licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 gennaio 2020, n. 2315 – L’opzione del lavoratore per la costituzione di un rapporto con la società subentrante nell’appalto di servizi non implica, di per sé, rinuncia all’impugnazione dell’atto di recesso, dovendosi escludere che da ciò si possa desumere accettazione o acquiescenza al licenziamento

L'opzione del lavoratore per la costituzione di un rapporto con la società subentrante nell'appalto di servizi non implica, di per sé, rinuncia all'impugnazione dell'atto di recesso, dovendosi escludere che da ciò si possa desumere accettazione o acquiescenza al licenziamento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 gennaio 2020, n. 2238 – Licenziamento per giusta causa per violazione del regolamento aziendale per utilizzazione per la propria spesa di una carta fedeltà dimenticata da una cliente

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 30 gennaio 2020, n. 2238 Licenziamento per giusta causa - Indennità risarcitoria - Violazione del regolamento aziendale - Utilizzazione per la propria spesa di una carta fedeltà dimenticata da una cliente - Valutazione di gravità della condotta Fatti di causa Con sentenza in data 26 luglio 2018, la Corte d'appello [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 gennaio 2020, n. 2234 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per soppressione della posizione lavorativa e mutamento dell’assetto organizzativo per la più economica gestione dell’impresa

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 30 gennaio 2020, n. 2234 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Soppressione della posizione lavorativa - Mutamento dell'assetto organizzativo per la più economica gestione dell'impresa - Non necessario che vengano soppresse le mansioni già assegnate al dipendente licenziato - Possibile diversa ripartizione delle mansioni tra altri soggetti, lavoratori dipendenti o [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2020, n. 2015 – Licenziamento per cessazione appalto dei servizi di igiene ambientale

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 gennaio 2020, n. 2015 Appalto dei servizi di igiene ambientale - Licenziamento per cessazione appalto - Restrizione dell'ambito di controllo, in sede di legittimità, sulla motivazione di fatto - Circoscrizione al "minimo costituzionale" Fatti di causa 1. Con sentenza n. 226 del 6.4.2017 la Corte di appello di L'Aquila, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2020, n. 2014 – La scelta effettuata dal lavoratore per la costituzione di un nuovo rapporto con la società subentrante nell’appalto di servizi non implica, di per sé, rinuncia all’impugnazione dell’atto di recesso

La scelta effettuata dal lavoratore per la costituzione di un nuovo rapporto con la società subentrante nell'appalto di servizi non implica, di per sé, rinuncia all'impugnazione dell'atto di recesso, dovendosi escludere che si possa desumere la rinuncia del lavoratore ad impugnare il licenziamento o l'acquiescenza al medesimo dal reperimento di una nuova occupazione, temporanea o definitiva

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2020, n. 1889 – In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, incombono sul datore di lavoro gli oneri di allegazione e di prova dell’esistenza del giustificato motivo oggettivo, che include anche l’impossibilità del c.d. repêchage

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, incombono sul datore di lavoro gli oneri di allegazione e di prova dell'esistenza del giustificato motivo oggettivo, che include anche l'impossibilità del c.d. repêchage

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 gennaio 2020, n. 1891 – La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato rientra nell’art. 18, quarto comma solo nell’ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa

La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato rientra nell'art. 18, quarto comma solo nell'ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa

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