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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27669 – In tema di impiego pubblico contrattualizzato, l’espletamento di fatto di mansioni dirigenziali da parte di un funzionario, ai fini del riconoscimento del corrispondente trattamento economico, presuppone l’esistenza del corrispondente posto nella pianta organica dell’ufficio

In tema di impiego pubblico contrattualizzato, l'espletamento di fatto di mansioni dirigenziali da parte di un funzionario, ai fini del riconoscimento del corrispondente trattamento economico, presuppone l'esistenza del corrispondente posto nella pianta organica dell'ufficio

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2018, n. 27668 – Nel pubblico impiego privatizzato vige il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale

«nel pubblico impiego privatizzato vige il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, in ragione del quale il trattamento economico dei dirigenti remunera tutte le funzioni e i compiti loro attribuiti secondo il contratto individuale o collettivo, nonché qualsiasi incarico conferito dall'amministrazione di appartenenza o su designazione della stessa»

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 ottobre 2018, n. 27397 – L’esercizio stragiudiziale del diritto per il quale già esiste una pronuncia contraria, pur non passata in giudicato, per potersi in ipotesi qualificare come grave ed eccezionale ragione giustificativa utile a sorreggere la pronuncia compensazione delle spese nella causa di accertamento negativo che sia stata consequenzialmente introdotta dal destinatario di tale pretesa, dovrebbe, quanto meno, rivestire i caratteri della ineluttabilità

L'esercizio stragiudiziale del diritto per il quale già esiste una pronuncia contraria, pur non passata in giudicato, per potersi in ipotesi qualificare come grave ed eccezionale ragione giustificativa utile a sorreggere la pronuncia compensazione delle spese nella causa di accertamento negativo che sia stata consequenzialmente introdotta dal destinatario di tale pretesa, dovrebbe, quanto meno, rivestire i caratteri della ineluttabilità, nel senso che solo con tale azione stragiudiziale si rendesse possibile la salvaguardia del diritto ancora potenzialmente sub iudice.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 ottobre 2018, n. 27395 – Accertamento del diritto all’iscrizione previdenziale quale bracciante agricola

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 ottobre 2018, n. 27395 Lavoratrice agricola subordinata - Diritto all'iscrizione previdenziale quale bracciante agricola - Accertamento Fatti di causa 1. La Corte di Appello di Salerno, con sentenza n. 1103/2013, ha accolto, per quanto qui ancora interessa, il gravame proposto da P.I. avverso la sentenza del locale Tribunale che, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 ottobre 2018, n. 27241 – Calcolo del trattamento di fine rapporto di un dipendente bancario per il periodo lavorato all’estero

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 26 ottobre 2018, n. 27241 Rapporto di lavoro - Dipendente bancario - Trattamento economico - Trasferimento - Rimborso spese - Calcolo del trattamento di fine rapporto Rilevato che 1.1. con ricorso al Tribunale di Milano G. C., dipendente di Intesa Sanpaolo S.p.A., conveniva in giudizio la società al fine di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 ottobre 2018, n. 27294 – Il preavviso di licenziamento ha un’efficacia meramente obbligatoria, con la conseguenza che nel caso in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato il rapporto di lavoro si risolve altrettanto immediatamente

attribuisce al preavviso di licenziamento un'efficacia meramente obbligatoria, con la conseguenza che nel caso in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato il rapporto di lavoro si risolve altrettanto immediatamente, con l'unico obbligo della parte recedente di corrispondere l'indennità sostitutiva e senza che da tale momento possano avere influenza eventuali avvenimenti sopravvenuti

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 25 ottobre 2018, n. C-331/17 – Violano la normativa UE le norme di diritto comune disciplinanti i rapporti di lavoro, e intese a sanzionare il ricorso abusivo a una successione di contratti a tempo determinato tramite la conversione automatica del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre una data precisa, non sono applicabili al settore di attività delle fondazioni lirico-sinfoniche, qualora non esista nessun’altra misura effettiva nell’ordinamento giuridico interno che sanzioni gli abusi constatati in tale settore

Violano la normativa UE le norme di diritto comune disciplinanti i rapporti di lavoro, e intese a sanzionare il ricorso abusivo a una successione di contratti a tempo determinato tramite la conversione automatica del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre una data precisa, non sono applicabili al settore di attività delle fondazioni lirico-sinfoniche, qualora non esista nessun’altra misura effettiva nell’ordinamento giuridico interno che sanzioni gli abusi constatati in tale settore

CORTE SI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2018, n. 26666 – Quando una parte agisce per l’adempimento di un proprio credito ed il convenuto dimostra di avere pagato delle somme idonee ad estinguere il debito, spetta all’attore, il quale sostenga che quel pagamento doveva essere imputato ad altro credito già scaduto, dare la prova dell’esistenza dell’altro credito

quando una parte agisce per l'adempimento di un proprio credito ed il convenuto dimostra di avere pagato delle somme idonee ad estinguere il debito, spetta all'attore, il quale sostenga che quel pagamento doveva essere imputato ad altro credito già scaduto, dare la prova dell'esistenza dell'altro credito e delle condizioni necessarie per la dedotta diversa imputazione", (Cass. n. 17102 del 2006; Cass. n. 11703 del 2002; Cass. n. 1571 del 2000; Cass. n. 14071 del 1999)

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