licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 febbraio 2020, n. 3628 – In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo ad un’unità produttiva o ad uno specifico settore dell’azienda, la platea dei lavoratori interessati può essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo ad un'unità produttiva o ad uno specifico settore dell'azienda, la platea dei lavoratori interessati può essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 febbraio 2020, n. 3078 – Licenziamento disciplinare per violazione del dovere di fedeltà del lavoratore subordinato – In tema di ricorso per cassazione, una questione di violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non può porsi per una erronea valutazione del materiale istruttorio compiuta dal giudice di merito

Licenziamento disciplinare per violazione del dovere di fedeltà del lavoratore subordinato - In tema di ricorso per cassazione, una questione di violazione e falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non può porsi per una erronea valutazione del materiale istruttorio compiuta dal giudice di merito

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 febbraio 2020, n. 3819 – Ai fini del licenziamento per giustificato motivo oggettivo l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, essendo sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino un effettivo mutamento dell’asseto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa

Ai fini del licenziamento per giustificato motivo oggettivo l'andamento economico negativo dell'azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, essendo sufficiente che le ragioni inerenti all'attività produttiva e all'organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino un effettivo mutamento dell'asseto organizzativo attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 febbraio 2020, n. 3339 – Nullità del licenziamento ritorsivo e rapporto plurisoggettivo c.d. di codatorialità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 12 febbraio 2020, n. 3339 Licenziamento ritorsivo - Rapporto plurisoggettivo c.d. di codatorialità - Atti processuali - Ambito riservato al giudice del merito Rilevato che La Corte d'appello di Ancona confermò la sentenza del giudice di primo grado che aveva dichiarato intervenuta la decadenza dell'opposizione ex art. 1 c. 51 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 febbraio 2020, n. 3475 – In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo «spetta al datore di lavoro l’allegazione e la prova dell’impossibilità di “repechage” del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale, senza che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo «spetta al datore di lavoro l'allegazione e la prova dell'impossibilità di "repechage" del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale, senza che sul lavoratore incomba un onere di allegazione dei posti assegnabili

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 febbraio 2020, n. 3277 – La nozione di insubordinazione non può essere limitata al rifiuto di adempimento delle disposizioni dei superiori, ma implica necessariamente anche qualsiasi altro comportamento atto a pregiudicare l’esecuzione ed il corretto svolgimento di dette disposizioni nel quadro della organizzazione aziendale

La nozione di insubordinazione non può essere limitata al rifiuto di adempimento delle disposizioni dei superiori, ma implica necessariamente anche qualsiasi altro comportamento atto a pregiudicare l'esecuzione ed il corretto svolgimento di dette disposizioni nel quadro della organizzazione aziendale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 febbraio 2020, n. 3076 – In caso di condotta extralavorativa costituente reato, accertato successivamente con sentenza passata in giudicato, rilevante sul rapporto di lavoro a prescindere da apposite previsioni in tal senso del contratto collettivo e commesso quando il rapporto di lavoro non era ancora in essere, la verifica sul carattere di illiceità non deve essere rapportata alla responsabilità disciplinare ma deve essere parametrata alla rilevanza giuridica che il comportamento del soggetto può rivestire

In caso di condotta extralavorativa costituente reato, accertato successivamente con sentenza passata in giudicato, rilevante sul rapporto di lavoro a prescindere da apposite previsioni in tal senso del contratto collettivo e commesso quando il rapporto di lavoro non era ancora in essere, la verifica sul carattere di illiceità non deve essere rapportata alla responsabilità disciplinare ma deve essere parametrata alla rilevanza giuridica che il comportamento del soggetto può rivestire

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 febbraio 2020, n. 2366 – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo ed assegnata a mansioni inferiori nell’ambito “di un reparto di fatto già inattivo da tempo”

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 febbraio 2020, n. 2366 Licenziamento per giustificato motivo oggettivo - Mansioni - Diritto a qualifica superiore accertato con sentenza -Assegnazione ad un reparto di fatto inattivo da tempo - Reintegrazione della lavoratrice Fatti di causa 1. Il Tribunale di Ascoli Piceno, in sede di opposizione nell'ambito di un procedimento [...]

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