TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27628 – Legittimo l’avviso di accertamento notificato al curatore fallimentare con rinvio al prodromico PVC notificato al fallito quando era in bonis

ai fini dell'adempimento dell'obbligo di motivazione dell'avviso di accertamento, qualora il prodromico processo verbale di constatazione sia stato notificato al fallito quando era in bonis, l'obbligo di consegna al curatore della documentazione amministrativa dell'impresa fallita lascia ritenere, con presunzione iuris tantum, che anche tale verbale sia pervenuto nella disponibilità del curatore e che quindi sia stato da lui conosciuto; perciò, in tal caso, non è necessario che all'avviso di accertamento sia allegato il processo verbale richiamato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27627 – Indeducibilità dei costi per assoluta genericità e indeterminatezza dell’oggetto delle fatture

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27627 Tributi - Imposte sui redditi - Reddito d’impresa - Determinazione - Costi - Assoluta genericità e indeterminatezza dell’oggetto delle fatture - Indeducibilità Motivi della decisione Con sentenza n. 79/7/2010 la C.T.R. di Venezia Sez. 7 accoglieva parzialmente l'appello della società S. s.p.a. avverso la decisione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27623 – Disconoscimento del credito d’imposta per non essere stati distribuiti, in quanto l’apertura di credito concessa ex art. 1842 c.c. non comporta il sorgere del credito con a mera messa a disposizione delle somme, senza prelievo

Disconoscimento del credito d'imposta per non essere stati distribuiti, in quanto l'apertura di credito concessa ex art. 1842 c.c. non comporta il sorgere del credito con a mera messa a disposizione delle somme, senza prelievo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27610 – Trattamento fiscale dei premi di contratti assicurativi e di capitalizzazione da fondo pensione dei vecchi iscritti sono “tutti” soggetti al medesimo trattamento fiscale con l’applicazione della aliquota del 12,50%

Trattamento fiscale dei premi di contratti assicurativi e di capitalizzazione da fondo pensione dei vecchi iscritti sono "tutti" soggetti al medesimo trattamento fiscale con l'applicazione della aliquota del 12,50%.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2018, n. 27566 – Ai soggetti coinvolti nelle “frodi carosello” non è più contestabile, alla luce della nuova norma, la deducibilità dei costi, in quanto i beni acquistati non sono stati utilizzati direttamente “al fine di commettere il reato”, ma, salvo prova contraria, per essere commercializzati e venduti

"In tema di IVA, l'Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente; ove l'Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria di avere adoperato, per non essere coinvolto in un'operazione volta ad evadere l'imposta, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità in rapporto alle circostanze del caso concreto, non assumendo rilievo, a tal fine, né la regolarità della contabilità e dei pagamenti, né la mancanza di benefici dalla rivendita delle merci o dei servizi

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2018, n. 27550 – In materia tributaria costituisce pratica abusiva l’operazione economica che, attraverso l’impiego “improprio” e “distorto” dello strumento negoziale, abbia quale scopo predominante e assorbente (seppur non esclusivo) l’elusione della norma tributaria, mentre la mera astratta configurabilità di un vantaggio fiscale non è sufficiente ad integrare la fattispecie abusiva

in materia tributaria, alla stregua dell'elaborazione giurisprudenziale comunitaria e nazionale, costituisce pratica abusiva l'operazione economica che, attraverso l'impiego "improprio" e "distorto" dello strumento negoziale, abbia quale scopo predominante e assorbente (seppur non esclusivo) l’elusione della norma tributaria, mentre la mera astratta configurabilità di un vantaggio fiscale non è sufficiente ad integrare la fattispecie abusiva, poiché è richiesta la concomitante condizione di inesistenza di ragioni economiche diverse dal semplice risparmio di imposta e l'accertamento della effettiva volontà dei contraenti di conseguire un indebito vantaggio fiscale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2018, n. 27543 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’avviso di accertamento emesso in sostituzione di un altro, precedentemente annullato, non si risolve in una mera integrazione di quest’ultimo, ma costituisce esercizio dell’ordinario potere di accertamento, non consumatosi attraverso l’emanazione dell’atto annullato

in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'avviso di accertamento emesso in sostituzione di un altro, precedentemente annullato, non si risolve in una mera integrazione di quest'ultimo, ma costituisce esercizio dell'ordinario potere di accertamento, non consumatosi attraverso l'emanazione dell'atto annullato, nonché del generale potere di autotutela, in ordine alla quale, peraltro, l'Amministrazione non gode di alcun margine di discrezionalità (diversamente da quanto accade ordinariamente), trattandosi di integrare le parti che hanno dato luogo all'invalidità dell'atto precedente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27732 – Il termine dilatorio, dei 60 giorni per l’emissione dell’atto impositivo, tende a tutelare il contraddittorio a fronte degli elementi raccolti in sede di accesso, con ciò direttamente correlando al principio del contraddittorio la previsione del termine, che trova la sua giustificazione nella possibilità di interlocuzione fra il Fisco e il contribuente

il detto termine dilatorio tende a tutelare il contraddittorio a fronte degli elementi raccolti in sede di accesso, con ciò direttamente correlando al principio del contraddittorio la previsione del termine, che trova la sua giustificazione nella possibilità di interlocuzione fra il Fisco e il contribuente, al fine di consentire a quest'ultimo di opporre le sue ragioni e produrre documentazione per evitare l'emissione dell'atto accertativo e/o diminuire la eventuale pretesa tributaria.

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