GIURISPRUDENZA – MASSIME

Corte di Cassazione, sezioni Unite, sentenza n. 21271 depositata il 25 luglio 2025 – Con riguardo alla disciplina applicabile prima dell’entrata in vigore dell’ art. 6 bis legge 212/2000 in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali cc.dd. ‘a tavolino’, l’Amministrazione finanziaria è gravata da un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale esclusivamente per i tributi “armonizzati” mentre, per quelli “non armonizzati”, non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicché esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito

Con riguardo alla disciplina applicabile prima dell'entrata in vigore dell' art. 6 bis legge 212/2000 in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali cc.dd. 'a tavolino', l'Amministrazione finanziaria è gravata da un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale esclusivamente per i tributi "armonizzati" mentre, per quelli "non armonizzati", non è rinvenibile, nella legislazione nazionale, un analogo generalizzato vincolo, sicché esso sussiste solo per le ipotesi in cui risulti specificamente sancito

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 6073 depositata il 13 febbraio 2026 – In tema di danno non patrimoniale da perdita o lesione del rapporto parentale, l’esistenza del vincolo affettivo che legittima il risarcimento può sempre essere oggetto di prova presuntiva il cui contenuto, tuttavia, dipende dall’intensità del vincolo, nel senso che, mentre per i componenti della famiglia nucleare è possibile avvalersi del fatto notorio per cui è connaturato all’essere umano soffrire per la perdita di un figlio, del coniuge, di un fratello o di un genitore, a mano a mano che il vincolo di parentela si allarga è necessaria la dimostrazione di un quid pluris utile a dimostrare l’effettiva esistenza di una relazione affettiva, non essendo requisito indefettibile, a tal fine, la convivenza

In tema di danno non patrimoniale da perdita o lesione del rapporto parentale, l'esistenza del vincolo affettivo che legittima il risarcimento può sempre essere oggetto di prova presuntiva il cui contenuto, tuttavia, dipende dall'intensità del vincolo, nel senso che, mentre per i componenti della famiglia nucleare è possibile avvalersi del fatto notorio per cui è connaturato all'essere umano soffrire per la perdita di un figlio, del coniuge, di un fratello o di un genitore, a mano a mano che il vincolo di parentela si allarga è necessaria la dimostrazione di un quid pluris utile a dimostrare l'effettiva esistenza di una relazione affettiva, non essendo requisito indefettibile, a tal fine, la convivenza

Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di ROMA Sezione 1, Sentenza n. 8483 Depositata il 1° giugno 2026 – Il contraddittorio deve considerarsi regolarmente instaurato anche in assenza di uno schema d’atto formalmente qualificato, purché l’invito notificato assolva in via sostanziale alla sua funzione, garantendo al contribuente un confronto informato ed effettivo e il pieno esercizio del diritto di difesa

Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di ROMA Sezione 1, Sentenza n. 8483 Depositata il 1° giugno 2026 Contraddittorio preventivo - Statuto dei diritti del contribuente (art. 6-bis, L. n. 212/2000) - Procedimento tributario - Principio di sussidiarietà / prevalenza della sostanza sulla forma - Diritto di difesa - Confronto informato ed effettivo - Schema d'atto SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La [...]

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, prima sezione, sentenza del 5 marzo 2026 Nella causa Edilsud 2014 S.r.l. Semplificata e Ferreri c. Italia relativa ai ricorsi nn. 32961/18 e 32984/18

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO, PRIMA SEZIONE, CAUSA EDILSUD 2014 S.R.L. SEMPLIFICATA E FERRERI c. ITALIA (Ricorsi nn. 32961/18 e 32984/18 ) SENTENZA STRASBURGO 5 marzo 2026   La presente sentenza è definitiva, ma può subire modifiche di forma. Nella causa Edilsud 2014 S.r.l. Semplificata e Ferreri c. Italia, La Corte europea dei diritti dell’uomo (Prima Sezione), riunita [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 23400 depositata il 17 luglio 2026 – Le autorizzazioni rilasciate ex art. 32 d.P.R. n. 600 del 1973 devono preesistere alla richiesta di consultazione del conto bancario, essendo il titolo dell’ingerenza e, al contempo, che esse rechino un contenuto minimo idoneo a rendere verificabili, anche ex post, i presupposti, l’oggetto e i limiti dell’accesso, così da assicurare che l’ingerenza risulti delimitata, controllabile e proporzionata

Le autorizzazioni rilasciate ex art. 32 d.P.R. n. 600 del 1973 devono preesistere alla richiesta di consultazione del conto bancario, essendo il titolo dell’ingerenza e, al contempo, che esse rechino un contenuto minimo idoneo a rendere verificabili, anche ex post, i presupposti, l’oggetto e i limiti dell’accesso, così da assicurare che l’ingerenza risulti delimitata, controllabile e proporzionata

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 2211 depositata il 3 febbraio 2026 – L’ art. 32 , comma 1, n. 2 del D.P.R. n. 600 del 1973 pone una presunzione legale relativa a favore dell’Agenzia delle Entrate con riferimento all’accertamento fondato sui dati acquisiti ai sensi dell’art. 32, comma 1, n. 7 del richiamato D.P.R. n. 600, con la conseguenza che il giudice tributario dinanzi al quale sia impugnato l’avviso di accertamento deve adeguatamente motivare sulla idoneità delle prove e delle argomentazioni addotte dal contribuente a superare quella presunzione

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 2211 depositata il 3 febbraio 2026 Presunzione legale relativa e obbligo di motivazione della sentenza Fatti di causa Con apposito questionario notificato, l'Agenzia delle Entrate invitò il Sig. A.A. (anche "il contribuente") a fornire spiegazioni in ordine a tutte le movimentazioni bancarie relative a n. 9 conti correnti [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 27123 depositata il 17 luglio 2026 – Il delitto di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali non è configurabile a carico del datore di lavoro nel caso di mancata corresponsione della relativa retribuzione ai dipendenti; il reato è invece configurabile anche in ipotesi di pagamento in “nero” di tali retribuzioni, atteso che l’accordo contra legem per il pagamento in nero di tutta o parte della retribuzione non fa venire meno l’obbligo per il datore di lavoro posto nell’interesse collettivo dei lavoratori

Il delitto di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali non è configurabile a carico del datore di lavoro nel caso di mancata corresponsione della relativa retribuzione ai dipendenti; il reato è invece configurabile anche in ipotesi di pagamento in "nero" di tali retribuzioni, atteso che l'accordo contra legem per il pagamento in nero di tutta o parte della retribuzione non fa venire meno l'obbligo per il datore di lavoro posto nell'interesse collettivo dei lavoratori

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 23817 depositata il 22 luglio 2026 – In tema di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, l’art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 23/2015 — pur non escludendo in via generale la rilevanza delle previsioni collettive — non impedisce che la contrattazione collettiva individui specifiche inadempienze sanzionabili esclusivamente in via conservativa; in tali ipotesi, la previsione pattizia esclude in radice l’idoneità del fatto contestato a giustificare il recesso datoriale

In tema di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, l'art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 23/2015 — pur non escludendo in via generale la rilevanza delle previsioni collettive — non impedisce che la contrattazione collettiva individui specifiche inadempienze sanzionabili esclusivamente in via conservativa; in tali ipotesi, la previsione pattizia esclude in radice l'idoneità del fatto contestato a giustificare il recesso datoriale.

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