licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2020, n. 1888 – La tutela reale del posto di lavoro non può spingersi fino ad escludere la possibile incidenza di successive vicende determinanti l’estinzione del vincolo obbligatorio. Tra queste ultime rientra certamente la sopravvenuta materiale impossibilità totale e definitiva di adempiere l’obbligazione, non imputabile a norma dell’art. 1256 cod. civ.

La tutela reale del posto di lavoro non può spingersi fino ad escludere la possibile incidenza di successive vicende determinanti l'estinzione del vincolo obbligatorio. Tra queste ultime rientra certamente la sopravvenuta materiale impossibilità totale e definitiva di adempiere l'obbligazione, non imputabile a norma dell'art. 1256 cod. civ.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1388 – Mancata prova del nesso di causalità tra il comportamento del datore e lo stato di prostrazione del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1388 Dimissioni - Accertamento condotta vessatoria del datore di lavoro - Demansionamento - Mancata prova del nesso di causalità tra il comportamento del datore e lo stato di prostrazione del lavoratore Fatti di causa Con sentenza del 9 febbraio 2015, la Corte d'Appello di Bologna confermava [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1801 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per riduzione del personale e ricorso ai criteri dei carichi di famiglia e di anzianità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1801 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Drastica riduzione delle commesse - Crisi generale dell’economia - Ricorso ai criteri dei carichi di famiglia e di anzianità - Mansioni omogenee e fungibili rispetto a quelle dei propri colleghi Ritenuto in fatto 1. Con sentenza n. 541 del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 gennaio 2020, n. 980 – Licenziamento per giusta causa per emissione di carte prepagate emesse in violazione della procedura interna – La mera allegazione, da parte del lavoratore, ancorché certificata, della condizione di malattia non può essere ragione di per sé sola sufficiente a giustificarne l’impossibilità di presenziare all’audizione personale richiesta

La mera allegazione, da parte del lavoratore, ancorché certificata, della condizione di malattia non può essere ragione di per sé sola sufficiente a giustificarne l'impossibilità di presenziare all'audizione personale richiesta, occorrendo che egli ne deduca la natura ostativa all'allontanamento fisico da casa (o dal luogo di cura), così che il suo differimento a una nuova data di audizione personale costituisca effettiva esigenza difensiva non altrimenti tutelabile"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 gennaio 2020, n. 708 – Licenziamento di un autista di autobus di linea per grave inadempimento del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 15 gennaio 2020, n. 708 Licenziamento - Autista di autobus di linea - Grave inadempimento del lavoratore - Sanzione espulsiva Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Bari, con sentenza n. 2790/2017 depositata il 24.11.2017, ha confermato la sentenza del Tribunale di Foggia che aveva considerato legittimo il licenziamento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 gennaio 2020, n. 981 – Licenziamento collettivo è illegittimo se vi è stata violazione dei criteri di scelta dei lavoratori

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2020, n. 981 Licenziamento collettivo - Illegittimo - Lavoratrice addetta gestione documentale - Reintegrazione nel posto - Violazione procedurale - Violazione dei criteri di scelta dei lavoratori Fatti di causa 1. Con sentenza n. 1257 del 29.6.2018 la Corte d'appello di Milano, pronunziando in sede di reclamo, in [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 gennaio 2020, n. 808 – Per escludere il carattere determinante del motivo illecito del licenziamento ex articolo 1345 c.c. ed articolo 18, comma 1, legge 300/1970 non è sufficiente che il datore di lavoro alleghi l’esistenza di un giustificato motivo oggettivo ma è necessario che quest’ultimo risulti comprovato

Per escludere il carattere determinante del motivo illecito del licenziamento ex articolo 1345 c.c. ed articolo 18, comma 1, legge 300/1970 non è sufficiente che il datore di lavoro alleghi l'esistenza di un giustificato motivo oggettivo ma è necessario che quest'ultimo risulti comprovato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 gennaio 2020, n. 822 – Il datore di lavoro, non potendo ignorare che l’esito della procedura non è incontrovertibile, nel momento in cui opta per l’immediato licenziamento del dipendente anziché chiedere, secondo le normali regole contrattuali, la risoluzione giudiziaria del rapporto di lavoro per sopravvenuta impossibilità della prestazione, agisce a suo rischio

Il datore di lavoro, non potendo ignorare che l'esito della procedura non è incontrovertibile, nel momento in cui opta per l'immediato licenziamento del dipendente anziché chiedere, secondo le normali regole contrattuali, la risoluzione giudiziaria del rapporto di lavoro per sopravvenuta impossibilità della prestazione, agisce a suo rischio

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