SERVIZI UTILI

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 15217 depositata il 30 maggio 2024 – La responsabilità solidale del committente ex art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, esclusa per le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, è di tipo legale, e sorge, indipendentemente dal dolo o dalla colpa, al verificarsi delle condizioni poste dalla norma, quali l’esistenza di un rapporto contrattuale riconducibile all’ambito di operatività della norma stessa e l’inadempimento da parte del datore di lavoro dei suoi obblighi verso i dipendenti

La responsabilità solidale del committente ex art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, esclusa per le pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001, è di tipo legale, e sorge, indipendentemente dal dolo o dalla colpa, al verificarsi delle condizioni poste dalla norma, quali l'esistenza di un rapporto contrattuale riconducibile all'ambito di operatività della norma stessa e l'inadempimento da parte del datore di lavoro dei suoi obblighi verso i dipendenti

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 14700 depositata il 27 maggio 2024 – Violazione ab imis dell’art. 6, co. 8, d.lgs. n. 150/2011 e nullità della notifica dell’atto introduttivo doveva ritenersi sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c., sicché il Tribunale deve solo concedere il termine a difesa

Violazione ab imis dell’art. 6, co. 8, d.lgs. n. 150/2011 e nullità della notifica dell’atto introduttivo doveva ritenersi sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c., sicché il Tribunale deve solo concedere il termine a difesa

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, ordinanza n. 14925 depositata il 28 maggio 2024 – L’attribuzione patrimoniale gratuita senza obbligo di restituzione, effettuata spontaneamente tra due società appartenenti allo stesso gruppo, ai fini fiscali assume la natura di liberalità, non rilevando la distinzione civilistica tra atti a titolo gratuito non liberale e liberalità, e l’onere sopportato dalla donante risulta deducibile soltanto se risultano rispettati i limiti di cui all’art. 100 del D.P.R. n. 917 del 1986 (Tuir)

L'attribuzione patrimoniale gratuita senza obbligo di restituzione, effettuata spontaneamente tra due società appartenenti allo stesso gruppo, ai fini fiscali assume la natura di liberalità, non rilevando la distinzione civilistica tra atti a titolo gratuito non liberale e liberalità, e l'onere sopportato dalla donante risulta deducibile soltanto se risultano rispettati i limiti di cui all'art. 100 del D.P.R. n. 917 del 1986 (Tuir)

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, ordinanza n. 14867 depositata il 28 maggio 2024 – In assenza della prova del pagamento integrale del debito tributario non ricorrono le condizioni perché possa ritenersi perfezionato il condono

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, ordinanza n. 14867 depositata il 28 maggio 2024 Tributi - Avviso di accertamento - IRPEF - IVA - IRAP - Maggior reddito imponibile - Definizione agevolata - Assenza della prova del pagamento integrale del debito - Condono non perfezionato - Manifestazione inequivocabile dell'intenzione di non proseguire nel giudizio - Sopravvenuta [...]

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Basilicata, sezione n. 1, sentenza n. 247 depositata il 18 ottobre 2023 – Per i tributi armonizzati l’Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto, a condizione che il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia potuto opporre

Per i tributi armonizzati l'Amministrazione finanziaria è gravata di un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale, la cui violazione comporta l'invalidità dell'atto, a condizione che il contribuente abbia assolto all'onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia potuto opporre

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Liguria, sezione n. 3, sentenza n. 638 depositata il 9 ottobre 2023 – Negli appalti endoaziendali la differenza tra appalto di servizi e somministrazione di manodopera – quest’ultima indeducibile ai fini IRAP ex artt. 5 e 11 D. Lgs. 446/1197 – non risiede nell’utilizzo dei capitali, delle macchine e delle attrezzature forniti dall’appaltante, bensì nell’eterodirezione dei dipendenti, che l’appaltatore non soltanto organizza, ma dirige in modo libero e indipendente

Negli appalti endoaziendali la differenza tra appalto di servizi e somministrazione di manodopera – quest’ultima indeducibile ai fini IRAP ex artt. 5 e 11 D. Lgs. 446/1197 - non risiede nell’utilizzo dei capitali, delle macchine e delle attrezzature forniti dall’appaltante, bensì nell’eterodirezione dei dipendenti, che l’appaltatore non soltanto organizza, ma dirige in modo libero e indipendente

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 14413 depositata il 23 maggio 2024 – Nel procedimento logico-giuridico diretto alla determinazione dell’inquadramento di un lavoratore subordinato non può prescindersi da tre fasi successive, e cioè, dall’accertamento in fatto delle attività lavorative in concreto svolte, dall’individuazione delle qualifiche e dei gradi previsti dal contratto collettivo di categoria e dal raffronto tra il risultato della prima indagine ed i testi della normativa contrattuale individuati nella seconda; l’accertamento della natura delle mansioni concretamente svolte dal dipendente, ai fini dell’inquadramento del medesimo in una determinata categoria di lavoratori, costituisce giudizio di fatto riservato al giudice del merito ed è insindacabile, in sede di legittimità, se sorretto da logica ed adeguata motivazione

Nel procedimento logico-giuridico diretto alla determinazione dell'inquadramento di un lavoratore subordinato non può prescindersi da tre fasi successive, e cioè, dall'accertamento in fatto delle attività lavorative in concreto svolte, dall'individuazione delle qualifiche e dei gradi previsti dal contratto collettivo di categoria e dal raffronto tra il risultato della prima indagine ed i testi della normativa contrattuale individuati nella seconda; l'accertamento della natura delle mansioni concretamente svolte dal dipendente, ai fini dell'inquadramento del medesimo in una determinata categoria di lavoratori, costituisce giudizio di fatto riservato al giudice del merito ed è insindacabile, in sede di legittimità, se sorretto da logica ed adeguata motivazione

Torna in cima