lavoro

Lavoro intermittente e prestazioni di lavoro straordinario – Interpello 24 ottobre 2018, n. 6 del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Interpello 24 ottobre 2018, n. 6 Interpello ai sensi dell’articolo 9 del d.lgs. 23 aprile 2004, n. 124 - Lavoro intermittente e prestazioni di lavoro straordinario. L’Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio (A.N.I.S.A.) ha formulato istanza di interpello al fine di conoscere il parere di questa Amministrazione in [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 26836 depositata il 23 ottobre 2018 – I benefici contributivi previsti dall’art. 8, comma 4, della legge n. 223 del 1991 non spettano quando tra l’impresa che ha collocato i lavoratori in mobilità e quella che li assume siano configurabili gli elementi oggettivi della cessione d’azienda

I benefici contributivi previsti dall'art. 8, comma 4, della legge n. 223 del 1991 non spettano quando tra l'impresa che ha collocato i lavoratori in mobilità e quella che li assume siano configurabili gli elementi oggettivi della cessione d'azienda

Corte di Cassazione sentenza n. 26820 depositata il 23 ottobre 2018 – In materia previdenziale, a differenza che in quella civile, il regime della prescrizione già maturata è sottratto alla disponibilità delle parti

nella materia previdenziale, a differenza che in quella civile, il regime della prescrizione già maturata è sottratto alla disponibilità delle parti - ai sensi della L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 9, - anche per le contribuzioni relative a periodi precedenti la entrata in vigore della stessa legge (medesimo art. 3, comma 10) e con riferimento a qualsiasi forma di previdenza obbligatoria. Ne consegue che, una volta esaurito il termine, la prescrizione ha efficacia estintiva (non già preclusiva) - poiché l'ente previdenziale creditore non può rinunziarvi-, opera di diritto ed è rilevabile d'ufficio. Pertanto, una volta devoluta in grado d'appello la questione relativa alla persistenza dell'obbligo contributivo relativo all'anno 1997, non essendo il medesimo obbligo stato estinto per pagamento, non può ritenersi violato il principio devolutivo nell'ipotesi in cui il giudice d'appello ne accerti l'avvenuta prescrizione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 ottobre 2018, n. 26996 – Il danno non patrimoniale derivante dalla lesione di diritti inviolabili della persona, come tali costituzionalmente garantiti, è risarcibile anche quando non sussiste un fatto – reato

il danno non patrimoniale da lesione della salute costituisce una categoria ampia ed omnicomprensiva, nella cui liquidazione il giudice deve tenere conto di tutti i pregiudizi concretamente patiti dalla vittima, ma senza duplicare il risarcimento attraverso l’attribuzione di nomi diversi a pregiudizi identici. Ne consegue che è inammissibile, perché costituisce una duplicazione risarcitoria, la congiunta attribuzione alla vittima di lesioni personali, ove derivanti da reato, del risarcimento sia per il danno biologico, sia per il danno morale, inteso quale sofferenza soggettiva, il quale costituisce necessariamente una componente del primo -posto che qualsiasi lesione della salute implica necessariamente una sofferenza fisica o psichica, come pure la liquidazione del danno biologico separatamente da quello c.d. estetico, da quello alla vita di relazione e da quello cosiddetto esistenziale. Tuttavia, non è ammissibile nel nostro ordinamento l'autonoma categoria di "danno esistenziale", inteso quale pregiudizio alle attività non remunerative della persona, atteso che: ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, essi sono già risarcibili ai sensi dell'art. 2059 cod. civ., interpretato in modo conforme a Costituzione, con la conseguenza che la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una duplicazione risarcitoria; ove nel "danno esistenziale" si intendesse includere pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, tale categoria sarebbe del tutto illegittima, posto che simili pregiudizi sono irrisarcibili, in virtù del divieto di cui all'art. 2059 cod. civ..

Corte di Cassazione ordinanza n. 26842 depositata il 23 ottobre 2018 – Per i crediti derivanti da omesso versamento dei contributi previdenziali e\o assistenziali, costituiscono prove idonee ai fini della emissione del decreto ingiuntivo anche le attestazioni del direttore della sede provinciale dell’ente creditore

per i crediti derivanti da omesso versamento dei contributi previdenziali e\o assistenziali, costituiscono prove idonee ai fini della emissione del decreto ingiuntivo ai sensi dell'art. 635, comma secondo cod. proc. civ., anche le attestazioni del direttore della sede provinciale dell'ente creditore, che possono fornire utili elementi di valutazione anche nell'eventuale, successivo giudizio di opposizione pur non essendo forniti di completa efficacia probatoria, posto che la sentenza impugnata ha ritenuto che le difese della società non fossero riuscite a scalfire il complesso delle specifiche allegazioni contenute negli attestati elaborati dall'Inps

INPS – Messaggio 24 ottobre 2018, n. 3933 – Attività di Vigilanza Documentale. Monitoraggio del Ticket di licenziamento (art. 2, comma 31, della L. 92/2012). Ulteriori chiarimenti

INPS - Messaggio 24 ottobre 2018, n. 3933 Attività di Vigilanza Documentale. Monitoraggio del Ticket di licenziamento (art. 2, comma 31, della L. 92/2012). Ulteriori chiarimenti L’articolo 2, comma 31, della legge 28 giugno 2012, n. 92, prevede che nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal [...]

INPS – Messaggio 24 ottobre 2018, n. 3932 – Uniemens/Emens – Funzione di modifica dei codici fiscali individuali errati

INPS - Messaggio 24 ottobre 2018, n. 3932 Funzione di modifica dei codici fiscali individuali errati. Con il presente messaggio si comunica che, al fine di allineare i processi elaborativi tra Conto Individuale e Gestione Contributiva, l’applicazione "Uniemens/Emens: Acquisizione/Variazione/Eliminazione Interna" è stata implementata con una funzione che consentirà l’aggiornamento automatico dei codici fiscali tra i [...]

CORTE SI CASSAZIONE – Sentenza 22 ottobre 2018, n. 26666 – Quando una parte agisce per l’adempimento di un proprio credito ed il convenuto dimostra di avere pagato delle somme idonee ad estinguere il debito, spetta all’attore, il quale sostenga che quel pagamento doveva essere imputato ad altro credito già scaduto, dare la prova dell’esistenza dell’altro credito

quando una parte agisce per l'adempimento di un proprio credito ed il convenuto dimostra di avere pagato delle somme idonee ad estinguere il debito, spetta all'attore, il quale sostenga che quel pagamento doveva essere imputato ad altro credito già scaduto, dare la prova dell'esistenza dell'altro credito e delle condizioni necessarie per la dedotta diversa imputazione", (Cass. n. 17102 del 2006; Cass. n. 11703 del 2002; Cass. n. 1571 del 2000; Cass. n. 14071 del 1999)

Torna in cima