Archivi annuali: 2019

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 42534 depositata il 16 ottobre 2019 – L’integrazione del reato di cui all’art. 10 ter cit., omesso versamento IVA, non è esclusa laddove l’omesso versamento dell’Iva dipenda dal mancato incasso della stessa per altrui inadempimento, salvo non siano provati i motivi che hanno determinato l’emissione della fattura antecedentemente alla ricezione del corrispettivo

L'integrazione del reato di cui all'art. 10 ter cit., omesso versamento IVA, non è esclusa laddove l'omesso versamento dell'Iva dipenda dal mancato incasso della stessa per altrui inadempimento, salvo non siano provati i motivi che hanno determinato l'emissione della fattura antecedentemente alla ricezione del corrispettivo

Corte di Cassazione sentenza n. 26143 depositata il 16 ottobre 2019 – Quando l’amministrazione finanziaria non fornisce una corretta interpretazione del dato normativo, non è possibile escludere il diritto alla riscossione dell’imposta, spettando al contribuente, in ragione del legittimo affidamento specificamente tutelato dall’articolo 10, comma 2, della legge 212 del 2000, unicamente l’esenzione dalle sanzioni e dagli interessi.

Quando l’amministrazione finanziaria non fornisce una corretta interpretazione del dato normativo, non è possibile escludere il diritto alla riscossione dell’imposta, spettando al contribuente, in ragione del legittimo affidamento specificamente tutelato dall’articolo 10, comma 2, della legge 212 del 2000, unicamente l’esenzione dalle sanzioni e dagli interessi.

Corte di Cassazione sentenza n. 26369 depositata il 17 ottobre 2019 – Qualora a seguito di verifica da parte della Amministrazione finanziaria risultino integrate le condizioni di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, poiché il contribuente non è in grado di esibire le scritture contabili relative all’anno oggetto di controllo, l’Ufficio è legittimato a procedere ad accertamento induttivo ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2

Qualora a seguito di verifica da parte della Amministrazione finanziaria risultino integrate le condizioni di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, poiché il contribuente non è in grado di esibire le scritture contabili relative all'anno oggetto di controllo, l'Ufficio è legittimato a procedere ad accertamento induttivo ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 42946 depositata il 18 ottobre 2019 – Quando il sequestro cd. diretto del profitto del reato tributario non è possibile nei confronti della società, non è di conseguenza consentito nei confronti dell’ente collettivo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, salvo che la persona giuridica costituisca uno schermo fittizio

Quando il sequestro cd. diretto del profitto del reato tributario non è possibile nei confronti della società, non è di conseguenza consentito nei confronti dell'ente collettivo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, salvo che la persona giuridica costituisca uno schermo fittizio

Corte di Cassazione sentenza n. 26923 depositata il 22 ottobre 2019 – In tema di accertamento induttivo del reddito di impresa, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), il convincimento del giudice in ordine alla sussistenza di maggiori ricavi non dichiarati da un’impresa commerciale può fondarsi anche su una sola presunzione semplice, purché grave e precisa e prescindendo dall’entita della evasione

In tema di accertamento induttivo del reddito di impresa, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), il convincimento del giudice in ordine alla sussistenza di maggiori ricavi non dichiarati da un'impresa commerciale può fondarsi anche su una sola presunzione semplice, purché grave e precisa e prescindendo dall'entita della evasione

Corte di Cassazione sentenza n. 26926 depositata il 22 ottobre 2019 – In tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, il D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, ratione temporis applicabile, opera anche per il caso di superamento del limite massimo dei crediti d’imposta compensabili, equivalendo esso al mancato versamento di parte del tributo

In tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, il D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13, ratione temporis applicabile, opera anche per il caso di superamento del limite massimo dei crediti d'imposta compensabili, equivalendo esso al mancato versamento di parte del tributo

Corte di Cassazione sentenza n. 27278 depositata il 24 ottobre 2019 – Il trasferimento del credito IVA dal cedente al cessionario si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza, prima di allora il contratto, pur essendo perfetto, esplica efficacia meramente obbligatoria

Il trasferimento del credito IVA dal cedente al cessionario si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza, prima di allora il contratto, pur essendo perfetto, esplica efficacia meramente obbligatoria

Torna in cima