LAVORO – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32433 depositata il 12 dicembre 2025 – La lavoratrice ha diritto di continuare ad usufruire della corresponsione dell’indennità, essendo previsto, dall’art. 24 d.lgs. n. 151 del 2001 il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per la cessazione dell’attività dell’azienda che si verifichino durante i periodi di congedo per maternità previsti dall’art. 17 della legge n. 151 del 2001

La lavoratrice ha diritto di continuare ad usufruire della corresponsione dell’indennità, essendo previsto, dall’art. 24 d.lgs. n. 151 del 2001 il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per la cessazione dell’attività dell'azienda che si verifichino durante i periodi di congedo per maternità previsti dall’art. 17 della legge n. 151 del 2001

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32401 depositata il 12 dicembre 2025 – Il diritto ad una quota di utili dell’impresa familiare è autonomo rispetto al diritto al mantenimento del “partecipante all’impresa”, e il calcolo degli utili va effettuato al netto (e non al lordo) delle spese di mantenimento, ove le stesse gravavano sul reddito d’impresa

Il diritto ad una quota di utili dell'impresa familiare è autonomo rispetto al diritto al mantenimento del "partecipante all'impresa", e il calcolo degli utili va effettuato al netto (e non al lordo) delle spese di mantenimento, ove le stesse gravavano sul reddito d'impresa

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 1269 depositata il 20 gennaio 2026 – L’art.7 l. n.544/88 va interpretato nel senso che, a parità di requisito contributivo e anagrafico, il trattamento pensionistico AGO non può essere inferiore a quello della Cassa, laddove il pensionamento a 63 anni integra un requisito anagrafico insufficiente nel sistema dell’AGO ai fini del pensionamento di vecchiaia

L’art.7 l. n.544/88 va interpretato nel senso che, a parità di requisito contributivo e anagrafico, il trattamento pensionistico AGO non può essere inferiore a quello della Cassa, laddove il pensionamento a 63 anni integra un requisito anagrafico insufficiente nel sistema dell’AGO ai fini del pensionamento di vecchiaia

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32662 depositata il 15 dicembre 2025 – In tema di minimale contributivo, non sono giustificate riduzioni contributive per effetto di sospensioni, anche concordate della prestazione, che non trovino giustificazione nella legge o nel contratto collettivo

In tema di minimale contributivo, non sono giustificate riduzioni contributive per effetto di sospensioni, anche concordate della prestazione, che non trovino giustificazione nella legge o nel contratto collettivo

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32935 depositata il 17 dicembre 2025 – Ai sensi del combinato disposto degli artt. 115, comma 1, e 167, comma 1, c.p.c., l’onere di contestazione specifica dei fatti posti dall’attore a fondamento della domanda opera unicamente per il convenuto costituito e nell’ambito del solo giudizio di primo grado, nel quale soltanto si definiscono irretrattabilmente “thema decidendum” e “thema probandum”, sicché non rileva a tal fine la condotta processuale tenuta dalle parti in appello

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 115, comma 1, e 167, comma 1, c.p.c., l'onere di contestazione specifica dei fatti posti dall'attore a fondamento della domanda opera unicamente per il convenuto costituito e nell'ambito del solo giudizio di primo grado, nel quale soltanto si definiscono irretrattabilmente "thema decidendum" e "thema probandum", sicché non rileva a tal fine la condotta processuale tenuta dalle parti in appello

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32922 depositata il 17 dicembre 2025 – In tema di interpretazione del contratto collettivo, il senso letterale delle espressioni e la ratio del precetto contrattuale che costituiscono i canoni fondamentali sui quali si deve basare il procedimento ermeneutico, non sono ordinati secondo un criterio di priorità, ma devono essere ugualmente apprezzati dal giudice nella ricostruzione del significato dell’atto negoziale

In tema di interpretazione del contratto collettivo, il senso letterale delle espressioni e la ratio del precetto contrattuale che costituiscono i canoni fondamentali sui quali si deve basare il procedimento ermeneutico, non sono ordinati secondo un criterio di priorità, ma devono essere ugualmente apprezzati dal giudice nella ricostruzione del significato dell’atto negoziale

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32666 depositata il 15 dicembre 2025 – Il principio di autosufficienza, riferito alla specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi su cui il ricorso si fonda, ai sensi dell’articolo 366, n. 6, c.p.c., pure interpretato alla luce dei principi contenuti nella sentenza della Corte EDU, sez. I, 28 ottobre 2021, r.g. n. 55064/11, senza eccessivi formalismi, non può dirsi rispettato ove il motivo di ricorso non riassuma il contenuto dei documenti in modo sufficientemente determinato, così da rendere pienamente comprensibili le critiche e possibile la relativa decisione

Il principio di autosufficienza, riferito alla specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi su cui il ricorso si fonda, ai sensi dell'articolo 366, n. 6, c.p.c., pure interpretato alla luce dei principi contenuti nella sentenza della Corte EDU, sez. I, 28 ottobre 2021, r.g. n. 55064/11, senza eccessivi formalismi, non può dirsi rispettato ove il motivo di ricorso non riassuma il contenuto dei documenti in modo sufficientemente determinato, così da rendere pienamente comprensibili le critiche e possibile la relativa decisione

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