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INPS – Messaggio n. 2669 del 15 settembre 2025 – Lavoratori marittimi – Prestazioni a tutela dello stato di malattia – Rapporto di lavoro e relative vicende – Comunicazioni Obbligatorie UniMare

INPS - Messaggio n. 2669 del 15 settembre 2025 Lavoratori marittimi - Prestazioni a tutela dello stato di malattia - Rapporto di lavoro e relative vicende - Comunicazioni Obbligatorie UniMare L’articolo 1, comma 156, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024), ha novellato gli articoli 6 e 10 del regio decreto-legge [...]

Il mantenimento delle condizioni di lavoro dopo il trasferimento d’azienda ed in particolare il superminimo ad personam e l’uso aziendale

La cessione (o trasferimento) d’azienda, o di ramo d’azienda, comporta numerose implicazioni per i rapporti di lavoro. Uno dei punti centrali è il trattamento economico e normativo da garantire ai lavoratori che passano dal cedente al cessionario. La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l’ordinanza n. 24676 depositata il 6 settembre 2025 offre un ulteriore sviluppo [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24676 depositata il 6 settembre 2025 – Dopo il trasferimento, il cessionario mantiene le condizioni di lavoro convenute mediante contratto collettivo nei termini previsti da quest’ultimo per il cedente fino alla data della risoluzione o della scadenza del contratto collettivo o dell’entrata in vigore o dell’applicazione di un altro contratto collettivo

Dopo il trasferimento, il cessionario mantiene le condizioni di lavoro convenute mediante contratto collettivo nei termini previsti da quest'ultimo per il cedente fino alla data della risoluzione o della scadenza del contratto collettivo o dell'entrata in vigore o dell'applicazione di un altro contratto collettivo

CORTE DI CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24212 depositata il 29 agosto 2025 – Si configura trasferimento di azienda in tutti i casi in cui, ferma restando l’organizzazione del complesso dei beni destinati all’esercizio dell’attività economica, ne muta il titolare in virtù di una vicenda giuridica riconducibile al fenomeno della successione in senso ampio, dovendosi così prescindere da un rapporto contrattuale diretto tra l’imprenditore uscente e quello subentrante nella gestione; sicché il trasferimento di azienda è realizzabile, sempre che si abbia un passaggio dei beni di non trascurabile entità, anche in due fasi per effetto dell’intermediazione di un terzo

Si configura trasferimento di azienda in tutti i casi in cui, ferma restando l'organizzazione del complesso dei beni destinati all'esercizio dell'attività economica, ne muta il titolare in virtù di una vicenda giuridica riconducibile al fenomeno della successione in senso ampio, dovendosi così prescindere da un rapporto contrattuale diretto tra l'imprenditore uscente e quello subentrante nella gestione; sicché il trasferimento di azienda è realizzabile, sempre che si abbia un passaggio dei beni di non trascurabile entità, anche in due fasi per effetto dell'intermediazione di un terzo

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24148 depositata il 28 agosto 2025 – L’esenzione o riduzione contributiva è diversamente modulata in ragione sia delle modalità e tempi di svolgimento delle prestazioni lavorative al di fuori della sede lavorativa, sia dell’importo del trattamento indennitario riconosciuto al lavoratore

L'esenzione o riduzione contributiva è diversamente modulata in ragione sia delle modalità e tempi di svolgimento delle prestazioni lavorative al di fuori della sede lavorativa, sia dell'importo del trattamento indennitario riconosciuto al lavoratore

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24394 depositata ol 2 settembre 2025 – In tema di pubblico impiego contrattualizzato, l’infermiere, che deduca di avere reso una prestazione lavorativa eccedente l’orario ordinario di lavoro, come risultante dalle apposite timbrature in entrata e in uscita, sostenendo che, in assenza di istruzioni sul punto del datore, avrebbe indossato e dismesso la divisa rispettivamente prima e dopo dette timbrature, e che chieda, per questa ragione, il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto alla retribuzione altrimenti spettante, è tenuto ad allegare e a dimostrare di avere effettuato le operazioni di vestizione e svestizione in questione anteriormente e successivamente a tali timbrature

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, l’infermiere, che deduca di avere reso una prestazione lavorativa eccedente l’orario ordinario di lavoro, come risultante dalle apposite timbrature in entrata e in uscita, sostenendo che, in assenza di istruzioni sul punto del datore, avrebbe indossato e dismesso la divisa rispettivamente prima e dopo dette timbrature, e che chieda, per questa ragione, il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto alla retribuzione altrimenti spettante, è tenuto ad allegare e a dimostrare di avere effettuato le operazioni di vestizione e svestizione in questione anteriormente e successivamente a tali timbrature

Demansionamento e dequalificazione professionale: l’evoluzione della prova del danno

Costituisce un elemento contrattuale di equilibrio, nel rapporto di lavoro subordinato, la corrispondenza tra le mansioni assegnate e la qualifica professionale rivestita dal lavoratore In quanto, ogni lavoratore  Nel contesto dei rapporti di lavoro subordinato, la corrispondenza tra le mansioni assegnate e la qualifica professionale rivestita dal lavoratore costituisce un elemento centrale dell’equilibrio contrattuale. Il [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24133 depositata il 28 agosto 2025 – Il danno derivante da demansionamento e dequalificazione professionale non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale, ma può essere provato dal lavoratore, ai sensi dell’art. 2729 c.c., attraverso l’allegazione di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, potendo a tale fine essere valutati la qualità e quantità dell’attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione

Il danno derivante da demansionamento e dequalificazione professionale non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale, ma può essere provato dal lavoratore, ai sensi dell’art. 2729 c.c., attraverso l’allegazione di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, potendo a tale fine essere valutati la qualità e quantità dell’attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione

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