lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 17130 depositata il 31 maggio 2026 – La cessazione unilaterale del rapporto per mancato superamento della prova rientra nella eccezionale fattispecie del recesso ad nutum di cui all’art. 2096 cod. civ., sottratto all’ordinaria disciplina di controllo delle ragioni del licenziamento

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 17130 depositata il 31 maggio 2026 Licenziamento individuale - Lavoratori precoci - Pensione anticipata - Recesso datoriale - Periodo di prova - Prestazione per la disoccupazione - Discrezionalità datoriale - Accoglimento Fatti di causa M.A. impugna sulla base di un unico motivo la sentenza n. 644/2019 della Corte [...]

L’infortunio del lavoratore distaccato: l’architettura delle responsabilità tipiche, l’irrilevanza della condotta del danneggiato e la frammentazione delle garanzie assicurative private

Sintesi dell'indagine: Il saggio analizza l’evoluzione e i confini ermeneutici della responsabilità civile e prevenzionistica nell’istituto del distacco del lavoratore (ex art. 30, D.Lgs. n. 276/2003). Muovendo dal fulcro interpretativo cristallizzato dalla Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l'ordinanza 25 gennaio 2026, n. 1633, lo studio approfondisce la scissione oggettiva tra la titolarità formale [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 16214 depositata il 25 maggio 2026 – Illegittimo il licenziamento fondato su delle immagini acquisite dalle telecamere installate dall’agenzia investigativa al di fuori di un “fondato sospetto” di illeciti e quindi ritenute inutilizzabili

Illegittimo il licenziamento fondato su delle immagini acquisite dalle telecamere installate dall’agenzia investigativa al di fuori di un “fondato sospetto” di illeciti e quindi ritenute inutilizzabili

La trasparenza retributiva nella Direttiva (UE) 2023/970: verso un nuovo modello di governance salariale tra autonomia collettiva e tutele pre-assuntive

Parte I – Introduzione e inquadramento generale 1. Premessa: la trasparenza retributiva come nuovo paradigma regolatorio La trasparenza salariale è divenuta, negli ultimi anni, uno dei temi centrali del dibattito giuslavoristico europeo. Non si tratta di un fenomeno improvviso, né di un’iniziativa isolata: essa rappresenta il punto di arrivo di un percorso normativo e culturale [...]

L’abuso dei contratti a termine nel pubblico impiego e la «trappola della precarietà»: l’inadempimento dello Stato italiano nella sentenza della Corte di Giustizia del 13 maggio 2026 (causa C-155/25)

ABSTRACT Il presente contributo analizza analiticamente la sentenza della Decima Sezione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 13 maggio 2026, resa nella causa C-155/25 (Commissione europea c. Repubblica italiana). Con tale pronuncia, i giudici di Lussemburgo hanno dichiarato l'inadempimento della Repubblica italiana agli obblighi derivanti dalla clausola 5 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo [...]

Nota n. 9630 del 2012 del Ministero del Lavoro – comunicazione per lavoro notturno – ulteriori precisazioni

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in considerazione dell'approssimarsi della scadenza del termine (31 maggio 2012) per l'effettuazione della comunicazione dell'esecuzione di lavoro notturno, prevista dall'art. 5, comma 1, del Decreto Legislativo n. 67/2011, con la nota prot. 9630 del 23 maggio 2012, ha precisato che: 1. [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 1701 depositata il 26 gennaio 2026 – Ai fini della qualificabilità come rapporto di pubblico impiego di un rapporto di lavoro prestato alle dipendenze di un ente pubblico non economico, rileva che il dipendente risulti effettivamente inserito nella organizzazione pubblicistica ed adibito ad un servizio rientrante nei fini istituzionali dell’ente pubblico, non rilevando in senso contrario l’assenza di un atto formale di nomina, né che si tratti di un rapporto a termine, e neppure che il rapporto sia affetto da nullità per violazione delle norme imperative sul divieto di nuove assunzioni

Ai fini della qualificabilità come rapporto di pubblico impiego di un rapporto di lavoro prestato alle dipendenze di un ente pubblico non economico, rileva che il dipendente risulti effettivamente inserito nella organizzazione pubblicistica ed adibito ad un servizio rientrante nei fini istituzionali dell’ente pubblico, non rilevando in senso contrario l’assenza di un atto formale di nomina, né che si tratti di un rapporto a termine, e neppure che il rapporto sia affetto da nullità per violazione delle norme imperative sul divieto di nuove assunzioni

Licenziamento per assenze reiterate tra periodo di comporto, giustificato motivo oggettivo e scarso rendimento: divieto di elusione e limiti al recesso datoriale

L’ordinanza n. 5469 depositata l’11 marzo 2026 della Corte di Cassazione, sezione lavoro, si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato in materia di licenziamento intimato in presenza di reiterate assenze per malattia del lavoratore, riaffermando – con particolare chiarezza e rigore argomentativo – il principio secondo cui il datore di lavoro non può [...]

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