lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 gennaio 2019, n. 1378 – Illegittimo collocamento in Cig per mancanza di specificità dei criteri utilizzati per la redazione della graduatoria

in tema di procedimento per la concessione della Cigs la verifica della specificità dei criteri di individuazione dei lavoratori da spostare e delle modalità della rotazione (anche ai fini dell'adeguatezza della comunicazione ex art. 1, comma 7, della l. n. 223 del 1991) deve essere condotta con valutazione in astratto ed ex ante, e non in concreto ed ex post, dovendo assolvere sia alla funzione di porre le associazioni sindacali in condizione di contrattare i criteri di scelta dei lavoratori da sospendere sia a quella di assicurare al lavoratore la previa individuazione di tali criteri e la verificabilità dell'esercizio del potere del datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1195 – In tema di licenziamento ritorsivo, il lavoratore deve indicare e provare i profili specifici da cui desumere l’intento ritorsivo quale motivo unico e determinante del recesso, atteso che in tal caso la doglianza ha per oggetto il fatto impeditivo del diritto del datore di lavoro di avvalersi di una giusta causa, o di un giustificato motivo, pur formalmente apparenti

l licenziamento per ritorsione, diretta o indiretta - assimilabile a quello discriminatorio, vietato dagli artt. 4 della legge n. 604 del 1966, 15 della legge n. 300 del 1970 e 3 della legge n. 108 del 1990 - costituisce l'ingiusta e arbitraria reazione ad un comportamento legittimo del lavoratore colpito o di altra persona ad esso legata e pertanto accomunata nella reazione, con conseguente nullità del licenziamento, quando il motivo ritorsivo sia stato l' unico determinante e sempre che il lavoratore ne abbia fornito prova, anche con presunzioni.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1190 – Ai lavoratori che passano alle dipendenze di altra impresa, per effetto di trasferimento dell’azienda, o di un suo ramo, “si applica il contratto collettivo che regolava il rapporto di lavoro presso l’azienda cedente solamente nel caso in cui l’impresa cessionaria non applichi alcun contratto collettivo, mentre, in caso contrario, la contrattazione collettiva dell’impresa cedente è sostituita immediatamente ed in tutto da quella applicata nell’impresa cessionaria anche se più sfavorevole”

la configurabilità del trasferimento di azienda ai sensi dell'art. 2112 cod. civ., il cui accertamento compete al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità se fondato su una motivazione adeguata e immune da errori, "è necessario il concorso di due requisiti: uno, obiettivo, rappresentato dalla continuità dell'azienda come entità economica organizzata dall'imprenditore e uno, soggettivo, consistente nella sostituzione dell'imprenditore"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 gennaio 2019, n. 834 – Nell’appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti

si ha "mutatio libelli" quando si avanzi una pretesa obiettivamente diversa da quella originaria, introducendo nel processo un "petitum" diverso e più ampio oppure una "causa petendi" fondata su situazioni giuridiche non prospettate prima e particolarmente su un fatto costitutivo radicalmente differente, di modo che si ponga al giudice un nuovo tema d'indagine e si spostino i termini, della controversia, con l'effetto di disorientare la difesa della controparte ed alterare il regolare svolgimento del processo; si ha, invece, semplice "emendatio" quando si incida sulla "causa petendi", in modo che risulti modificata soltanto l'interpretazione o qualificazione giuridica del fatto costitutivo del diritto, oppure sul "petitum", nel senso di ampliarlo o limitarlo per renderlo più idoneo al concreto ed effettivo soddisfacimento della pretesa fatta valere

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1474 – Licenziamento disciplinare per aver il lavoratore autonomamente attribuito un periodo di ferie di ventidue giorni neanche interamente maturati

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1474 Licenziamento disciplinare - Accoglimento della domanda di ferie - Autorizzazione tacita - Prova Rilevato che con sentenza del 25 gennaio- 1 febbraio 2017 numero 321 la Corte d'Appello di Lecce - giudice del reclamo ex articolo 1, commi 58 e seguenti, legge 92/2012 - confermava [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1204 – Recupero di sgravi contributivi previsti dalla legge n. 448 del 1998 per insussistenza dell’incremento occupazionale – Per la validità della cartella esattoriale non è indispensabile l’indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell’accertamento precedentemente emesso

per la validità della cartella esattoriale non è indispensabile l'indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell'accertamento precedentemente emesso, essendo sufficiente l'indicazione di circostanze univoche ai fini dell'individuazione di quell'atto, così che resti soddisfatta l'esigenza di controllare la legittimità della procedura di riscossione promossa nei suoi confronti, a tale interpretazione non essendo di ostacolo la previsione contenuta negli artt. 1, comma 2 e 6, comma 1 d.m. Finanze n. 321 del 1999, che nel caso di iscrizione a ruolo o di cartella che conseguano ad un atto precedentemente notificato, richiede l'indicazione degli estremi di tale atto e la relativa data di notifica

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 gennaio 2019, n. 1384 – Il verbale ispettivo del solo Ispettorato del lavoro è privo di efficacia interruttiva della prescrizione del credito contributivo, siccome atto posto in essere da un soggetto (Ispettorato del lavoro) diverso dall’Ente impositore – Difetto di specificità

secondo la quale il citato comma 10 pone come premessa per la riduzione delle sanzioni civili, in caso di ritardato o omesso pagamento dei contributi «derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sulla ricorrenza dell'obbligo contributivo successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze interpretative che hanno dato luogo alla inadempienza», l'integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali, condizioni queste che non risultano adempiute dalla parte ricorrente

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 17 gennaio 2019, n. 1199 – Risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per perdita di professionalità – Principio di autosufficienza onera il ricorrente anche alla completa trascrizione dell’integrale contenuto degli atti e documenti

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 17 gennaio 2019, n. 1199 Rapporto di lavoro - Promotore finanziario - Risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali - Perdita di professionalità Fatti di causa 1. La Corte d'appello di Napoli, con sentenza n. 8117 pubblicata il 21.1.14, ha respinto l'appello di C.P. avverso la sentenza di primo grado [...]

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