TRIBUNALE DI VENEZIA – Sentenza 08 luglio 2020, n. 1069 – I buoni pasto non sono dovuti al lavoratore in smart working
I buoni pasto non sono dovuti al lavoratore in smart working
I buoni pasto non sono dovuti al lavoratore in smart working
La trasferta è emolumento corrisposto al lavoratore in relazione a prestazione effettuata per limitato periodo di tempo e nell'interesse del datore di lavoro al di fuori della ordinaria sede di lavoro, volto proprio a compensare al lavoratore i disagi derivanti dall'espletamento del lavoro in luogo diverso da quello previsto
Presupposto per l’accesso al Fondo di garanzia l. n. 297 del 1982 in favore dei lavoratori per il pagamento del TFR è l'insufficienza in tutto o in parte delle garanzie patrimoniali del debitore assoggettato ad esecuzione forzata, purché il lavoratore abbia esperito infruttuosamente una procedura di esecuzione forzata, salvo che risulti l'esistenza di altri beni aggredibili con l'azione esecutiva. La stessa se considerata quale espressione dell'ordinaria diligenza, dopo un’esecuzione infruttuosa già effettuata, occorra che risultino, in base agli atti, beni agevolmente aggredibili ovvero sotto il profilo soggettivo che esistano altri condebitori solidalmente ed illimitatamente responsabili
Trova piena applicazione la disposizione di cui all’art. 39 comma 1 del d.l. 18/20, che prevede espressamente il diritto allo svolgimento del lavoro agile, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, per i lavoratori pubblici che assistono disabili, a condizione che tale modalità non sia incompatibile con le caratteristiche della prestazione
CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 20 maggio 2020, n. 9306 Personale A.T.A. - Inquadramento nei ruoli statali - Base di calcolo composta esclusivamente dallo stipendio tabellare - Premio di produttività - Trasferimento del personale - Mantenimento delle condizioni retributive godute dai lavoratori al momento del spostamento Rilevato che i ricorrenti meglio indicati in epigrafe, transitati [...]
In tema di cumulabilità della carica di amministratore di una società di capitali con un rapporto di lavoro dipendente è possibile qualora gli effettivi poteri di direzione e gestione della società facciano capo ad altro soggetto e posto che la esclusione da tale ipotesi non è frutto della negazione in astratto di tale giuridica possibilità ma della ricognizione della concreta fattispecie a mezzo delle risultanze di causa
Il cosiddetto superminimo, ossia l'eccedenza retributiva rispetto ai minimi tabellari, individualmente pattuito tra datore di lavoro e lavoratore, è soggetto al principio dell'assorbimento
L'attività svolta dai medici iscritti alle scuole di specializzazione universitarie non è inquadrabile nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato, né del lavoro autonomo, ma costituisce una particolare ipotesi di contratto di formazione - lavoro, oggetto di specifica disciplina, rispetto alla quale non può essere ravvisata una relazione sinallaomatica di scambio tra la suddetta attività e la remunerazione prevista dalla legge a favore degli specializzandi