal locatore nell'esercizio di una attività d'impresa o di arti e professioni

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, ordinanza n. 11427 depositata il 29 aprile 2024 – Il rilievo sulla validità della notificazione, quand’anche genericamente proposto in primo grado, impone al giudice di verificare, comunque, la regolarità di tutto il procedimento notificatorio, sicché l’introduzione per la prima volta in appello di uno specifico segmento dello stesso non costituisce domanda nuova

Il rilievo sulla validità della notificazione, quand'anche genericamente proposto in primo grado, impone al giudice di verificare, comunque, la regolarità di tutto il procedimento notificatorio, sicché l'introduzione per la prima volta in appello di uno specifico segmento dello stesso non costituisce domanda nuova

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, ordinanza n. 11364 depositata il 29 aprile 2024 – Una società può essere considerata longa manus dell’Amministrazione pubblica solo laddove ricorrano i requisiti dell’in house providing, cioè, in particolare i requisiti del controllo analogo (ovvero di un controllo pubblico analogo a quello esercitato dall’amministrazione sulle proprie strutture) e della destinazione dell’oltre l’80% delle attività della persona giuridica controllata allo svolgimento dei compiti ad essa affidati dall’amministrazione aggiudicatrice controllante o da soggetti dalla stessa controllati. Anche laddove la ricorrente potesse effettivamente qualificarsi come in house, la scelta della forma privata comporta la necessaria soggezione al regime privatistico, al fine di non alterare il regime della concorrenza

Una società può essere considerata longa manus dell'Amministrazione pubblica solo laddove ricorrano i requisiti dell'in house providing, cioè, in particolare i requisiti del controllo analogo (ovvero di un controllo pubblico analogo a quello esercitato dall'amministrazione sulle proprie strutture) e della destinazione dell'oltre l'80% delle attività della persona giuridica controllata allo svolgimento dei compiti ad essa affidati dall'amministrazione aggiudicatrice controllante o da soggetti dalla stessa controllati. Anche laddove la ricorrente potesse effettivamente qualificarsi come in house, la scelta della forma privata comporta la necessaria soggezione al regime privatistico, al fine di non alterare il regime della concorrenza

L’adesione alla definizione agevolata, l’impegno assunto dal contribuente a rinunciare ai giudizi pendenti, comporta la carenza di interesse ad agire

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 8784 depositata il 3 aprile 2024, intervenendo in tema di estinzione del giudizio, ha statuito il principio secondo cui "... deve escludersi tanto l’estinzione del giudizio ai sensi dell’art. 1 comma 236 legge n. 197/2002, che prevedendo la sospensione del giudizio «nelle more del pagamento delle somme [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria,  ordinanza n. 11247 depositata il 26 aprile 2024 – Il legislatore ha disposto la sospensione dei versamenti per eventi sismici, e la riduzione al 40% delle imposte dovute, con riferimento a tutti i contribuenti, senza distinguere tra coloro che erano in regola con gli adempimenti tributari e quelli che non lo erano. In conseguenza la pretesa dell’Amministrazione finanziaria secondo cui dovrebbe corrispondere i tributi non nella misura ridotta prevista dal legislatore, bensì in misura integrale, risulta illegittima

Il legislatore ha disposto la sospensione dei versamenti per eventi sismici, e la riduzione al 40% delle imposte dovute, con riferimento a tutti i contribuenti, senza distinguere tra coloro che erano in regola con gli adempimenti tributari e quelli che non lo erano. In conseguenza la pretesa dell'Amministrazione finanziaria secondo cui dovrebbe corrispondere i tributi non nella misura ridotta prevista dal legislatore, bensì in misura integrale, risulta illegittima

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria,  ordinanza n. 10649 depositata il 22 aprile 2024 – In tema di notificazione a mezzo PEC, la copia su supporto informatico della cartella di pagamento, in origine cartacea, non deve necessariamente essere sottoscritta con firma digitale, in assenza di prescrizioni normative di segno diverso

In tema di notificazione a mezzo PEC, la copia su supporto informatico della cartella di pagamento, in origine cartacea, non deve necessariamente essere sottoscritta con firma digitale, in assenza di prescrizioni normative di segno diverso

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