LAVORO – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 22882 depositata l’ 8 luglio 2026, n. 22882 – In materia di pubblico impiego contrattualizzato, in caso di mancata o ritardata assunzione addebitabile alla P.A., il lavoratore che agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni è tenuto ad allegare unicamente il pregiudizio consistente nella tardiva od omessa attribuzione del posto e, quindi, nella perdita delle retribuzioni che avrebbe potuto conseguire, senza che occorra l’allegazione esplicita della condizione di inoccupazione o di occupazione con reddito inferiore

In materia di pubblico impiego contrattualizzato, in caso di mancata o ritardata assunzione addebitabile alla P.A., il lavoratore che agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni è tenuto ad allegare unicamente il pregiudizio consistente nella tardiva od omessa attribuzione del posto e, quindi, nella perdita delle retribuzioni che avrebbe potuto conseguire, senza che occorra l'allegazione esplicita della condizione di inoccupazione o di occupazione con reddito inferiore

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 22833 depositata il 7 luglio 2026 – Con riferimento alla clausola sociale prevista dall’art. 37 del CCNL per i dipendenti delle cooperative sociali, che, in caso di subentro di una nuova impresa nell’appalto, l’obbligo di assunzione del personale già dipendente dell’impresa cessata opera quando restino invariate le prestazioni richieste e risultanti dal capitolato d’appalto, trattandosi di previsione contrattuale avente portata precettiva e diretta a salvaguardare la continuità occupazionale e le condizioni di lavoro acquisite dal personale

Con riferimento alla clausola sociale prevista dall’art. 37 del CCNL per i dipendenti delle cooperative sociali, che, in caso di subentro di una nuova impresa nell’appalto, l’obbligo di assunzione del personale già dipendente dell’impresa cessata opera quando restino invariate le prestazioni richieste e risultanti dal capitolato d’appalto, trattandosi di previsione contrattuale avente portata precettiva e diretta a salvaguardare la continuità occupazionale e le condizioni di lavoro acquisite dal personale

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 20476 depositata il 17 giugno 2026 – L’interpretazione secondo buona fede (art. 1366 c.c.) impone, inoltre, di valorizzare l’affidamento che il lavoratore poteva ragionevolmente riporre nel significato delle pattuizioni: il dirigente, accettando la risoluzione consensuale, poteva confidare nel mantenimento dell’assistenza sanitaria nelle stesse forme godute in costanza di rapporto, ossia mediante iscrizione alla Cassa, forma che non comportava oneri fiscali né contributivi

L’interpretazione secondo buona fede (art. 1366 c.c.) impone, inoltre, di valorizzare l’affidamento che il lavoratore poteva ragionevolmente riporre nel significato delle pattuizioni: il dirigente, accettando la risoluzione consensuale, poteva confidare nel mantenimento dell’assistenza sanitaria nelle stesse forme godute in costanza di rapporto, ossia mediante iscrizione alla Cassa, forma che non comportava oneri fiscali né contributivi

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 22621 depositata il 2 luglio 2026 – La previsione a opera della contrattazione collettiva di sanzioni solo conservative implica la preclusione della sanzione espulsiva, evidenziando la contrarietà all’art. 39 Cost. di una legge che si sovrapponesse alla valutazione circa la sproporzione del licenziamento come effettuata dalle parti sociali

La previsione a opera della contrattazione collettiva di sanzioni solo conservative implica la preclusione della sanzione espulsiva, evidenziando la contrarietà all'art. 39 Cost. di una legge che si sovrapponesse alla valutazione circa la sproporzione del licenziamento come effettuata dalle parti sociali.

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 22458 depositata il 30 giugno 2026 – A fronte dell’allegazione da parte del lavoratore di un demansionamento o di una dequalificazione riconducibile ad un inesatto adempimento dell’obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell’art. 2103 c.c., è su quest’ultimo che incombe l’onere di provare l’esatto adempimento del suo obbligo

A fronte dell’allegazione da parte del lavoratore di un demansionamento o di una dequalificazione riconducibile ad un inesatto adempimento dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 2103 c.c., è su quest'ultimo che incombe l'onere di provare l'esatto adempimento del suo obbligo

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 22485 depositata il 30 giugno 2026 – La prescrizione del credito contributivo, della gestione separata, decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo pagamento e non già dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa

La prescrizione del credito contributivo, della gestione separata, decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo pagamento e non già dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 22651 depositata il 3 luglio 2026 – Il licenziamento intervenuto dopo il passaggio ex lege del rapporto di lavoro, garantito dall’effetto legale ex art. 2112 c.c. in caso di cessione di azienda (o retrocessione), è tam quam non esset e non deve essere impugnato in alcun termine di decadenza, perché non si discute nemmeno di licenziamenti e della relativa disciplina. La domanda svolta dal lavoratore in tali casi è intesa soltanto a far valere l’effettività del passaggio

Il licenziamento intervenuto dopo il passaggio ex lege del rapporto di lavoro, garantito dall’effetto legale ex art. 2112 c.c. in caso di cessione di azienda (o retrocessione), è tam quam non esset e non deve essere impugnato in alcun termine di decadenza, perché non si discute nemmeno di licenziamenti e della relativa disciplina. La domanda svolta dal lavoratore in tali casi è intesa soltanto a far valere l’effettività del passaggio

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