licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 ottobre 2019, n. 28098 – La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato rientra poi nel IV comma dell’art. 18 solo nell’ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa

La valutazione di non proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato ed accertato rientra poi nel IV comma dell'art. 18 solo nell'ipotesi in cui lo scollamento tra la gravità della condotta realizzata e la sanzione adottata risulti dalle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, che ad essa facciano corrispondere una sanzione conservativa

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 novembre 2019, n. 28293 – Avvio di una procedura di mobilità per perdita dell’appalto ed esclusione del recesso datoriale collegato alla domanda di congedo parentale

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 04 novembre 2019, n. 28293 Licenziamento - Avvio di una procedura di mobilità - Perdita dell’appalto - Esclusione del recesso datoriale collegato alla domanda di congedo parentale Fatti di causa 1. La Corte di appello di Napoli, pronunziando in sede di reclamo, ha confermato il rigetto della domanda di P.A. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 ottobre 2019, n. 27501 – In tema di licenziamenti collettivi, quando la comunicazione ex art. 4, comma 9, legge n. 223 del 1991, carente sotto il profilo formale delle indicazioni relative alle modalità di applicazione dei criteri di scelta, si sia risolta nell’accertata illegittima applicazione di tali criteri vi è annullamento del licenziamento, con condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un’indennità risarcitoria in misura non superiore alle dodici mensilità ai sensi dell’ art. 18, comma 4, st.lav. come risultante dall’art. 1, comma 42, della I. n. 92 del 2012

In tema di licenziamenti collettivi, quando la comunicazione ex art. 4, comma 9, legge n. 223 del 1991, carente sotto il profilo formale delle indicazioni relative alle modalità di applicazione dei criteri di scelta, si sia risolta nell'accertata illegittima applicazione di tali criteri vi è annullamento del licenziamento, con condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria in misura non superiore alle dodici mensilità ai sensi dell' art. 18, comma 4, st.lav. come risultante dall'art. 1, comma 42, della I. n. 92 del 2012

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2019, n. 26956 – Il comportamento del prestatore di lavoro subordinato che, in relazione al permesso ex art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, si avvalga dello stesso non per l’assistenza al familiare, bensì per attendere ad altra attività, integra l’ipotesi di abuso del diritto è tale condotta si palesa, nei confronti del datore di lavoro, come lesiva della buona fede

Il comportamento del prestatore di lavoro subordinato che, in relazione al permesso ex art. 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, si avvalga dello stesso non per l'assistenza al familiare, bensì per attendere ad altra attività, integra l'ipotesi di abuso del diritto è tale condotta si palesa, nei confronti del datore di lavoro, come lesiva della buona fede

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 ottobre 2019, n. 27337 – Il ricorso per cassazione avverso la sentenza pronunciata in sede di rinvio, diretto a denunciare la mancata osservanza del principio di diritto fissato con la pronuncia di annullamento, od il mancato assolvimento dei compiti con essa affidati, implica il potere-dovere della suprema Corte di interpretare direttamente il contenuto e la portata della propria precedente statuizione

Il ricorso per cassazione avverso la sentenza pronunciata in sede di rinvio, diretto a denunciare la mancata osservanza del principio di diritto fissato con la pronuncia di annullamento, od il mancato assolvimento dei compiti con essa affidati, implica il potere-dovere della suprema Corte di interpretare direttamente il contenuto e la portata della propria precedente statuizione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25573 – In tema di licenziamento disciplinare, qualora il grave nocumento morale e materiale è parte integrante della fattispecie prevista dalle parti sociali come giusta causa di recesso, occorre accertarne la relativa sussistenza, quale elemento costitutivo che osta alla prosecuzione del rapporto di lavoro, restando preclusa, in caso contrario, la sussunzione del caso concreto nell’astratta previsione della contrattazione collettiva

In tema di licenziamento disciplinare, qualora il grave nocumento morale e materiale è parte integrante della fattispecie prevista dalle parti sociali come giusta causa di recesso, occorre accertarne la relativa sussistenza, quale elemento costitutivo che osta alla prosecuzione del rapporto di lavoro, restando preclusa, in caso contrario, la sussunzione del caso concreto nell'astratta previsione della contrattazione collettiva

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