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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il deposito della prova della notifica via PEC nel processo tributario

Nell’ambito del processo tributario telematico, la notifica a mezzo posta elettronica certificata (PEC) rappresenta un nodo cruciale sia in termini procedurali sia di tutela del diritto di difesa. Gli Ermellini, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 21749 del 29 luglio 2025 hanno ribadito un importante principio sulla prova documentale. Seppur riferita a questioni fiscali (fabbricati in costruzione e IMU/TASI), questa pronuncia offre uno spunto cruciale per le notifiche via PEC. In questo contesto, sottolinea l'importanza di depositare correttamente le ricevute per garantire la validità della prova. Quadro normativo e giurisprudenziale generale L’art. 3‑bis della legge n. 53/1994 e l’art. 6 del D.P.R. n. 68/2005 pongono in capo al notificante l’onere della ricevuta di accettazione (momento che perfeziona per il mittente) e della ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) (momento che perfeziona per il destinatario). In particolare, le Sezioni Unite (sentenza n. [...]

Giudicati contrastanti nel processo tributario: prevale il secondo, ma non sempre

Nel contenzioso tributario, il giudicato riveste un ruolo fondamentale nel garantire certezza giuridica e stabilità nei rapporti tra contribuente e Amministrazione finanziaria. Tuttavia, può accadere — e accade — che su una medesima questione tra le stesse parti si formino due giudicati contrastanti. Come si risolve, in tale ipotesi, il conflitto? Quale giudicato prevale? La risposta, anche in ambito tributario, si rinviene in un principio affermato dalla giurisprudenza di legittimità: tra due giudicati contrastanti, prevale il secondo in ordine temporale, purché non sia stato impugnato per revocazione. Si tratta di un criterio elaborato dalla Corte di Cassazione in via generale, ma pienamente applicabile anche al giudizio tributario, per via dell’esplicito richiamo contenuto nell’art. 1, comma 2, del D.lgs. n. 546/1992 al codice di procedura civile. Come riaffermato anche dalla decisione della sezione tributaria n. 19273 [...]

Decreto Fiscale 2025: le principali novità del decreto legge n. 84 del 2025 convertito con modifiche dalla legge n. 108/2025

Con la Legge 30 luglio 2025, n. 108, è stato convertito, con modificazioni, il Decreto-Legge 17 giugno 2025, n. 84, contenente una serie di disposizioni urgenti in materia fiscale. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2025, è entrato in vigore il 2 agosto 2025. Di seguito, analizziamo sinteticamente le novità di maggiore rilievo per imprese, professionisti e consulenti. Rimborsi spese in trasferta: obbligo di tracciabilità Viene introdotto l’obbligo di effettuare esclusivamente con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat, ecc.) il rimborso delle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenute dai lavoratori in trasferta sul territorio nazionale. (Art. 1, commi 1-3 D.L. 84/2025) Attenzione: L’obbligo riguarda solo le trasferte in Italia; per l’estero resta possibile il rimborso anche in contanti. È una misura finalizzata a contrastare abusi fiscali e [...]

Il divieto di reformatio in peius applicabile anche nel processo tributario

Il principio del divieto di reformatio in peius — storicamente fondato nel processo penale (art. 597 c.p.p.) e recepito nel contesto civile — è ormai indiscutibilmente esteso anche al processo tributario. Questo principio tutela il diritto di difesa dell’impugnante, evitando che- in assenza di appello incidentale – la decisione di secondo grado aggravi la posizione processuale del contribuente rispetto al giudicato interno già formato. La Corte di Cassazione – Sezione Tributaria, con ordinanza n. 13325 depositata il 19 maggio 2025, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui  "il divieto di reformatio in peius opera anche nel processo tributario (Cass. 12275/2018) per cui, una volta stabilito il quantum devolutum in assenza di impugnazione della parte parzialmente vittoriosa (appello o ricorso incidentale), se la decisione di secondo grado è più sfavorevole all’impugnante e più favorevole alla controparte [...]

