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CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 24346 depositata il 13 giugno 2016 – La procedura di estinzione ex d.lgs. 758/1994, per i reati riguardanti inosservanze in materia di sicurezza sul lavoro, pur configurando condizione di procedibilità dell’azione penale, non richiede una formale notificazione del verbale di ammissione al pagamento

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 24346 depositata il 13 giugno 2016 LAVORO - SICUREZZA SUL LAVORO - PROCEDURA DI ESTINZIONE - PROCEDIBILITA' DELL'AZIONE PENALE - VERBALE DI AMMISSIONE AL PAGAMENTO FATTO 1. D'I.B. ha proposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Paola di condanna alla pena di euro 3.000 di ammenda per i reati [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 24418 depositata il 13 giugno 2016 – Il tenore del comma 1 dell’art. 24  del d. lgs. n. 758 del 1994, nel prevedere che “la contravvenzione si estingue se il contravventore adempie alla prescrizione impartita dall’organo di vigilanza nel termine ivi fissato e provvede al pagamento previsto dall’art. 21, comma 2” è chiarissimo nel fare riferimento anche alla necessità del pagamento quale condizione, unitamente all’adempimento di quanto prescritto, per l’estinzione del reato

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 24418 depositata il 13 giugno 2016 LAVORO - SICUREZZA SUL LAVORO - EFFETTO ESTINTIVO DELLA CONTRAVVENZIONE - PAGAMENTO DELLA SANZIONE FATTO 1. S.M. ha proposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Agrigento che lo ha condannato per una serie di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro di cui [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11975 depositata il 10 giugno 2016 – Le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro previsti dal Capo III del d.lgs. 151/2001, nonché fino al compimento di un anno di età del bambino. Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza, e la lavoratrice, licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto, è tenuta a presentare al datore di lavoro idonea certificazione dalla quale risulti l’esistenza all’epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11975 depositata il 10 giugno 2016 LAVORO -RAPPORTO DI LAVORO - LICENZIAMENTO - DIVIETO FINO AL COMPIMENTO DEL PRIMO ANNO DI ETA' DEL BAMBINO - VIOLAZIONE - DEROGA Svolgimento del processo La Corte d'appello di Lecce ha confermato la sentenza del Tribunale di Brindisi con cui era stata dichiarata la [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11981 depositata il 10 giugno 2016 – In tema di responsabilità del datore di lavoro per violazione delle disposizioni dell’art. 2087 c.c., il lavoratore che subisce l’inadempimento è soggetto all’onere di allegare e dimostrare l’esistenza non solo del fatto materiale, ma altresì delle regole di condotta che assume essere state violate e che sono poste a presidio dell’integrità fisica e della personalità morale dei prestatori di lavoro

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11981 depositata il 10 giugno 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - SICUREZZA SUL LAVORO - INFORTUNIO - RESPONSABILITA' DEL DATORE DI LAVORO - ONERE DELLA PROVA Fatto Con sentenza depositata il 13.1.2010, la Corte d'appello di Catania confermava la statuizione di prime cure che aveva rigettato la domanda proposta [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11988 depositata il 10 giugno 2016 – La valutazione dell’amministrazione, in materia di sospensione cautelare facoltativa del dipendente pubblico, costituisce una tipica manifestazione del suo potere discrezionale, sindacabile dal giudice amministrativo solo ove risulti manifestamente irragionevole e non comporta la necessità di esporre le ragioni per le quali i fatti contestati al dipendente devono considerarsi particolarmente gravi

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 11988 depositata il 10 giugno 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - SOSPENSIONE CAUTELARE FACOLTATIVA DEL DIPENDENTE PUBBLICO - ONERE DELLA PROVA - LEGITTIMITA' Svolgimento del processo 1 - La Corte di Appello di Bologna, in riforma della sentenza del Tribunale di Parma del 2 ottobre 2007, [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4967 depositata il 14 marzo 2016 – La clausola statutaria di una società per azioni che richieda una maggioranza rafforzata per le delibere aventi ad oggetto gli argomenti concernenti determinate materie è posta a tutela delle minoranze, ed è finalizzata a garantire alle stesse un potere di interdizione allo scopo di conservare i rapporti di forza esistenti all’interno della società

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4967 depositata il 14 marzo 2016 SOCIETÀ DI CAPITALI - SOCIETÀ PER AZIONI - ORGANI SOCIALI - ASSEMBLEA DEI SOCI - DELIBERAZIONI - INVALIDE - IMPUGNAZIONE - CLAUSOLA STATUTARIA CHE RICHIEDE MAGGIORANZE RAFFORZATE IN TALUNE MATERIE - TUTELA DELLE MINORANZE - MODIFICABILITÀ CON MAGGIORANZE INFERIORI - ESCLUSIONE - CONSEGUENZE - [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4977 depositata il 14 marzo 2016 – In tema di voto nel concordato preventivo, il principio del cd. silenzio-assenso previsto dall’art. 178, comma 4, l.fall., come modificato dall’art. 33, comma 1, del d.l. n. 83 del 2012 nel testo risultante dalla conversione nella l. n. 134 del 2012, si applica a tutti i procedimenti per concordato preventivo la cui domanda sia stata depositata a far data dal giorno 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, del menzionato decreto legge)

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 4977 depositata il 14 marzo 2016 FALLIMENTO - CONCORDATO PREVENTIVO - APPROVAZIONE - VOTO - ADESIONI ALLA PROPOSTA - DOMANDA DI CONCORDATO DEPOSITATA ANTERIORMENTE ALL'ENTRATA IN VIGORE DEL D.L. N. 83 DEL 2012 - VOTO DEI CREDITORI - PRINCIPIO DEL SILENZIO-ASSENSO - INAPPLICABILITÀ - FONDAMENTO IL PROCESSO Inghirame Costruzioni s.r.l. [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 5001 depositata il 14 marzo 2016 – Ai fini dell’accertamento dello stato di insolvenza, il giudice della fase prefallimentare, a fronte della ragionevole contestazione del credito vantato dal ricorrente, deve procedere all’accertamento, sia pur incidentale, dello stesso, salvo che la sua esistenza risulti già accertata con una pronuncia giudiziale a cognizione piena, potendo, in tal caso, onde adempiere al suo dovere di motivazione, limitarsi ad un mero rinvio ad essa

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 5001 depositata il 14 marzo 2016 FALLIMENTO - DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO - STATO DI INSOLVENZA - RAGIONEVOLE CONTESTAZIONE DEL CREDITO VANTATO DAL RICORRENTE - ACCERTAMENTO INCIDENTALE DELLO STESSO - NECESSITÀ - LIMITI - PRONUNCIA GIUDIZIALE A COGNIZIONE PIENA DI ACCERTAMENTO DEL CREDITO - RINVIO AD ESSA - SUFFICIENZA - CONDIZIONI [...]

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