LAVORO – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 21362 depositata il 23 giugno 2026 – Il mancato inoltro, nella specie dei modelli UNIEMENS, lungi dall’essere semplicemente una irregolarità formale, è, una irregolarità sostanziale proprio perché impedisce, con celerità ed efficacia, il controllo da parte dell’ente preposto della regolarità contributiva

Il mancato inoltro, nella specie dei modelli UNIEMENS, lungi dall’essere semplicemente una irregolarità formale, è, una irregolarità sostanziale proprio perché impedisce, con celerità ed efficacia, il controllo da parte dell’ente preposto della regolarità contributiva.

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 24615 depositata il 12 agosto 2026 – Le disposizioni che prevedono sgravi contributivi sono da considerarsi di stretta interpretazione e rientrano nelle competenze di attribuzione della Unione europea, in quanto peculiare forma di «aiuto di stato» ai sensi e per gli effetti dell’art.107 del Trattato sul funzionamento della Unione europea

Le disposizioni che prevedono sgravi contributivi sono da considerarsi di stretta interpretazione e rientrano nelle competenze di attribuzione della Unione europea, in quanto peculiare forma di «aiuto di stato» ai sensi e per gli effetti dell’art.107 del Trattato sul funzionamento della Unione europea

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24273 depositata il 30 luglio 2026 – La prescrizione dei contributi decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo pagamento e non già dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa

La prescrizione dei contributi decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo pagamento e non già dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 24617 depositata il 12 agosto 2026 – In tema di presunzioni, qualora il giudice di merito sussuma erroneamente sotto i tre caratteri individuatori della presunzione (gravità, precisione, concordanza) fatti concreti che non sono invece rispondenti a quei requisiti, il relativo ragionamento è censurabile in base all’art. 360, n. 3, c.p.c. (e non già alla stregua del n. 5 dello stesso art. 360), competendo alla Corte di cassazione controllare se la norma dell’art. 2729 c.c., oltre ad essere applicata esattamente a livello di declamazione astratta, lo sia stata anche sotto il profilo dell’applicazione concreta; nondimeno, per restare nell’ambito della violazione di legge, la critica deve concentrarsi sull’insussistenza dei requisiti della presunzione nel ragionamento condotto nella sentenza impugnata, mentre non può svolgere argomentazioni dirette ad infirmarne la plausibilità (criticando la ricostruzione del fatto ed evocando magari altri fatti che non risultino dalla motivazione), vizio valutabile, ove del caso, nei limiti di ammissibilità di cui all’art. 360 n. 5 c.p.c.

In tema di presunzioni, qualora il giudice di merito sussuma erroneamente sotto i tre caratteri individuatori della presunzione (gravità, precisione, concordanza) fatti concreti che non sono invece rispondenti a quei requisiti, il relativo ragionamento è censurabile in base all'art. 360, n. 3, c.p.c. (e non già alla stregua del n. 5 dello stesso art. 360), competendo alla Corte di cassazione controllare se la norma dell'art. 2729 c.c., oltre ad essere applicata esattamente a livello di declamazione astratta, lo sia stata anche sotto il profilo dell'applicazione concreta; nondimeno, per restare nell'ambito della violazione di legge, la critica deve concentrarsi sull'insussistenza dei requisiti della presunzione nel ragionamento condotto nella sentenza impugnata, mentre non può svolgere argomentazioni dirette ad infirmarne la plausibilità (criticando la ricostruzione del fatto ed evocando magari altri fatti che non risultino dalla motivazione), vizio valutabile, ove del caso, nei limiti di ammissibilità di cui all'art. 360 n. 5 c.p.c.

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 20610 depositata il 18 giugno 2026 – Nel giudizio di appello, costituisce prova nuova indispensabile quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata, smentendola o confermandola senza lasciare margini di dubbio oppure provando quel che era rimasto indimostrato o non sufficientemente provato, a prescindere dal rilievo che la parte interessata sia incorsa, per propria negligenza o per altra causa, nelle preclusioni istruttorie del primo grado

Nel giudizio di appello, costituisce prova nuova indispensabile quella di per sé idonea ad eliminare ogni possibile incertezza circa la ricostruzione fattuale accolta dalla pronuncia gravata, smentendola o confermandola senza lasciare margini di dubbio oppure provando quel che era rimasto indimostrato o non sufficientemente provato, a prescindere dal rilievo che la parte interessata sia incorsa, per propria negligenza o per altra causa, nelle preclusioni istruttorie del primo grado

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 23817 depositata il 22 luglio 2026 – In tema di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, l’art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 23/2015 — pur non escludendo in via generale la rilevanza delle previsioni collettive — non impedisce che la contrattazione collettiva individui specifiche inadempienze sanzionabili esclusivamente in via conservativa; in tali ipotesi, la previsione pattizia esclude in radice l’idoneità del fatto contestato a giustificare il recesso datoriale

In tema di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, l'art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 23/2015 — pur non escludendo in via generale la rilevanza delle previsioni collettive — non impedisce che la contrattazione collettiva individui specifiche inadempienze sanzionabili esclusivamente in via conservativa; in tali ipotesi, la previsione pattizia esclude in radice l'idoneità del fatto contestato a giustificare il recesso datoriale.

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