Avviso di accertamento: percentuali di ricarico come presunzioni semplici e oneri motivazionali

L’art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, prevede che – in caso di contabilità inattendibile – l’Amministrazione finanziaria possa determinare in via induttiva il reddito del contribuente, anche basandosi su presunzioni semplici (come le percentuali di ricarico) purché gravi, precise e concordanti, ai sensi dell’art. 2729 c.c. . L’orientamento consolidato afferma che le percentuali di ricarico rilevate in un anno possono essere utilizzate anche per altri esercizi, fermo restando l’onere del contribuente di dimostrare eventuali cambiamenti nel mercato o nella sua attività. L’uso di modeste percentuali – ad esempio, un ricarico del 39 % laddove nel settore siano comuni margini tra il 90 % e il 100 % – può costituire indizio di antieconomicità gestionale. L’Amministrazione può anche utilizzare dati settoriali o campioni omogenei di merci, purché adeguati e rappresentativi. Per i giudici di legittimità, con [...]

La deducibilità forfettaria dei costi nell’accertamento analitico-induttivo

Nel panorama dell’accertamento tributario italiano, l’ordinanza n. 19574 della Corte di Cassazione (sezione tributaria), depositata il 15 luglio 2025, costituisce  un  punto di svolta nel dibattito sull’equilibrio tra potere accertativo dell’Amministrazione finanziaria e tutela delle garanzie del contribuente. La decisione affronta in maniera puntuale la questione, di lungo corso e fortemente divisiva in giurisprudenza, della deducibilità dei costi in sede di accertamento analitico-induttivo, alla luce dei principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 10/2023. Il nodo centrale della controversia è il seguente: può il contribuente, sottoposto ad accertamento analitico-induttivo, dedurre costi presunti sulla base di percentuali forfettarie, anche in assenza di documentazione specifica? O, detto altrimenti, è possibile per il contribuente esercitare un diritto alla prova presuntiva “in via difensiva”, analogo a quello riconosciuto nel più radicale accertamento induttivo puro? L’ordinanza in commento si pronuncia [...]

Il giudizio di rinvio nel processo tributario: natura “chiusa” del giudizio, limiti difensivi e vincoli decisori

Nel sistema processuale tributario, il giudizio di rinvio costituisce, come nel sistema giudiziario civile, una fase particolarmente delicata e, al contempo, rigidamente strutturata. Esso inizia a seguito dell'annulla la sentenza impugnata, da parte della Suprema Corte nell’esercizio del suo potere rescindente, rinviando la causa al giudice di merito affinché si conformi al principio di diritto enunciato. La sua peculiarità è data dal fatto che, pur collocandosi formalmente all’interno del giudizio di merito, esso presenta tratti propri del giudizio di legittimità, nella misura in cui non consente un ampliamento del thema decidendum o del thema probandum rispetto a quanto già definito nei precedenti gradi. Su tale configurazione si è recentemente pronunciata la Sezione Tributaria della Corte di cassazione con l’Ordinanza n. 21058 depositata il 24 luglio 2025, riaffermando  la natura “chiusa” del giudizio di rinvio. I principi [...]

Il Principio di Omnicomprensività nel reddito da lavoro autonomo: novità e problemi Interpretativi a seguito del D.Lgs. 192/2024

L'articolo 5 del  D.Lgs. 192/2024 ha riformulato la normativa sul trattamento fiscale del lavoro autonomo, ridefinendo in modo sostanziale i criteri di determinazione del reddito. Uno dei capisaldi della riforma è l’adozione del cosiddetto principio di omnicomprensività, che amplia notevolmente il perimetro di ciò che rientra nella base imponibile del reddito professionale. Dal compenso alla totalità dei proventi Tradizionalmente, il reddito da lavoro autonomo era definito, dalla precedente versione dell'articolo 51 cit., in modo piuttosto lineare: veniva inteso come il compenso in denaro o natura percepito per la prestazione professionale svolta. Oggi, invece, con il nuovo assetto normativo, il reddito è costituito da tutte le somme percepite a qualunque titolo nello svolgimento dell’attività, indipendentemente dalla loro qualificazione formale. Una novità rilevante che, pur non essendo completamente inedita nell’ambito dell’imposizione diretta (si pensi all’art. 51 del TUIR [...]

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