PENSIONI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 novembre 2018, n. 30138 – Domanda per il riconoscimento della pensione di invalidità -Spetti all’iscritto alla Cassa previdenziale quando la sua capacità all’esercizio della professione sia ridotto in modo continuativo a meno di un terzo, per difetto fisico o mentale sopravvenuto dopo l’iscrizione o preesistente ma aggravatosi successivamente all’iscrizione

Domanda per il riconoscimento della pensione di invalidità -Spetti all'iscritto alla Cassa previdenziale quando la sua capacità all'esercizio della professione sia ridotto in modo continuativo a meno di un terzo, per difetto fisico o mentale sopravvenuto dopo l'iscrizione o preesistente ma aggravatosi successivamente all'iscrizione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 novembre 2018, n. 29919 – I soggetti affetti da patologie irreversibili che abbiano ottenuto il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento sono esonerati dall’obbligo di presentarsi alla visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione

i soggetti affetti da patologie irreversibili che abbiano ottenuto il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento sono esonerati dall'obbligo di presentarsi alla visita medica finalizzata all'accertamento della permanenza della minorazione, e che alcun onere di produzione documentale incombe sugli stessi, atteso che l'art. 1, comma sesto, succitato, fà espresso riferimento all'esame della "documentazione in atti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 novembre 2018, n. 29781 – Nei casi di licenziamenti ritenuti illegittimi, reintegra, il lavoratore che, nelle more del giudizio, abbia ottenuto la pensione l’INPS può procedere integralmente al recupero dei ratei di pensione di anzianità erogati

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 19 novembre 2018, n. 29781 Licenziamento - Impugnazione - Reintegra nel posto di lavoro - Revoca della pensione di anzianità Fatti di causa 1) Con ricorso al Tribunale di Ancona, N. Di F. espose: di aver lavorato alle dipendenze della s.p.a. SEA (Società Editoriale C. A.) sino al licenziamento avvenuto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 novembre 2018, n. 29191 – Pensione di vecchiaia anticipata anche ai soggetti “invalidi in misura non inferiore all’80%”

Dal punto di vista letterale quindi, ed in base alla medesima ampia proposizione dettata dalla legge, nel perimetro normativo possono certamente rientrare i soggetti che, essendo "invalidi in misura non inferiore all'80%", hanno diritto alla pensione di vecchiaia anticipata secondo la disciplina dettata dall’art. 1 del d.lgs. 502/1993 in relazione allo stesso settore privato. Quest'ultima normativa, com'è noto, al comma 1 ha subordinato il diritto alla pensione di vecchiaia "...al compimento della età indicata, per ciascun periodo, nella tabella A allegata", secondo la quale l'età pensionabile è stata portata a 65 anni per l'uomo e 60 anni per la donna. Il medesimo art. 1, al comma 8 ha poi espressamente escluso gli invalidi in misura non inferiore all'80% dall'ambito di applicazione dei più elevati limiti di età, con la conseguenza che per essi l'accesso al trattamento di vecchiaia è consentito all'età di 55 anni per le donne e di 60 anni per gli uomini.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 novembre 2018, n. 28760 – La pensione indiretta è una prestazione simile ma non identica alla pensione di reversibilità, dalla quale si distingue per il solo fatto che il soggetto deceduto non era ancora titolare di pensione, ma risultava un semplice lavoratore

La pensione indiretta è una prestazione simile ma non identica alla pensione di reversibilità, dalla quale si distingue per il solo fatto che il soggetto deceduto non era ancora titolare di pensione, ma risultava un semplice lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 novembre 2018, n. 28773 – Legittimo il regolamento della Cassa previdenziale che introduce il cd. coefficiente di neutralizzazione, risultando tale coefficiente introdotto con modalità non irragionevoli nell’ambito della modifica del sistema di accesso alla predetta pensione, reso contestualmente compatibile con la prosecuzione, nonostante il pensionamento, della medesima professione

la previsione, di cui alle delibere della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e Periti Commerciali del 7 giugno 2003 e 20 dicembre 2003 e del Regolamento in vigore dal 1 gennaio 2004, di un coefficiente di abbattimento (c.d. coefficiente di neutralizzazione), progressivamente calante in ragione del crescere dell'età, per la quota retributiva delle pensioni di anzianità erogate dalla medesima Cassa di Previdenza, non è soggetta al principio del pro rata quale sancito dall'art. 3, co. 12, L. 335/1995 (nel testo vigente anteriormente alle modifiche apportate dall'art. 1, comma 763, della l. n. 296 del 2006) ed è legittima, risultando tale coefficiente introdotto con modalità non irragionevoli nell'ambito della modifica del sistema di accesso alla predetta pensione, reso contestualmente compatibile con la prosecuzione, nonostante il pensionamento, della medesima professione

Torna in cima