Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 luglio 2020, n. 14072 – In tema di recuperi di aiuti di Stato, pur in presenza nell’ordinamento italiano di norme istitutive di esenzioni analoghe a quelle ritenute contrastanti con il diritto comunitario e nella conseguente difficoltà di comprendere quali in concreto possano costituire aiuti di Stato illegittimi, le imprese che ne siano beneficiarie non possono fare affidamento sulla loro fruizione ove gli stessi siano stati concessi senza previa notifica della Commissione, rientrando nella diligenza dell’operatore economico accertare che la procedura prevista per il controllo di regolarità degli aiuti da parte della Commissione sia stata rispettata

In tema di recuperi di aiuti di Stato, pur in presenza nell'ordinamento italiano di norme istitutive di esenzioni analoghe a quelle ritenute contrastanti con il diritto comunitario e nella conseguente difficoltà di comprendere quali in concreto possano costituire aiuti di Stato illegittimi, le imprese che ne siano beneficiarie non possono fare affidamento sulla loro fruizione ove gli stessi siano stati concessi senza previa notifica della Commissione, rientrando nella diligenza dell'operatore economico accertare che la procedura prevista per il controllo di regolarità degli aiuti da parte della Commissione sia stata rispettata

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 luglio 2020, n. 14020 – Presupposto per l’accesso al Fondo di garanzia l. n. 297 del 1982 in favore dei lavoratori per il pagamento del TFR è l’insufficienza in tutto o in parte delle garanzie patrimoniali del debitore assoggettato ad esecuzione forzata, purché il lavoratore abbia esperito infruttuosamente una procedura di esecuzione forzata, salvo che risulti l’esistenza di altri beni aggredibili con l’azione esecutiva

Presupposto per l’accesso al Fondo di garanzia l. n. 297 del 1982 in favore dei lavoratori per il pagamento del TFR è l'insufficienza in tutto o in parte delle garanzie patrimoniali del debitore assoggettato ad esecuzione forzata, purché il lavoratore abbia esperito infruttuosamente una procedura di esecuzione forzata, salvo che risulti l'esistenza di altri beni aggredibili con l'azione esecutiva. La stessa se considerata quale espressione dell'ordinaria diligenza, dopo un’esecuzione infruttuosa già effettuata, occorra che risultino, in base agli atti, beni agevolmente aggredibili ovvero sotto il profilo soggettivo che esistano altri condebitori solidalmente ed illimitatamente responsabili

MINISTERO INTERNO – Circolare 04 luglio 2020, n. 8827 – Affollamento in locale di pubblico spettacolo – quesito

MINISTERO INTERNO - Circolare 04 luglio 2020, n. 8827 Affollamento in locale di pubblico spettacolo - quesito In riscontro al quesito pervenuto con la nota a margine indicata, si evidenzia, preliminarmente, che la capienza del locale di pubblico spettacolo viene comunque stabilita dalla competente Commissione di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, di cui all’art. [...]

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – Comunicato 08 luglio 2020 – Digitale: al via l’Atlante i4.0 per le imprese

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - Comunicato 08 luglio 2020 Digitale: al via l’Atlante i4.0 per le imprese Il primo portale nazionale con la mappa delle 600 strutture per l’innovazione e la digitalizzazione Sono quasi 600 le strutture italiane che offrono servizi e tecnologie per l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese. La mappa di questi soggetti [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 luglio 2020, n. 14043 – In tema di ICI, delle agevolazioni fiscali di cui agli artt. 2, comma 1, lett. b) e 9, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992 può beneficiare, quale coltivatore diretto, il proprietario di un terreno avente qualità agricola

In tema di ICI, delle agevolazioni fiscali di cui agli artt. 2, comma 1, lett. b) e 9, comma 1, del d.lgs. n. 504 del 1992 può beneficiare, quale coltivatore diretto, il proprietario di un terreno avente qualità agricola

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 giugno 2020, n. 13119 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, l’Amministrazione finanziaria, i cui poteri trovano fondamento non già nell’art. 38 (accertamento sintetico) o nell’art. 39 (accertamento induttivo), bensì nell’art. 41 del d.P.R. n. 600 del 1973 (cd. accertamento d’ufficio), può ricorrere a presunzioni cd. supersemplici

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, l'Amministrazione finanziaria, i cui poteri trovano fondamento non già nell'art. 38 (accertamento sintetico) o nell'art. 39 (accertamento induttivo), bensì nell'art. 41 del d.P.R. n. 600 del 1973 (cd. accertamento d'ufficio), può ricorrere a presunzioni cd. supersemplici

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 luglio 2020, n. 14060 – In tema di accertamento sintetico del reddito, ai sensi dell’art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa sia il frutto di liberalità o di altra provenienza, la relativa prova deve essere fornita con la produzione di documenti, dai quali emerga non solo la disponibilità all’interno del nucleo familiare di tali redditi, ma anche l’entità degli stessi e la durata del possesso in capo al contribuente interessato dall’accertamento

In tema di accertamento sintetico del reddito, ai sensi dell'art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa sia il frutto di liberalità o di altra provenienza, la relativa prova deve essere fornita con la produzione di documenti, dai quali emerga non solo la disponibilità all'interno del nucleo familiare di tali redditi, ma anche l'entità degli stessi e la durata del possesso in capo al contribuente interessato dall'accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 luglio 2020, n. 14054 – In tema di riscossione delle imposte, sebbene in via generale la cartella esattoriale, che non segua uno specifico atto impositivo già notificato al contribuente, ma costituisca il primo ed unico atto con il quale l’ente impositore esercita la pretesa tributaria, debba essere motivata alla stregua di un atto propriamente impositivo

In tema di riscossione delle imposte, sebbene in via generale la cartella esattoriale, che non segua uno specifico atto impositivo già notificato al contribuente, ma costituisca il primo ed unico atto con il quale l'ente impositore esercita la pretesa tributaria, debba essere motivata alla stregua di un atto propriamente impositivo

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