Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9344 depositat il 9 marzo 2020 – Mancata ottemperanza delle prescrizioni dell’ITL del verbale di accertamento per omessa nomina del medico competente

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9344 depositat il 9 marzo 2020 Sicurezza sul lavoro - Omessa nomina del medico competente - Verbale di accertamento - Mancata ottemperanza delle prescrizioni dell’ITL Ritenuto in fatto 1. Con sentenza in data 6.2.2019 il Tribunale di Oristano ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti di O.C. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 marzo 2020, n. 7308 – In materia di sgravi e fiscalizzazioni, essendo il pagamento dei contributi un’obbligazione nascente dalla legge, spetta al debitore dimostrare il suo esatto adempimento e, quindi, grava sull’impresa che vanti il diritto al beneficio contributivo l’onere di provare la sussistenza dei necessari requisiti in relazione alla fattispecie normativa di volta in volta invocata

In materia di sgravi e fiscalizzazioni, essendo il pagamento dei contributi un’obbligazione nascente dalla legge, spetta al debitore dimostrare il suo esatto adempimento e, quindi, grava sull'impresa che vanti il diritto al beneficio contributivo l'onere di provare la sussistenza dei necessari requisiti in relazione alla fattispecie normativa di volta in volta invocata

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 marzo 2020, n. 7302 – La contribuzione figurativa accreditata a favore dei lavoratori socialmente utili titolari di indennità a carico dell’Inps é valorizzabile, a far tempo dal 1° agosto 1995, ai soli fini dell’accesso al trattamento pensionistico e non anche ai fini della misura dello stesso, in virtù di quanto previsto dall’art. 1, comma 9, del d.l. n. 510 del 1996, conv. in I. n. 608 del 1996

La contribuzione figurativa accreditata a favore dei lavoratori socialmente utili titolari di indennità a carico dell'Inps é valorizzabile, a far tempo dal 1° agosto 1995, ai soli fini dell'accesso al trattamento pensionistico e non anche ai fini della misura dello stesso, in virtù di quanto previsto dall'art. 1, comma 9, del d.l. n. 510 del 1996, conv. in I. n. 608 del 1996

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 marzo 2020, n. 6998 – Qualora il ricorrente, in sede di legittimità, denunci l’omessa valutazione di prove documentali, per il principio di autosufficienza ha l’onere non solo di trascrivere il testo integrale, o la parte significativa del documento nel ricorso per cassazione, al fine di consentire il vaglio di decisività, ma anche di specificare gli argomenti, deduzioni o istanze che, in relazione alla pretesa fatta valere, siano state formulate nel giudizio di merito

Qualora il ricorrente, in sede di legittimità, denunci l’omessa valutazione di prove documentali, per il principio di autosufficienza ha l'onere non solo di trascrivere il testo integrale, o la parte significativa del documento nel ricorso per cassazione, al fine di consentire il vaglio di decisività, ma anche di specificare gli argomenti, deduzioni o istanze che, in relazione alla pretesa fatta valere, siano state formulate nel giudizio di merito

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 marzo 2020, n. 6759 – In tema di requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione occorre considerare che il giudizio di legittimità è un giudizio a critica vincolata per cui consegue che il motivo del ricorso deve necessariamente possedere i caratteri della tassatività e della specificità ed esige una precisa enunciazione, di modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche previste dall’art. 360 cod. proc. civ.

In tema di requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione occorre considerare che il giudizio di legittimità è un giudizio a critica vincolata per cui consegue che il motivo del ricorso deve necessariamente possedere i caratteri della tassatività e della specificità ed esige una precisa enunciazione, di modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche previste dall'art. 360 cod. proc. civ.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 marzo 2020, n. 6754 – La questione di violazione o di falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c non può porsi per una erronea valutazione del materiale istruttorio compiuta dal giudice di merito, ma, rispettivamente, solo allorché si alleghi che quest’ultimo abbia posto a base della decisione prove non dedotte dalle parti, ovvero disposte d’ufficio al di fuori dei limiti legali, o abbia disatteso, valutandole secondo il suo prudente apprezzamento, delle prove legali, ovvero abbia considerato come facenti piena prova, recependoli senza apprezzamento critico, elementi di prova soggetti invece a valutazione

La questione di violazione o di falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c non può porsi per una erronea valutazione del materiale istruttorio compiuta dal giudice di merito, ma, rispettivamente, solo allorché si alleghi che quest'ultimo abbia posto a base della decisione prove non dedotte dalle parti, ovvero disposte d'ufficio al di fuori dei limiti legali, o abbia disatteso, valutandole secondo il suo prudente apprezzamento, delle prove legali, ovvero abbia considerato come facenti piena prova, recependoli senza apprezzamento critico, elementi di prova soggetti invece a valutazione

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