lavoro

I dati acquisiti tramite il telepass installato sulle auto aziendali sono inutilizzabili a fini disciplinari, se il dipendente non abbia previamente ricevuto una adeguata informativa sulla possibilità dell’utilizzo dell’apparecchio per lo svolgimento di controlli a distanza

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 15391 depositata il 3 giugno 2024, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare e controlli difensivi, ha ribadito il principio secondo cui "... in tema di cd. sistemi difensivi, sono consentiti, anche dopo la modifica dell’art. 4 st. lav., ad opera dell’art. 23 del d.lgs. n. 151 [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 15391 depositata il 3 giugno 2024 – Utilizzabili i dati del Telepass, solo a condizione che sia osservata la disposizione di cui all’art. 4, comma 3, L. n. 300/1970 che prevede l’obbligo di adeguata informazione del lavoratore, in quanto le informazioni, così “raccolte” a mente appunto di quest’ultima previsione, giusta il successivo comma 3, sono “utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro”

Utilizzabili i dati del Telepass, solo a condizione che sia osservata la disposizione di cui all’art. 4, comma 3, L. n. 300/1970 che prevede l’obbligo di adeguata informazione del lavoratore, in quanto le informazioni, così “raccolte” a mente appunto di quest’ultima previsione, giusta il successivo comma 3, sono “utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro”

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 14740 depositata il 27 maggio 2024 – Grava sul lavoratore l’onere di provare di aver subito un danno a causa dell’attività svolta, nonché il nesso di causalità tra l’uno e l’altra, mentre incombe sul datore l’onere di dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie al fine di evitare il danno, ricomprendendosi in questa categoria anche quelle misure di sicurezza c.d. innominate, cioè non espressamente contemplate dalla legge, ma comunque fondate su conoscenze tecnico-scientifiche o su altre fonti analoghe

Grava sul lavoratore l'onere di provare di aver subito un danno a causa dell'attività svolta, nonché il nesso di causalità tra l'uno e l'altra, mentre incombe sul datore l'onere di dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie al fine di evitare il danno, ricomprendendosi in questa categoria anche quelle misure di sicurezza c.d. innominate, cioè non espressamente contemplate dalla legge, ma comunque fondate su conoscenze tecnico-scientifiche o su altre fonti analoghe

Il diritto soggettivo del lavoratore di astenersi dal prestare attività lavorativa in occasione delle festività e che tale diritto non può essere posto nel nulla dal datore di lavoro utilizzando le giornate di festività infrasettimanali come giorni di riposo compensativo per il lavoro domenicale

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 14904 depositata il 28maggio 2024, intervenendo in tema di festività infrasettimanali e riposo compensativo, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... Il diritto del lavoratore di astenersi dall'attività lavorativa in occasione delle festività infrasettimanali è un diritto soggettivo ed è pieno con carattere generale (Cass. [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 15025 depositata il 29 maggio 2024 – La disciplina limitativa del potere di licenziamento, di cui alla l. n. 604 del 1966 e st.lav., non è applicabile, ai sensi dell’art. 10 della l. n. 604 del 1966, ai dirigenti, neppure convenzionali; ne consegue che, ai fini dell’eventuale riconoscimento dell’indennità supplementare prevista per la categoria dirigenziale, occorre far riferimento alla nozione contrattuale di giustificatezza della risoluzione, che si discosta, sia sul piano soggettivo che oggettivo, da quella di giustificato motivo, trovando la sua ragion d’essere, da un lato, nel rapporto fiduciario che lega il dirigente al datore di lavoro in virtù delle mansioni affidate, dall’altro, nello stesso sviluppo delle strategie di impresa che rendano nel tempo non pienamente adeguata la concreta posizione assegnata al dirigente nella articolazione della struttura direttiva dell’azienda

La disciplina limitativa del potere di licenziamento, di cui alla l. n. 604 del 1966 e st.lav., non è applicabile, ai sensi dell'art. 10 della l. n. 604 del 1966, ai dirigenti, neppure convenzionali; ne consegue che, ai fini dell'eventuale riconoscimento dell'indennità supplementare prevista per la categoria dirigenziale, occorre far riferimento alla nozione contrattuale di giustificatezza della risoluzione, che si discosta, sia sul piano soggettivo che oggettivo, da quella di giustificato motivo, trovando la sua ragion d'essere, da un lato, nel rapporto fiduciario che lega il dirigente al datore di lavoro in virtù delle mansioni affidate, dall'altro, nello stesso sviluppo delle strategie di impresa che rendano nel tempo non pienamente adeguata la concreta posizione assegnata al dirigente nella articolazione della struttura direttiva dell'azienda

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 14904 depositata il 28 maggio 2024 – I contratti collettivi, quindi, non potendo derogare in senso peggiorativo ad un diritto del singolo lavoratore se non nel caso in cui egli abbia loro conferito esplicito mandato in tal senso, non possono prevedere l’obbligo dei dipendenti di lavorare nei giorni di festività infrasettimanali, in quanto incidenti sul diritto dei lavoratori -indisponibile da parte delle organizzazioni sindacali

I contratti collettivi, quindi, non potendo derogare in senso peggiorativo ad un diritto del singolo lavoratore se non nel caso in cui egli abbia loro conferito esplicito mandato in tal senso, non possono prevedere l'obbligo dei dipendenti di lavorare nei giorni di festività infrasettimanali, in quanto incidenti sul diritto dei lavoratori -indisponibile da parte delle organizzazioni sindacali

Il dipendente pubblico, con figli fino a tre anni di età, può chiedere di essere temporanemente assegnato ad una sede di servizio della provincia o regione in cui è fissata la residenza familiare – CORTE COSTITUZIONALE – Comunicato del 4 giugno 2024

CORTE COSTITUZIONALE - Comunicato del 4 giugno 2024 Il dipendente pubblico, con figli fino a tre anni di età, può chiedere di essere temporanemente assegnato ad una sede di servizio della provincia o regione in cui è fissata la residenza familiare La Corte costituzionale (sentenza n. 99) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42˗bis, comma 1, [...]

Illegittimo il licenziamento del lavoratore disabile per superamento del periodo di comporto ordinario, costituendo discriminazione indiretta

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 11731 depositata il 2 maggio 2024, intervenendo in licenziamento per superamento del periodo di comporto, ha ribadito il principio secondo cui "... in tema di licenziamento, costituisca discriminazione indiretta l'applicazione dell'ordinario periodo di comporto al lavoratore disabile, perché la mancata considerazione dei rischi di maggiore [...]

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