diritto societario

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Nota 02 novembre 2020, n. 11560 – Art. 30, comma 2 e art.31, comma 1 d.lgs. n. 117/2017 – Nomina dell’organo di controllo e del revisore legale dei conti. Decorrenza obbligo

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Nota 02 novembre 2020, n. 11560 Art. 30, comma 2 e art.31, comma 1 d.lgs. n. 117/2017 - Nomina dell’organo di controllo e del revisore legale dei conti. Decorrenza obbligo Con nota n. Prot. 220-20/CF/mn del 29.10.2020, codesta Associazione ha formulato un quesito volto a conoscere la decorrenza dell’obbligo [...]

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Nota 22 ottobre 2020, n. 10980 – Statuti degli Enti del Terzo Settore – Adeguamenti statutari al D.Lgs. 117/17 “C.T.S.” di Associazioni non riconosciute costituite con Atto Pubblico

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Nota 22 ottobre 2020, n. 10980 Statuti degli Enti del Terzo Settore - Adeguamenti statutari al D.Lgs. 117/17 "C.T.S." di Associazioni non riconosciute costituite con Atto Pubblico Con quesito del 7 ottobre u.s. codesto Ufficio richiede alla scrivente se in linea generale un’associazione non riconosciuta e quindi priva di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 ottobre 2020, n. 21730 – La disciplina della responsabilità degli amministratori delle società di capitali è applicabile anche a coloro i quali si siano ingeriti nella gestione sociale in assenza di una qualsivoglia investitura, ancorché irregolare o implicita, da parte della società, così individuandosi il cosiddetto amministratore di fatto

La disciplina della responsabilità degli amministratori delle società di capitali è applicabile anche a coloro i quali si siano ingeriti nella gestione sociale in assenza di una qualsivoglia investitura, ancorché irregolare o implicita, da parte della società, così individuandosi il cosiddetto amministratore di fatto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 settembre 2020, n. 20625 – L’abuso della regola di maggioranza (altrimenti detto abuso o eccesso di potere) è, quindi, causa di annullamento delle deliberazioni assembleari allorquando la delibera non trovi alcuna giustificazione nell’interesse della società – per essere il voto ispirato al perseguimento da parte dei soci di maggioranza di un interesse personale antitetico a quello sociale – oppure sia il risultato di una intenzionale attività fraudolenta dei soci maggioritari diretta a provocare la lesione dei diritti di partecipazione e degli altri diritti patrimoniali spettanti ai soci di minoranza “uti singuli”

L'abuso della regola di maggioranza (altrimenti detto abuso o eccesso di potere) è, quindi, causa di annullamento delle deliberazioni assembleari allorquando la delibera non trovi alcuna giustificazione nell'interesse della società - per essere il voto ispirato al perseguimento da parte dei soci di maggioranza di un interesse personale antitetico a quello sociale - oppure sia il risultato di una intenzionale attività fraudolenta dei soci maggioritari diretta a provocare la lesione dei diritti di partecipazione e degli altri diritti patrimoniali spettanti ai soci di minoranza "uti singuli"

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 settembre 2020, n. 20479 – Si trasferiscono ai soci, della società estinta, in regime di con titolarità o di comunione indivisa, i diritti ed i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della Società estinta, ma non anche le mere pretese, ancorchè azionate o azionabili in giudizio né diritti di credito ancora incerti o illiquidi la cui inclusione in detto bilancio avrebbe richiesto un’attività ulteriore, giudiziale o extragiudiziale, il cui mancato espletamento da parte del liquidatore consente di ritenere che la società vi abbia rinunciato

Si trasferiscono ai soci, della società estinta, in regime di con titolarità o di comunione indivisa, i diritti ed i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della Società estinta, ma non anche le mere pretese, ancorchè azionate o azionabili in giudizio né diritti di credito ancora incerti o illiquidi la cui inclusione in detto bilancio avrebbe richiesto un'attività ulteriore, giudiziale o extragiudiziale, il cui mancato espletamento da parte del liquidatore consente di ritenere che la società vi abbia rinunciato

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