IVA

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 18 marzo 2021, n. C-48/20 – I principi di proporzionalità e di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) ostano a una normativa nazionale che, a seguito dell’avvio di un procedimento di verifica fiscale, non consente al soggetto passivo in buona fede di rettificare fatture sulle quali sia indebitamente esposta l’IVA, quando invece il destinatario di tali fatture avrebbe avuto diritto al rimborso di detta imposta se le operazioni oggetto di tali fatture fossero state debitamente dichiarate

I principi di proporzionalità e di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) ostano a una normativa nazionale che, a seguito dell’avvio di un procedimento di verifica fiscale, non consente al soggetto passivo in buona fede di rettificare fatture sulle quali sia indebitamente esposta l’IVA, quando invece il destinatario di tali fatture avrebbe avuto diritto al rimborso di detta imposta se le operazioni oggetto di tali fatture fossero state debitamente dichiarate

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 17 marzo 2021, n. C-459/19 – Nel caso in cui un soggetto passivo che esercita un’attività non economica a titolo professionale acquisti servizi ai fini di tale attività, questi servizi devono essere considerati resi a detto soggetto passivo «che agisce in quanto tale»

Nel caso in cui un soggetto passivo che esercita un’attività non economica a titolo professionale acquisti servizi ai fini di tale attività, questi servizi devono essere considerati resi a detto soggetto passivo «che agisce in quanto tale»

Trattamento fiscale applicabile alle somme erogate in attuazione di un accordo transattivo – IVA – Articolo 3 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – Risposta 16 marzo 2021, n. 179 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 16 marzo 2021, n. 179 Interpello Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Trattamento fiscale applicabile alle somme erogate in attuazione di un accordo transattivo - IVA - Articolo 3 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è [...]

Detrazione IVA acquisto di carburante da compagnia petrolifera per somministrazione a clienti finali – Art. 19-bis 1, comma 1, lett. d), del d.P.R. n. 633 del 1972 – Risposta 15 marzo 2021, n. 172 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 15 marzo 2021, n. 172 Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Detrazione IVA acquisto di carburante da compagnia petrolifera per somministrazione a clienti finali - Art. 19-bis 1, comma 1, lett. d), del d.P.R. n. 633 del 1972 Con l'istanza di interpello specificata [...]

Aliquota IVA applicabile alle cessioni di oli vegetali impiegati per generare energia elettrica – Risoluzione 15 marzo 2021, n. 19/E dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 15 marzo 2021, n. 19/E Interpello ordinario - Aliquota IVA applicabile alle cessioni di oli vegetali impiegati per generare energia elettrica Quesito ALFA S.r.l. (in seguito, "ALFA", "Società" o "Istante") ha quale oggetto sociale, tra gli altri, "... lo svolgimento di attività di scambio di energia elettrica e/o vendite di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 marzo 2021, n. 6621 – In tema di detrazione dell’IVA correlata ad operazioni inesistenti, la prova che il soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che la cessione dei beni si iscriveva in un’evasione dell’imposta sul valore aggiunto, può essere fornita dall’Amministrazione mediante presunzioni – come espressamente prevede l’art. 54, comma 2, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – valorizzando, nel quadro indiziario, quali elementi sintomatici della mancata esecuzione della prestazione dal fatturante, l’assenza della minima dotazione personale e strumentale adeguata alla predetta esecuzione

In tema di detrazione dell'IVA correlata ad operazioni inesistenti, la prova che il soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che la cessione dei beni si iscriveva in un'evasione dell'imposta sul valore aggiunto, può essere fornita dall'Amministrazione mediante presunzioni - come espressamente prevede l'art. 54, comma 2, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - valorizzando, nel quadro indiziario, quali elementi sintomatici della mancata esecuzione della prestazione dal fatturante, l'assenza della minima dotazione personale e strumentale adeguata alla predetta esecuzione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 marzo 2021, n. 6431 – In tema IVA per le cessioni intracomunitarie senza applicazione d’imposta non basta che gli esercenti imprese, arti e professioni indichino tale numero nella documentazione relativa allo scambio intracomunitario, occorrendo pure che il soggetto attivo dello scambio dia impulso ad una apposita procedura di verifica, richiedendo al Ministero la conferma della validità attuale del numero di identificazione attribuito al cessionario, attraverso una procedura che non può essere ritenuta facoltativa, posto che, in assenza di tali adempimenti, legittimamente l’Ufficio finanziario può procedere al recupero dell’IVA

In tema IVA per le cessioni intracomunitarie senza applicazione d'imposta non basta che gli esercenti imprese, arti e professioni indichino tale numero nella documentazione relativa allo scambio intracomunitario, occorrendo pure che il soggetto attivo dello scambio dia impulso ad una apposita procedura di verifica, richiedendo al Ministero la conferma della validità attuale del numero di identificazione attribuito al cessionario, attraverso una procedura che non può essere ritenuta facoltativa, posto che, in assenza di tali adempimenti, legittimamente l'Ufficio finanziario può procedere al recupero dell'IVA

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 marzo 2021, n. C-812/19 – Ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), la sede principale di una società, situata in uno Stato membro e facente parte di un gruppo IVA costituito sul fondamento di tale articolo 11, e la succursale di tale società, stabilita in un altro Stato membro, devono essere considerate soggetti passivi distinti qualora tale sede principale fornisca a detta succursale servizi di cui le imputa i costi

Ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), la sede principale di una società, situata in uno Stato membro e facente parte di un gruppo IVA costituito sul fondamento di tale articolo 11, e la succursale di tale società, stabilita in un altro Stato membro, devono essere considerate soggetti passivi distinti qualora tale sede principale fornisca a detta succursale servizi di cui le imputa i costi

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