LAVORO – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 3596 depositata il 12 febbraio 2025 – L’art. 10 del d.lgs. n. 22 del 2015 impone di comunicare all’INPS le attività di lavoro autonomo o d’impresa individuale dalle quali si ricava un reddito, sia quando risultino intraprese ex novo, sia quando risultino preesistenti pena la decadenza dalla fruizione dell’indennità NASpI

L’art. 10 del d.lgs. n. 22 del 2015 impone di comunicare all’INPS le attività di lavoro autonomo o d’impresa individuale dalle quali si ricava un reddito, sia quando risultino intraprese ex novo, sia quando risultino preesistenti pena la decadenza dalla fruizione dell’indennità NASpI

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 1407 depositata il 21 gennaio 2025 – Una volta effettuato il conguaglio entro il giorno 16 del mese successivo alla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del semestre decorrente dal termine di durata della concessione dell’integrazione salariale o, se successivo, dalla data del provvedimento di concessione della medesima, la decadenza può sussistere per il ritardo con cui il datore di lavoro abbia trasmesso all’ente le denunce telematiche mensili (c.d. flussi UNIEMENS) previste dall’art. 44, comma 9, d.l. n. 269/2003, cit., o per il fatto che queste ultime contengano errori: le denunce in questione, che devono pervenire all’ente entro il giorno 30 del mese successivo al periodo di paga cui si riferiscono i contributi

Una volta effettuato il conguaglio entro il giorno 16 del mese successivo alla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del semestre decorrente dal termine di durata della concessione dell’integrazione salariale o, se successivo, dalla data del provvedimento di concessione della medesima, la decadenza può sussistere per il ritardo con cui il datore di lavoro abbia trasmesso all’ente le denunce telematiche mensili (c.d. flussi UNIEMENS) previste dall’art. 44, comma 9, d.l. n. 269/2003, cit., o per il fatto che queste ultime contengano errori: le denunce in questione, che devono pervenire all’ente entro il giorno 30 del mese successivo al periodo di paga cui si riferiscono i contributi

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 4936 depositata il 25 febbraio 2025 – Le disposizioni dell’art. 2 dello statuto dei lavoratori, nel limitare la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a tutela del patrimonio aziendale, non precludono a quest’ultimo di ricorrere ad agenzie investigative, purché queste non sconfinino nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, riservata dall’art. 3 dello statuto dei lavori direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori, restando giustificato l’intervento in questione non solo per l’avvenuta perpetrazione di illeciti e l’esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che illeciti siano in corso di esecuzione

Le disposizioni dell'art. 2 dello statuto dei lavoratori, nel limitare la sfera di intervento di persone preposte dal datore di lavoro a tutela del patrimonio aziendale, non precludono a quest'ultimo di ricorrere ad agenzie investigative, purché queste non sconfinino nella vigilanza dell'attività lavorativa vera e propria, riservata dall'art. 3 dello statuto dei lavori direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori, restando giustificato l'intervento in questione non solo per l'avvenuta perpetrazione di illeciti e l'esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che illeciti siano in corso di esecuzione

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro,  Sentenza n. 3353 depositata il 10 febbraio 2025 – I contratti di prossimità, di cui all’art. 8 del D.L. n. 138/2011, convertito dalla L. n. 148/2011, che possono possono derogare alle disposizioni di legge ed alla contrattazione collettiva nazionale, a differenza di un contratto collettivo aziendale, hanno efficacia erga omnes, a condizione che siano sottoscritti da rappresentanze sindacali comparativamente più rappresentative e sulla base di un criterio maggioritario

I contratti di prossimità, di cui all’art. 8 del D.L. n. 138/2011, convertito dalla L. n. 148/2011, che possono possono derogare alle disposizioni di legge ed alla contrattazione collettiva nazionale, a differenza di un contratto collettivo aziendale, hanno efficacia erga omnes, a condizione che siano sottoscritti da rappresentanze sindacali comparativamente più rappresentative e sulla base di un criterio maggioritario.

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 3405 depositata il 10 febbraio 2025 – La giusta causa di licenziamento, quale fatto “che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto”, è una nozione che la legge – allo scopo di un adeguamento delle norme alla realtà da disciplinare, articolata e mutevole nel tempo – configura con una disposizione (ascrivibile alla tipologia delle cosiddette clausole generali) di limitato contenuto, delineante un modulo generico che richiede di essere specificato in sede interpretativa, mediante la valorizzazione sia di fattori esterni relativi alla coscienza generale, sia di principi che la stessa disposizione tacitamente richiama

La giusta causa di licenziamento, quale fatto "che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto", è una nozione che la legge - allo scopo di un adeguamento delle norme alla realtà da disciplinare, articolata e mutevole nel tempo - configura con una disposizione (ascrivibile alla tipologia delle cosiddette clausole generali) di limitato contenuto, delineante un modulo generico che richiede di essere specificato in sede interpretativa, mediante la valorizzazione sia di fattori esterni relativi alla coscienza generale, sia di principi che la stessa disposizione tacitamente richiama

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 3270 depositata il 9 febbraio 2025 – Per i lavoratori autonomi già pensionati presso le gestioni dell’INPS e con più di 65 anni di età il contributo previdenziale può essere a richiesta applicato nella misura della metà, senza distinzione di regime pensionistico.

Per i lavoratori autonomi già pensionati presso le gestioni dell'INPS e con più di 65 anni di età il contributo previdenziale può essere a richiesta applicato nella misura della metà, senza distinzione di regime pensionistico.

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 3627 depositata il 12 febbraio 2025 – Il diritto di critica con specifico riferimento al rapporto di lavoro si è affermato che il limite di continenza espressiva può dirsi “esemplificativamente superato ove si attribuiscano all’impresa datoriale od ai suoi rappresentanti qualità apertamente disonorevoli, con riferimenti volgari e infamanti e tali da suscitare disprezzo e dileggio, ovvero si rendano affermazioni ingiuriose e denigratorie, con l’addebito di condotte riprovevoli o moralmente censurabili, se non addirittura integranti gli estremi di un reato, oppure anche ove la manifestazione di pensiero trasmodi in attacchi puramente offensivi della persona presa di mira”

Il diritto di critica con specifico riferimento al rapporto di lavoro si è affermato che il limite di continenza espressiva può dirsi "esemplificativamente superato ove si attribuiscano all'impresa datoriale od ai suoi rappresentanti qualità apertamente disonorevoli, con riferimenti volgari e infamanti e tali da suscitare disprezzo e dileggio, ovvero si rendano affermazioni ingiuriose e denigratorie, con l'addebito di condotte riprovevoli o moralmente censurabili, se non addirittura integranti gli estremi di un reato, oppure anche ove la manifestazione di pensiero trasmodi in attacchi puramente offensivi della persona presa di mira"

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 2694 depositata il 4 febbraio 2025 – Contratto d’appalto non genuino

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 2694 depositata il 4 febbraio 2025 Lavoro - Contratto d'appalto non genuino - Avviso di addebito INPS per contributi non versati e per le trasferte - Esclusione presupposti per riduzione contributiva in relazione a somme versate a titolo di trasferta - Inammissibilità Rilevato che 1. La Corte d’appello [...]

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