licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 febbraio 2020, n. 3339 – Nullità del licenziamento ritorsivo e rapporto plurisoggettivo c.d. di codatorialità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 12 febbraio 2020, n. 3339 Licenziamento ritorsivo - Rapporto plurisoggettivo c.d. di codatorialità - Atti processuali - Ambito riservato al giudice del merito Rilevato che La Corte d'appello di Ancona confermò la sentenza del giudice di primo grado che aveva dichiarato intervenuta la decadenza dell'opposizione ex art. 1 c. 51 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 febbraio 2020, n. 3475 – In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo «spetta al datore di lavoro l’allegazione e la prova dell’impossibilità di “repechage” del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale, senza che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo «spetta al datore di lavoro l'allegazione e la prova dell'impossibilità di "repechage" del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale, senza che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 febbraio 2020, n. 3277 – La nozione di insubordinazione non può essere limitata al rifiuto di adempimento delle disposizioni dei superiori, ma implica necessariamente anche qualsiasi altro comportamento atto a pregiudicare l’esecuzione ed il corretto svolgimento di dette disposizioni nel quadro della organizzazione aziendale

La nozione di insubordinazione non può essere limitata al rifiuto di adempimento delle disposizioni dei superiori, ma implica necessariamente anche qualsiasi altro comportamento atto a pregiudicare l'esecuzione ed il corretto svolgimento di dette disposizioni nel quadro della organizzazione aziendale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 febbraio 2020, n. 3076 – In caso di condotta extralavorativa costituente reato, accertato successivamente con sentenza passata in giudicato, rilevante sul rapporto di lavoro a prescindere da apposite previsioni in tal senso del contratto collettivo e commesso quando il rapporto di lavoro non era ancora in essere, la verifica sul carattere di illiceità non deve essere rapportata alla responsabilità disciplinare ma deve essere parametrata alla rilevanza giuridica che il comportamento del soggetto può rivestire

In caso di condotta extralavorativa costituente reato, accertato successivamente con sentenza passata in giudicato, rilevante sul rapporto di lavoro a prescindere da apposite previsioni in tal senso del contratto collettivo e commesso quando il rapporto di lavoro non era ancora in essere, la verifica sul carattere di illiceità non deve essere rapportata alla responsabilità disciplinare ma deve essere parametrata alla rilevanza giuridica che il comportamento del soggetto può rivestire

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 febbraio 2020, n. 2366 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed assegnata a mansioni inferiori nell’ambito “di un reparto di fatto già inattivo da tempo”

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 febbraio 2020, n. 2366 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Mansioni - Diritto a qualifica superiore accertato con sentenza -Assegnazione ad un reparto di fatto inattivo da tempo - Reintegrazione della lavoratrice Fatti di causa 1. Il Tribunale di Ascoli Piceno, in sede di opposizione nell'ambito di un procedimento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 febbraio 2020, n. 2515 – Licenziamento disciplinare per rifiuto volontario ed ingiustificato di sottoporsi alle direttive aziendali

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 febbraio 2020, n. 2515 Licenziamento disciplinare - Grave insubordinazione - Rifiuto volontario ed ingiustificato di sottoporsi alle direttive aziendali - CCNL Metalmeccanici Rilevato che la Corte di appello di Ancona, con sentenza nr. 452 del 2017, rigettava l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Ancona (nr. 413 del 2016) [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 gennaio 2020, n. 1890 – Non è vincolante la tipizzazione contenuta nella contrattazione collettiva ai fini dell’apprezzamento della giusta causa di recesso, rientrando il giudizio di gravità e proporzionalità della condotta nell’attività sussuntiva e valutativa del giudice, purché vengano valorizzati elementi concreti, di natura oggettiva e soggettiva, della fattispecie, coerenti con la scala valoriale del contratto collettivo, oltre che con i principi radicati nella coscienza sociale, idonei a ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario

Non è vincolante la tipizzazione contenuta nella contrattazione collettiva ai fini dell'apprezzamento della giusta causa di recesso, rientrando il giudizio di gravità e proporzionalità della condotta nell'attività sussuntiva e valutativa del giudice, purché vengano valorizzati elementi concreti, di natura oggettiva e soggettiva, della fattispecie, coerenti con la scala valoriale del contratto collettivo, oltre che con i principi radicati nella coscienza sociale, idonei a ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario

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