licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2020, n. 2014 – La scelta effettuata dal lavoratore per la costituzione di un nuovo rapporto con la società subentrante nell’appalto di servizi non implica, di per sé, rinuncia all’impugnazione dell’atto di recesso

La scelta effettuata dal lavoratore per la costituzione di un nuovo rapporto con la società subentrante nell'appalto di servizi non implica, di per sé, rinuncia all'impugnazione dell'atto di recesso, dovendosi escludere che si possa desumere la rinuncia del lavoratore ad impugnare il licenziamento o l'acquiescenza al medesimo dal reperimento di una nuova occupazione, temporanea o definitiva

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2020, n. 1889 – In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, incombono sul datore di lavoro gli oneri di allegazione e di prova dell’esistenza del giustificato motivo oggettivo, che include anche l’impossibilità del c.d. repêchage

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, incombono sul datore di lavoro gli oneri di allegazione e di prova dell'esistenza del giustificato motivo oggettivo, che include anche l'impossibilità del c.d. repêchage

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 gennaio 2020, n. 1891 – La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato rientra nell’art. 18, quarto comma solo nell’ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa

La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato rientra nell'art. 18, quarto comma solo nell'ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2020, n. 1888 – La tutela reale del posto di lavoro non può spingersi fino ad escludere la possibile incidenza di successive vicende determinanti l’estinzione del vincolo obbligatorio. Tra queste ultime rientra certamente la sopravvenuta materiale impossibilità totale e definitiva di adempiere l’obbligazione, non imputabile a norma dell’art. 1256 cod. civ.

La tutela reale del posto di lavoro non può spingersi fino ad escludere la possibile incidenza di successive vicende determinanti l'estinzione del vincolo obbligatorio. Tra queste ultime rientra certamente la sopravvenuta materiale impossibilità totale e definitiva di adempiere l'obbligazione, non imputabile a norma dell'art. 1256 cod. civ.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1388 – Mancata prova del nesso di causalità tra il comportamento del datore e lo stato di prostrazione del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 gennaio 2020, n. 1388 Dimissioni - Accertamento condotta vessatoria del datore di lavoro - Demansionamento - Mancata prova del nesso di causalità tra il comportamento del datore e lo stato di prostrazione del lavoratore Fatti di causa Con sentenza del 9 febbraio 2015, la Corte d'Appello di Bologna confermava [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1801 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per riduzione del personale e ricorso ai criteri dei carichi di famiglia e di anzianità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 gennaio 2020, n. 1801 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Drastica riduzione delle commesse - Crisi generale dell’economia - Ricorso ai criteri dei carichi di famiglia e di anzianità - Mansioni omogenee e fungibili rispetto a quelle dei propri colleghi Ritenuto in fatto 1. Con sentenza n. 541 del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 gennaio 2020, n. 980 – Licenziamento per giusta causa per emissione di carte prepagate emesse in violazione della procedura interna – La mera allegazione, da parte del lavoratore, ancorché certificata, della condizione di malattia non può essere ragione di per sé sola sufficiente a giustificarne l’impossibilità di presenziare all’audizione personale richiesta

La mera allegazione, da parte del lavoratore, ancorché certificata, della condizione di malattia non può essere ragione di per sé sola sufficiente a giustificarne l'impossibilità di presenziare all'audizione personale richiesta, occorrendo che egli ne deduca la natura ostativa all'allontanamento fisico da casa (o dal luogo di cura), così che il suo differimento a una nuova data di audizione personale costituisca effettiva esigenza difensiva non altrimenti tutelabile"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 gennaio 2020, n. 708 – Licenziamento di un autista di autobus di linea per grave inadempimento del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 15 gennaio 2020, n. 708 Licenziamento - Autista di autobus di linea - Grave inadempimento del lavoratore - Sanzione espulsiva Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Bari, con sentenza n. 2790/2017 depositata il 24.11.2017, ha confermato la sentenza del Tribunale di Foggia che aveva considerato legittimo il licenziamento [...]

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