Archivi annuali: 2019

L’esonero dal visto di conformità non è trasferibile al socio – Risposta 11 ottobre 2019, n. 411 dell’Agenzia delle Entrate

L'Agenzia dell Entrate con la risposta all'istanza di interpello n. 411 del 11 ottobre 2019 ha precisato che il regime premiale dell'esonero del visto di conformità, previsto dalla disciplina normativa sugli ISA, non è trasferibile ai soci. Nell'istanza di interpello il contribuente, socie di una di una società artigiana, che in considerazione del punteggio ISA [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 22 novembre 2018, n. C-295/17- Va assoggettato ad IVA l’importo predeterminato percepito da un operatore economico in caso di risoluzione anticipata da parte del suo cliente, o per un motivo imputabile a quest’ultimo, di un contratto di prestazione di servizi che prevede un periodo minimo di vincolo deve essere considerato come la remunerazione di una prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso

Va assoggettato ad IVA l’importo predeterminato percepito da un operatore economico in caso di risoluzione anticipata da parte del suo cliente, o per un motivo imputabile a quest’ultimo, di un contratto di prestazione di servizi che prevede un periodo minimo di vincolo deve essere considerato come la remunerazione di una prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 7 febbraio 2019, n. C-49/18 – La parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che, fatte salve le verifiche che spetta al giudice del rinvio effettuare, essi non ostano a una normativa nazionale che, nell’ambito di misure generali di riduzione salariale associate ad esigenze di eliminazione di un disavanzo eccessivo di bilancio, abbia fissato percentuali di riduzione salariale differenti per le retribuzioni di base e le retribuzioni integrative dei membri della magistratura giudicante

La parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che, fatte salve le verifiche che spetta al giudice del rinvio effettuare, essi non ostano a una normativa nazionale che, nell’ambito di misure generali di riduzione salariale associate ad esigenze di eliminazione di un disavanzo eccessivo di bilancio, abbia fissato percentuali di riduzione salariale differenti per le retribuzioni di base e le retribuzioni integrative dei membri della magistratura giudicante

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 8 maggio 2019, n. C-134/18 – Gli articoli 44 e 48 delTFUE ostano ad una situazione come quella di cui al procedimento principale, in cui al lavoratore il quale, dopo un periodo di un anno di inabilità al lavoro, è stato riconosciuto invalido dall’istituzione competente dello Stato membro di residenza senza però beneficiare di un’indennità di invalidità in base alla normativa di tale Stato membro

Gli articoli 44 e 48 delTFUE ostano ad una situazione come quella di cui al procedimento principale, in cui al lavoratore il quale, dopo un periodo di un anno di inabilità al lavoro, è stato riconosciuto invalido dall’istituzione competente dello Stato membro di residenza senza però beneficiare di un’indennità di invalidità in base alla normativa di tale Stato membro

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 8 maggio 2019, n. C-712/17 – I principi di proporzionalità e di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una norma di diritto nazionale in forza della quale la detrazione illegale dell’IVA è punita con una sanzione pari all’importo della detrazione effettuata, fermo restando l’impossibilità della detrazione IVA per operazioni fittizie

I principi di proporzionalità e di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una norma di diritto nazionale in forza della quale la detrazione illegale dell’IVA è punita con una sanzione pari all’importo della detrazione effettuata, fermo restando l'impossibilità della detrazione IVA per operazioni fittizie

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 8 maggio 2019, n. C-486/18 – Quando un lavoratore assunto a tempo indeterminato e in regime di tempo pieno è licenziato nel momento in cui beneficia di un congedo parentale a tempo parziale, detto lavoratore riceva una indennità di licenziamento e una indennità per congedo di riqualificazione determinate, quantomeno in parte, sulla base della retribuzione ridotta che questi percepisce al momento del licenziamento

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 8 maggio 2019, n. C-486/18 Lavoro - Rapporto di lavoro - Accordo quadro sul congedo parentale - Lavoratore assunto a tempo indeterminato e in regime di tempo pieno in situazione di congedo parentale a tempo parziale - Licenziamento Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 157 [...]

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