PENSIONI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 dicembre 2018, n. 31875 – Illegittimità del prelievo a titolo di contributo straordinario di solidarietà operato dalla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti sul trattamento pensionistico

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 10 dicembre 2018, n. 31875 Trattamento pensionistico - Dottori commercialisti - Prelievo a titolo di contributo straordinario di solidarietà - Illegittimità - Accertamento Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Napoli, con sentenza n. 7464/2014, ha confermato la sentenza del Tribunale con cui il primo giudice aveva dichiarato l'illegittimità [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 dicembre 2018, n. 31751 – Rivalutazione contributiva per esposizione all’amianto ai fini della pensione degli iscritti alla gestione coltivatori diretti

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 07 dicembre 2018, n. 31751 Pensioni - Gestione coltivatori diretti - Rivalutazione contributiva per esposizione all'amianto - Cumulo dei contributi accreditati Fatti di causa La Corte d'Appello di Venezia con la sentenza numero 516/2013 ha rigettato l'appello proposto da V.S. avverso la sentenza che aveva respinto la sua domanda di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 dicembre 2018, n. 31880 – Possesso dei requisiti reddituali nei casi di trasformazione in assegno sociale della pensione di invalidità al superamento del 65° anno di età

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 dicembre 2018, n. 31880 Pensione di invalidità - Trasformazione in assegno sociale - Superamento del 65° anno di età - Possesso dei requisiti reddituali Considerato in fatto 1. La Corte d'appello di Roma, in riforma della sentenza del Tribunale, ha condannato l'Inps al riconoscimento, sulla pensione goduta da V.G., [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31097 – Le prestazioni pensionistiche erogate dagli enti previdenziali privatizzati ai sensi del d.lgs. 30.06.94 n. 509 ed in relazione alle anzianità già maturate rispetto all’introduzione delle modifiche imposte dalla legge di riforma, per i trattamenti pensionistici maturati prima del 1° gennaio 2007 trova applicazione l’art. 3, co. 12, della 1. n. 335 del 1995 nella formulazione originaria, che prevedeva l’applicazione rigorosa del principio del pro rata

per i trattamenti pensionistici maturati dal 1° gennaio 2007 in poi trova applicazione l'art. 3, co. 12, della l. 8.08.95 n. 335 nella formulazione introdotta dall'art. 1, co. 763, della 1. 27.12.06 n. 296, che prevede che gli enti previdenziali suddetti emettano delibere che mirano alla salvaguardia dell’equilibrio finanziario di lungo termine, "avendo presente" — e non più rispettando in modo assoluto — il principio del prò rata, tenendo conto dei criteri di gradualità e di equità fra generazioni. Con riferimento agli stessi trattamenti pensionistici maturati dopo dal 10 gennaio 2007, sono fatti salvi gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale già adottati dagli enti medesimi ed approvati dai Ministeri vigilanti prima della data di entrata in vigore della legge n. 296 del 2006, ai sensi dell'ultimo periodo del detto art. 1, co. 763, della legge n. 296 del 2006, come interpretato dall'art. 1, co. 488, della 1. 27.12.13 n. 147, il quale ha contenuto chiarificatore del dettato legislativo e non viola i canoni legittimanti l'intervento interpretativo del legislatore desumibili dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo

INPS – Messaggio 28 novembre 2018, n. 4463 – Semplificazione delle modalità di accesso all’indennità di accompagnamento per soggetti ultrasessantacinquenni

INPS - Messaggio 28 novembre 2018, n. 4463 Semplificazione delle modalità di accesso all’indennità di accompagnamento per soggetti ultrasessantacinquenni. Legge 11 febbraio 1980, n. 18, e articolo 1, comma 3, della legge 21 novembre 1988, n. 508. Modalità unica di trasmissione delle domande Con il presente messaggio si comunica che a partire dal 1° gennaio [...]

MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 16 novembre 2018 – Valore della variazione percentuale, salvo conguaglio, per il calcolo dell’aumento di perequazione delle pensioni spettante per l’anno 2018 con decorrenza dal 1° gennaio 2019, nonché il valore definitivo della variazione percentuale da considerarsi per l’anno 2017 con decorrenza dal 1° gennaio 2018

MINISTERO FINANZE - Decreto ministeriale 16 novembre 2018 Valore della variazione percentuale, salvo conguaglio, per il calcolo dell'aumento di perequazione delle pensioni spettante per l'anno 2018 con decorrenza dal 1° gennaio 2019, nonché il valore definitivo della variazione percentuale da considerarsi per l'anno 2017 con decorrenza dal 1° gennaio 2018 Art. 1 La percentuale di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 novembre 2018, n. 30440 – L’interesse ad agire richiede, invero, non solo l’accertamento di una situazione giuridica ma anche che la parte prospetti l’esigenza di ottenere un risultato utile giuridicamente apprezzabile e non conseguibile senza l’intervento del giudice

l'interesse ad agire richiede, invero, non solo l'accertamento di una situazione giuridica ma anche che la parte prospetti l'esigenza di ottenere un risultato utile giuridicamente apprezzabile e non conseguibile senza l'intervento del giudice

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 novembre 2018, n. 30438 – L’esistenza di una malattia professionale non indennizzabile non esclude, ovviamente, né la natura professionale della malattia; né che essa venga “documentata” proprio dall’Inail

il soggetto passivo vada comunque individuato nell'INPS tenuto per legge ad accreditare la maggiorazione contributiva; e che pertanto, come per i benefici previsti nel comma 8 dell'art. 13, non sia possibile alcun frazionamento tra una domanda di accertamento dei presupposti da tenersi nei confronti dell'INAIL e una di condanna all'accredito della contribuzione da effettuarsi nei confronti dell'INPS, dovendo invece la complessa fattispecie essere azionata in un unico contesto processuale qualificato dalla persistente presenza ed attualità dell'interesse ad agire in vista, appunto, dello ottenimento della stessa tutela della posizione soggettiva finale;

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