lavoro

CORTE di CASSAZIONE – Sentenza n. 27806 depositata il 2 ottobre 2023 – L’efficacia generale degli accordi aziendali è tendenziale – in ragione dell’esistenza di interessi collettivi della comunità di lavoro nell’azienda, i quali richiedono una disciplina unitaria -, trovando un limite nell’espresso dissenso di lavoratori o associazioni sindacali; limite coessenziale alla riconducibilità anche di tali accordi, non diversamente da quelli nazionali o territoriali, a un sistema di contrattazione collettiva fondato su principi privatistici e sulla rappresentanza negoziale – non già legale o istituzionale – delle organizzazioni sindacali

L'efficacia generale degli accordi aziendali è tendenziale - in ragione dell'esistenza di interessi collettivi della comunità di lavoro nell'azienda, i quali richiedono una disciplina unitaria -, trovando un limite nell'espresso dissenso di lavoratori o associazioni sindacali; limite coessenziale alla riconducibilità anche di tali accordi, non diversamente da quelli nazionali o territoriali, a un sistema di contrattazione collettiva fondato su principi privatistici e sulla rappresentanza negoziale - non già legale o istituzionale - delle organizzazioni sindacali

CORTE di CASSAZIONE – Sentenza n. 27735 depositata il 2 ottobre 2023 – In materia di appalto illecito o di manodopera la relativa questione si risolvere nella corretta individuazione del datore di lavoro, secondo lo schema unanimemente utilizzato dalla giurisprudenza e dalla dottrina in merito alla perfetta sovrapponibilità delle tematiche della interposizione e di quelle della individuazione della subordinazione

In materia di appalto illecito o di manodopera la relativa questione si risolvere nella corretta individuazione del datore di lavoro, secondo lo schema unanimemente utilizzato dalla giurisprudenza e dalla dottrina in merito alla perfetta sovrapponibilità delle tematiche della interposizione e di quelle della individuazione della subordinazione

Il reato di peculato d’uso è configurabile, anche se è escluso il danno economico, quando l’utilizzo del computer durante l’orario di lavoro sistematico e prolungato per motivi personali distoglie il lavoratore dalle sue mansioni e dunque determina una lesione all’operatività dell’ufficio

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40702 depositata il 5 ottobre 2023, intervenendo in tema di reato di cui all'art. 314 c.p., ha ribadito che "... nel peculato d'uso non è configurabile il reato solo laddove l'uso episodico ed occasionale di un bene di servizio non abbia leso la funzionalità della [...]

Fondo nuove competenze: nuove FAQ sull’attestazione delle competenze

L’ANPAL in data 5 ottobre 2023 ha integrato le FAQ del comunicato del 7 agosto 2023 prot. n. 11790, con cui si chiariscono le modalità operative per redigere l'attestazione delle competenze per accedere al Fondo Nuove Competenze 1- FAQ firma discente/lavoratore In quali tipo di attestazioni viene richiesta obbligatoriamente la firma del lavoratore? In relazione al quanto previsto dal [...]

L’obbligo di vaccinazione e le relative sanzioni sono costituzionalmente legittime in quanto opera un bilanciamento tra la dimensione individuale e quella collettiva del diritto alla salute

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 185 depositata il 5 ottobre 2023, intervenuto in ordine al tema dell'obbligo di vaccinazione e delle relative sanzioni, ha affermato, in continuità con le sentenze n. 14 e 15 del 2023, che è  costituzionalmente legittimo l’obbligo del vaccino COVID-19 per gli esercenti le professioni sanitarie diversi dagli operatori sanitari in senso stretto, [...]

CORTE di CASSAZIONE – Sentenza n. 27711 depositata il 2 ottobre 2023 – Nell’attuazione dell’art. 36 della Cost. il giudice, in via preliminare, deve fare riferimento, quali parametri di commisurazione, alla retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria, dalla quale può motivatamente discostarsi, anche ex officio, quando la stessa entri in contrasto con i criteri normativi di proporzionalità e sufficienza della retribuzione dettati dall’art. 36 Cost., anche se il rinvio alla contrattazione collettiva applicabile al caso concreto sia contemplato in una legge, di cui il giudice è tenuto a dare una interpretazione costituzionalmente orientata.

Nell’attuazione dell’art. 36 della Cost. il giudice, in via preliminare, deve fare riferimento, quali parametri di commisurazione, alla retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria, dalla quale può motivatamente discostarsi, anche ex officio, quando la stessa entri in contrasto con i criteri normativi di proporzionalità e sufficienza della retribuzione dettati dall’art. 36 Cost., anche se il rinvio alla contrattazione collettiva applicabile al caso concreto sia contemplato in una legge, di cui il giudice è tenuto a dare una interpretazione costituzionalmente orientata.

CORTE di CASSAZIONE – Ordinanza n. 27451 depositata il 27 settembre 2023 – Incombe su chi ha cariche societarie il dovere di agire informati non in termini di mera attesa passiva, ma da declinare, anche con riferimento alla materia in esame (sanzioni amministrative in materia di regolarità fiscale e contributiva dei rapporti di lavoro), da un lato quale dovere di attivarsi, esercitando tutti i poteri connessi alla carica, per prevenire o eliminare ovvero attenuare le situazioni di criticità aziendale di cui l’amministratore sia, o debba essere, a conoscenza, e, dall’altro, in quello di informarsi, affinché le scelte di gestione risultino fondate sulla conoscenza della situazione aziendale attraverso l’esercizio dei poteri di iniziativa cognitoria connessi alla carica

Incombe su chi ha cariche societarie il dovere di agire informati non in termini di mera attesa passiva, ma da declinare, anche con riferimento alla materia in esame (sanzioni amministrative in materia di regolarità fiscale e contributiva dei rapporti di lavoro), da un lato quale dovere di attivarsi, esercitando tutti i poteri connessi alla carica, per prevenire o eliminare ovvero attenuare le situazioni di criticità aziendale di cui l’amministratore sia, o debba essere, a conoscenza, e, dall'altro, in quello di informarsi, affinché le scelte di gestione risultino fondate sulla conoscenza della situazione aziendale attraverso l’esercizio dei poteri di iniziativa cognitoria connessi alla carica

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