lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26035 depositata il 24 settembre 2025 – In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo a seguito della soppressione del posto di lavoro, ai fini dell’obbligo del repêchage, non vengono in rilievo tutte le mansioni inferiori dell’organigramma aziendale ma solo quelle che siano compatibili con le competenze professionali del lavoratore, ovvero quelle che siano state effettivamente già svolte, contestualmente o in precedenza, senza che sia previsto un obbligo del datore di lavoro di fornire un’ulteriore o diversa formazione del prestatore per la salvaguardia del posto di lavoro

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo a seguito della soppressione del posto di lavoro, ai fini dell'obbligo del repêchage, non vengono in rilievo tutte le mansioni inferiori dell'organigramma aziendale ma solo quelle che siano compatibili con le competenze professionali del lavoratore, ovvero quelle che siano state effettivamente già svolte, contestualmente o in precedenza, senza che sia previsto un obbligo del datore di lavoro di fornire un'ulteriore o diversa formazione del prestatore per la salvaguardia del posto di lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26034 depositata il 24 settembre 2025 – In forza del potere di autotutela spettante, in via generale, alle pubbliche amministrazioni, l’Inps è legittimato a compiere atti di verifica, di rettifica e di valutazione di situazioni giuridiche preesistenti, nonché ad annullare d’ufficio, con effetto “ex tunc”, qualsiasi provvedimento che risulti “ab origine” adottato in contrasto con la normativa vigente, e quindi può disconoscere in radice dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato che costituisce presupposto necessario ed indefettibile della sussistenza del rapporto assicurativo, con la conseguenza, in questa evenienza, che i contributi versati sono inidonei a costituire una valida posizione assicurativa

In forza del potere di autotutela spettante, in via generale, alle pubbliche amministrazioni, l'Inps è legittimato a compiere atti di verifica, di rettifica e di valutazione di situazioni giuridiche preesistenti, nonché ad annullare d'ufficio, con effetto "ex tunc", qualsiasi provvedimento che risulti "ab origine" adottato in contrasto con la normativa vigente, e quindi può disconoscere in radice dell'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato che costituisce presupposto necessario ed indefettibile della sussistenza del rapporto assicurativo, con la conseguenza, in questa evenienza, che i contributi versati sono inidonei a costituire una valida posizione assicurativa

Interpello ai sensi dell’articolo 12 del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni “percorsi formativi in materia di sicurezza per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università” – Interpello n. 1 del 18 settembre 2025 del Ministero del lavoro

MINISTERO del LAVORO e del POLITICHE SOCIALI - Interpello n. 1 del 18 settembre 2025 Interpello ai sensi dell'articolo 12 del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni “percorsi formativi in materia di sicurezza per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università” - Seduta della Commissione del 18 settembre 2025 L’Università [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26070 depositata il 24 settembre 2025 – In virtù dell’art. 2 del d.l. n. 69 del 1988, l’assegno per il nucleo familiare non spetta, allorché la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente sia inferiore al settanta per cento del reddito complessivo del nucleo familiare. La prova del requisito attinente al reddito del nucleo familiare incombe su tutti coloro, cittadini italiani, europei o extraeuropei, che reclamino l’assegno per il nucleo familiare

In virtù dell’art. 2 del d.l. n. 69 del 1988, l’assegno per il nucleo familiare non spetta, allorché la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente sia inferiore al settanta per cento del reddito complessivo del nucleo familiare. La prova del requisito attinente al reddito del nucleo familiare incombe su tutti coloro, cittadini italiani, europei o extraeuropei, che reclamino l’assegno per il nucleo familiare

L’immediatezza della contestazione disciplinare nel rapporto di lavoro: profili temporali e limiti di validità

Nel sistema del diritto del lavoro italiano, il potere disciplinare del datore di lavoro è strettamente vincolato da limiti di legittimità che ne condizionano l’esercizio (cfr. art. 7 L. 300/1970 – Statuto dei Lavoratori; art. 2106 c.c.). Tra questi limiti, assume rilievo centrale il principio dell’immediatezza della contestazione disciplinare. Questo principio è volto a garantire lo svolgimento [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 26003 depositata il 24 settembre 2025 – Il principio dell’immediatezza della contestazione disciplinare, la cui “ratio” riflette l’esigenza dell’osservanza della regola della buona fede e della correttezza nell’attuazione del rapporto di lavoro, non consente all’imprenditore-datore di lavoro di procrastinare la contestazione medesima in modo non solo da rendere difficile la difesa del dipendente ma anche di perpetuare l’incertezza sulla sorte del rapporto

Il principio dell'immediatezza della contestazione disciplinare, la cui "ratio" riflette l'esigenza dell'osservanza della regola della buona fede e della correttezza nell'attuazione del rapporto di lavoro, non consente all'imprenditore-datore di lavoro di procrastinare la contestazione medesima in modo non solo da rendere difficile la difesa del dipendente ma anche di perpetuare l'incertezza sulla sorte del rapporto

INPS – Messaggio n. 2821 del 26 settembre 2025 – Prestazione Universale di cui agli articoli da 34 a 36 del Decreto Legislativo 15 marzo 2024, n. 29 – Ratei maturati e non riscossi

INPS - Messaggio n. 2821 del 26 settembre 2025 Prestazione Universale di cui agli articoli da 34 a 36 del Decreto Legislativo 15 marzo 2024, n. 29 - Ratei maturati e non riscossi Con il presente messaggio si forniscono indicazioni operative per la gestione delle rate maturate e non riscosse della quota integrativa definita “assegno [...]

Il licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica

Il licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica si configura come una delle ipotesi del recesso datoriale per giustificato motivo oggettivo, disciplinato originariamente dall’art. 5 della legge n. 604/1966, con la relativa giurisprudenza evolutiva e con le innovazioni introdotte da disposizioni normative che recepiscono la disciplina antidiscriminatoria (in particolare, il D.Lgs. n. 216/2003 e, segnatamente, l’art. 3, [...]

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